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Centrodestra in salute nei sondaggi, ma una parte di elettorato non è rappresentata

di Matteo Milanesi, in Politica, Quotidiano, del

La Lega ha promesso troppo e fino ad oggi ottenuto poco sulle riaperture. Nel caso in cui le attuali restrizioni verranno prolungate fino al 30 aprile, o addirittura oltre, il rischio è che una importante platea di elettori leghisti scontenti cominci a guardare con interesse a Fratelli d’Italia, l’unico partito rimasto all’opposizione in Parlamento.

Molti elettori leghisti non hanno ancora digerito la partecipazione attiva al Governo Draghi e, nonostante alcune caute posizioni aperturiste della Lega, l’esecutivo prosegue sulla stessa strada tracciata precedentemente dal Conte 2: chiusure insensate e sostegni economici insufficienti.

Stando ad un sondaggio Winpoll per il Sole 24 Ore di alcuni giorni fa, il centrodestra unito raccoglierebbe più della maggioranza assoluta del Paese, contro circa il 36 per cento dell’alleanza di centrosinistra. Il partito di Giorgia Meloni, da solo, il 19,2 per cento dei consensi, mentre la Lega di Matteo Salvini si fermerebbe al 22,2 per cento, a soli tre punti percentuali di vantaggio da Fratelli d’Italia.

C’è un altro dato positivo per chi, come il sottoscritto, guarda con simpatia all’ala destra della coalizione: Meloni ha maggiore successo elettorale al Sud (24.2 per cento), dove approfitta del tracollo grillino, mentre la Lega mantiene la sua indiscutibile forza tra i ceti produttivi del Nord (28.8 per cento).

Insomma, il centrodestra unito si presenta come una coalizione strutturata e completa anche elettoralmente, colmandosi l’un l’altro nelle varie parti del territorio, in forza anche del sostegno, seppur risicato, che Forza Italia può offrire.

Nonostante nei sondaggi la coalizione vada a gonfie vele, è evidente una difficoltà della Lega in termini di consensi. Un consiglio (umile e non richiesto) potrebbe essere quello di parlare ad una parte di elettori di centrodestra che, attualmente, non sono ancora pienamente rappresentati. Gli elettori liberali, libertari, euroscettici ma sempre in nome del libero mercato. Insomma, per dirla in poche parole, offrire quella componente thatcheriana che per evidenti motivi Forza Italia non è assolutamente in grado di rappresentare.

Salvini dovrà lavorare con intelligenza per mantenere il consenso al livello attuale, tenendo insieme lo “zoccolo duro” del partito con quella grossa fetta di elettorato popolare acquisito negli ultimi anni, che in questa fase potrebbe essere più propenso a migrare verso Fratelli d’Italia. E chissà… con uno sguardo più attento verso i principi liberali e liberisti, riuscirà a tenere salda la sua leadership.

Matteo Milanesi


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