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  • 10/10 @ 09:15, “Per una nuova destra”: la ricetta di Capezzone per riempire un vuoto nell’offerta politica, di Matteo Milanesi https://t.co/Cn7GbJGvF8
  • 10/10 @ 09:14, Pechino aumenta la pressione su Taiwan: il vero banco di prova della presidenza Biden, di Michele Marsonet https://t.co/5WOnTKSODq
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Tag elezioni


Rinviare per tirare a campare è l’unico programma di Conte, ma il Paese non può permetterselo

di Roberto Penna, in Politica, Quotidiano, del

Coloro che, in particolare per interessi di parte, tendono a fornire rappresentazioni benevole del premier Giuseppe Conte, lo descrivono come una figura di mediazione fra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle. In realtà, il presidente del Consiglio preferisce rinviare tutte le questioni più spinose che possono far barcollare la maggioranza giallo-rossa. Ma tra…

Il governo si aggrappa all’emergenza, ma gli italiani sempre più affamati e arrabbiati presenteranno il conto

di Roberto Penna, in Politica, Quotidiano, del

Fu così che chi doveva rottamare il vecchio modo di fare politica, ovvero Matteo Renzi, e coloro i quali si erano imposti l’obiettivo di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, il Movimento 5 Stelle, rimasero tutti aggrappati ad un governo scadente pur di evitare il giudizio degli elettori e la possibile perdita delle…

L’ennesima vittoria personale di Netanyahu, ma gli basterà per formare un governo?

di Mattia Roncalli, in Esteri, Quotidiano, del

È chiaramente una vittoria personale del primo ministro Benjamin Netanyahu quella avvenuta nella tornata elettorale del 2 marzo in Israele. Vittoria però che molto probabilmente non sarà sufficiente per formare un governo con scioltezza. Il blocco di destra dovrebbe fermarsi infatti a 58 seggi, sui 120 totali, tre in meno dunque della maggioranza (61). Le…

Il regime iraniano ormai delegittimato e incapace di riformarsi. E i suoi vertici ne sono consapevoli

di Dorian Gray, in Esteri, Quotidiano, del

L’11 febbraio la Repubblica Islamica ha celebrato i 41 anni dalla Rivoluzione khomeinista del 1979. Una celebrazione apparentemente in pompa magna, con millioni di persone in piazza e i soliti discorsi di propaganda contro tutto l’Occidente, in primis contro Stati Uniti e Israele. Come sempre, ovviamente, ci sono dei “però”. Il “però” più importante è…

Il beffardo destino di Varadkar: a braccetto con Bruxelles contro la Brexit e finito contro un muro come la May

di Dario Mazzocchi, in Esteri, Quotidiano, del

Incarnava l’ennesimo prototipo del politico moderno che piace a chi conta, ma non sempre a chi vota. Ha voluto le urne anticipate per rafforzare il suo mandato e ora si ritrova alle spalle dello Sinn Fein a trazione corbynista Le previsioni nelle ultime settimane non erano molto rassicuranti, ma l’esito delle urne ha reso il…

Comunicazione trita e demenziale: i nostri leader politici dovrebbero imparare da Boris Johnson

di Romana Mercadante di Altamura, in Esteri, Politica, Quotidiano, del

“The milk man won the elections”. Che, messo in bella e un po’ parafrasato per ingentilirlo, suonerebbe tipo “il garzone del lattaio ha vinto le elezioni”. E così sembrerebbe, anzi è. Per tracciare a posteriori una sommaria ma esemplificativa analisi del contenuto comunicativo della campagna elettorale terminata il 12 dicembre scorso con il trionfo di…

Boris Johnson, Jezza Corbyn e l’Uomo di Workington che ha deciso le elezioni

di Daniele Meloni, in Esteri, Quotidiano, del

Workington è un collegio sconosciuto ai più nel nord-ovest dell’Inghilterra, contea della Cumbria. Da 101 anni il rappresentante dell’area a Westminster era un laburista. Il Labour considerava il seggio quasi suo per diritto. Finché il 12 dicembre Workington ha voltato le spalle a Jeremy Corbyn e al suo candidato votando per il candidato Tory, Mark…

Valanga Boris: travolti Corbyn, europeisti e competenti nostrani che come al solito non hanno capito nulla

di Dario Mazzocchi e Federico Punzi, in Esteri, Quotidiano, del

Non solo “Brexit done”. Un capolavoro politico e di leadership: ha schiacciato Corbyn nell’angolo Remain scippandogli i voti dei Leavers laburisti e finito il lavoro puntando su industria e sanità pubblica, facendo dei Tories un One Nation Party I numeri sono implacabili: 365 seggi a 202. Per i Tories una vittoria storica: la più ampia…

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