• 20/03 @ 21:39, Basilicata al voto: una Regione dimenticata, depredata e malgestita, di Alessandro Lardo https://t.co/1j1U5JOCAv
  • 20/03 @ 21:39, “Difendo chi paga, non chi pretende”. Intervista al deputato ticinese Paolo Pamini, di Marco Faraci https://t.co/IXFme05ueZ
  • 20/03 @ 08:47, La Brexit sarà anche un pasticcio, ma la democrazia parlamentare Uk è viva e vegeta, mentre in Italia (e nell’Ue) è… https://t.co/NYwl4LT1Eo
  • 19/03 @ 17:47, Gallesi trionfanti, inglesi boriosi e italiani sbattuti: cala il sipario sul 6 Nations 2019, di Dario Mazzocchi https://t.co/qdvy073HNs
  • 19/03 @ 14:46, Christchurch: il doppio standard dei media e la difesa della libertà di culto, ovunque minacciata, di Gianmarco Cim… https://t.co/SNPegtsWyH
  • 19/03 @ 08:13, Tra ideologia, ignoranza e genuflessioni, il green friday italiano si distingue per cialtronaggine, di @MaxDelPapa https://t.co/dI2J1PNRMS

L’incarico al buio non si poteva dare al centrodestra (con 50 voti mancanti), ma lo si può dare a Cottarelli (a cui ne mancano molti di più)?

Avatar di Daniele Capezzone, in Giuditta's Files, Politica, Quotidiano, Rubriche, del

Ricapitoliamo. Per lunghe settimane, il Quirinale ha esplorato, accompagnato, tentato diverse soluzioni, tranne una: dare un incarico formale a un esponente di centrodestra, cioè alla coalizione che (in basa alla geografia elettorale del 4 marzo) era la meno lontana dalla maggioranza assoluta, ma in compenso, per usare un linguaggio da Prima Repubblica, era sicura titolare della maggioranza relativa (37 per cento dei voti, e circa 41-42 per cento dei seggi ottenuti).

L’obiezione del Quirinale è stata, come sappiamo, che non intendeva dare un incarico al buio, in assenza di una certa maggioranza parlamentare. Insomma, alla Camera a questa coalizione sarebbero mancati una cinquantina di voti, che il Colle avrebbe voluto preventivamente vedere nero su bianco.

Tesi non solidissima, quest’ultima, almeno per due motivi. Un motivo teorico: come fai a escludere, prim’ancora che il Presidente del Consiglio incaricato abbia parlato alle Camere, che possa convincere un numero adeguato di indecisi? Un motivo pratico: proprio se sei formalmente incaricato, hai la forza in più per negoziare e conquistarti una maggioranza. Giusto o sbagliato, da che Parlamento è Parlamento, in tutto il mondo funziona così. Ma Mattarella ha detto no.

Peccato che ora abbia deciso di incaricare Carlo Cottarelli con numeri di partenza molto più ridotti e risicati di un eventuale primo ministro di centrodestra. Quindi adesso l’incarico al buio si può dare? Anzi, si può fare anche se la bocciatura è quasi certa?

I difensori del Colle ci diranno: ma nel frattempo è cambiato lo scenario (in tempi di Guerra Fredda i comunisti erano specializzati nel giustificare ogni svolta con la frase magica: “E’ cambiato il contesto”). Tutto vero: ma il peggioramento del quadro non è forse responsabilità di chi ha diluito e dilatato la crisi, alla fine ponendo il veto su Savona, e all’inizio rifiutando di verificare una possibile maggioranza di centrodestra?

Avatar

Daniele Capezzone


2 risposte a “L’incarico al buio non si poteva dare al centrodestra (con 50 voti mancanti), ma lo si può dare a Cottarelli (a cui ne mancano molti di più)?”

  1. Avatar Italo Santopietro ha detto:

    A quando un Presidente liberale (magari votato dal popolo) al Quirinale?

  2. Avatar giovanni ha detto:

    I vari presidenti della repubblica da Scalfaro in giù hanno sempre avuto lo stesso colore politico, ed hanno aiutato in tutti i modi il partito dal quale venivano. Il tentativo 5 stelle PD ne è l’ultima prova.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2019, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy