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Una modesta proposta al Parlamento e al Governo: subito il rovesciamento delle clausole di salvaguardia

di Daniele Capezzone, in Economia, Giuditta's Files, Quotidiano, Rubriche, del

Siano automatici i tagli di spesa, non gli aumenti di tasse…

Atlantico avanza una proposta-uovo di Colombo al Parlamento e al Governo (qualunque esso sia) rispetto a una scadenza oggettiva che non è possibile cancellare dal calendario: le clausole di salvaguardia destinate a scattare quest’anno (12 miliardi) e il successivo (altri 19).

Inutile girarci intorno: non si può far finta di nulla. Il rallentamento di una ripresa già anemica è già in atto, l’incertezza politica ha ulteriormente rattrappito la propensione al consumo negli ultimi mesi, e in generale la domanda interna è estremamente debole. A questo quadro già fragile un eventuale aumento dell’Iva procurerebbe un danno devastante, che solo i superficiali possono sottovalutare.

Confcommercio, dal presidente Sangalli al direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella, ha il merito di porre da mesi il problema. Le forze politiche, con rare eccezioni, dichiarano di essere d’accordo con l’obiettivo del disinnesco, ma – a meno di miei errori e omissioni – non è stata ancora messa sul tavolo una proposta chiara su dove reperire quelle risorse.

La mia opinione, per quel poco che vale, è nota: è anche corredata da emendamenti tutti tecnicamente ammessi nella scorsa legislatura (anche se politicamente respinti): il che dimostra che, volendo, i tagli di spesa si potrebbero fare. Nel mare della spesa pubblica, ci sono in particolare quattro ambiti dove si può intervenire: le municipalizzate (imponendone la vendita e l’apertura dei rispettivi mercati), l’introduzione (vera) dei costi standard nella sanità, un ulteriore intervento sugli acquisti di beni e servizi nella Pubblica amministrazione (dove pure si è cominciato a fare qualcosa), e ovviamente le spese delle Regioni.

Ma, oggi, prescindiamo dal merito delle singole voci. Pongo un problema di metodo, rilanciando un emendamento che proposi almeno due volte, anch’esso tecnicamente ammesso e poi respinto da governo e maggioranza. Di che si tratta? Del rovesciamento delle clausole di salvaguardia: si stabilisca cioè che se – per qualunque ragione – le clausole non vengono disinnescate, la conseguenza non sia un automatico taglio di tasse (aumenti Iva), ma un automatico taglio di spesa (ad esempio, tra le voci che ho indicato).

Se proprio deve esserci una “sanzione”, sia a carico della macchina pubblica, cioè della spesa, e non dei cittadini attraverso inasprimenti fiscali.

Sarebbe un atto di elementare buon senso. In attesa che si formino le Commissioni permanenti, la Commissione speciale potrebbe approvare
questa misura in quindici minuti. Se lo volesse, naturalmente…

Daniele Capezzone


8 risposte a “Una modesta proposta al Parlamento e al Governo: subito il rovesciamento delle clausole di salvaguardia”

  1. Luigi Morelli ha detto:

    Mi piace il suo realismo:”…potrebbe approvare in 15 minuti, se solo lo volesse.”. Ma c’è questa volontà? Perché, in questo Paese, le proposte di buon senso non hanno un gran seguito.

  2. Angelo Federico ha detto:

    Caro Capezzone, come non essere d’accordo? Purtroppo in un parlamento di sinistra reduce da una campagna elettorale demenziale con gente come Salvini e Di Maio che vedono solo e sempre aumento di spesa, la sua proposta non la vogliono nemmeno vedere. Questi vengono fuori dalla scuola del PD che continua a proclamare il moltiplicatore keynesiano come la panacea di tutti i problemi. Ed è ciò che ha creato i problemi come il debito pubblico. Poi dobbiamo subire uno come Martina che accusa questo improbabile governo di voler fare debiti. Quando loro con Renzi hanno aumentato il D.P. di 250 miliardi. Con questa gente non ci saranno mai proposte razionali che potranno essere accettate.Occorre una rivoluzione!

  3. Mario Lupo ha detto:

    Credo che la proposta sia così centrata che meriterebbe di prendere forma di un a proposta al Governo che verrà se non addirittura di un disegno di legge di iniziativa popolare. Il coinvolgimento e la mobilitazione di associazioni di categoria con una base molto ampia renderebbe possibile il raggiungimento delle cinquecentomila firme necessarie a norma dell’art. 71, c.2 della Costituzione.
    Mi divertirebbe vedere la posizione che i fautori della democrazia diretta assumerebbero di fronte ad una simile iniziativa. Mario Lupo

  4. Federico Libero ha detto:

    Figuriamoci, col proposto governo iper-statalista-assistenziale lega+5stelle proporre tagli di spesa è come obbligare Dracula a mangiare aglio!

  5. Mario Lupo ha detto:

    Ma proprio per questo ha senso politico fare la proposta e propagandarla.

  6. Giovanni Vegetti ha detto:

    Bene, Daniele, procediamo con la democrazia diretta
    o con un invito alla commissione speciale.

  7. Paolo Lazzari ha detto:

    Se i tagli alla spesa pubblica non creano ulteriori aggravi per i cittadini, benvenga questa proposta

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