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Ma Forza Italia e Fratelli d’Italia cosa vogliono fare? Espedienti tattici o scelte strategiche?

di Daniele Capezzone, in Giuditta's Files, Rubriche, del

Premessa doverosa. Da quando ho lasciato l’impegno politico diretto, lo spirito delle analisi che tento di svolgere è il più possibile rispettoso di tutti, e semmai desideroso di offrire consigli e valutazioni in positivo.

A maggior ragione in questo caso, che investe un’operazione politica che cercai di proporre a suo tempo, e che fu seccamente respinta. Quattro anni fa, in un libro di idee (più criticato che letto in diverse stanze del centrodestra), tentai di suggerire un percorso di contenuti (shock fiscale ed euroscetticismo liberale) e un percorso di metodo (primarie aperte all’americana per una gara di idee). L’una e l’altra cosa furono cestinate: dal fisiologico servilismo di alcuni dirigenti, dal tatticismo senza visione di altri, dalla congenita inadeguatezza culturale di altri ancora.

Morale: le primarie, anzi le superprimarie, le ha stravinte Salvini nelle urne, con coraggio e con pieno merito, imponendo una leadership che oggi solo chi è politicamente cieco o posseduto dal rancore può non vedere.

Resta da capire cosa vogliano fare adesso Forza Italia e Fratelli d’Italia, che si sono trovati nella non piacevole situazione di partecipare a una corsa elettorale per il 4 marzo con una coalizione poi destinata a dividersi, e non mi pare abbiano ancora trovato una bussola, una strada, un percorso.

Sono ovviamente situazioni molto diverse. Forza Italia, creatura elettoralmente legata solo alla forza personale di Silvio Berlusconi, vive una difficoltà esistenziale che solo la storia – non la cronaca – può spiegare: da sempre, il lungo tramonto delle grandi personalità porta necessariamente a delle fasi di smarrimento, di vuoto, se non c’è un meccanismo istituzionale “anglosassone” che aiuti a creare nuovi “carismi” e nuove “autorevolezze”. Fratelli d’Italia è invece una formazione giovane, guidata da una leader che ha una notevole presenza mediatica: eppure, schiacciandosi in un recinto di destra molto tradizionale e fatalmente non largo, non plurale, non è stata in grado di proporre un’offerta politica attrattiva per molti elettori, e l’erosione da parte della Lega sembra continuare a ritmi sostenuti, anche dal 4 marzo a oggi.

A questo punto, nelle loro diversità, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono dinanzi a un bivio. Serviranno a poco espedienti tattici, operazioni elettorali difensive alle europee, e meno che mai mini-aggregazioni finalizzate all’elezione di 3-4 portatori di preferenze.

Sarebbe invece – a me pare – il momento di una scelta strategica. O un’opposizione netta al governo, scegliendo dei punti fermi e delle interlocuzioni sociali – oggi estremamente minoritarie, ma pur sempre consistenti – che fatalmente porterebbero questo pezzo di centrodestra a convergere con pezzi di Pd e di centrosinistra, in un logica “macroniana” e pro-Ue. O, come a me parrebbe molto più ragionevole, il tentativo di organizzare un completamento, un’integrazione (in senso liberale, atlantista, pro mercato, non eurolirico) dell’offerta politica leghista, accettando la leadership di Salvini, ma provando a fornire anche un’opzione culturale diversa. Questa seconda strada richiede respiro, tempi lunghi, un’ambizione culturale: qualcosa di molto diverso da operazioni di piccolo cabotaggio, avendo soltanto in mente maggio 2019, i mini-equilibri delle circoscrizioni elettorali, i conticini delle preferenze, e così via.

Auguri a tutti, in ogni caso.

Daniele Capezzone


4 risposte a “Ma Forza Italia e Fratelli d’Italia cosa vogliono fare? Espedienti tattici o scelte strategiche?”

  1. Andreola Guasconi Baistrocchi ha detto:

    Bravo Daniele, mi auguro che chi ha orecchie, intenda………………

  2. Mario Valentini ha detto:

    On.Capezzone sono con te. Una analisi molto giusta. Dobbiamo guardare oltre la siepe per dare respiro ad una prospettiva che sarà senza ideologia ma pur sempre bisognosa di valori liberali.

  3. Deborah ha detto:

    Articolo ben articolato e ben.argomentato.Speriamo che qualcuno legga ed ascolti.Purtoppo forse sbaglio,ma l’impressione è.che Forza Italia sia sempre più calamitata dal PD. Eppure Berlusconi è il primo leader europeo che per primo si è esposto ad essere.filoisraeliano in senso genuino.,superando certa politica italiana,antisemita fino al midollo.

  4. Italo Santopietro ha detto:

    Il Presidente Berlusconi mi pare che è stato messo, e
    a molti fa comodo, in un cantuccio. L’età purtroppo avanza, come per tutti, e penso, come Feltri, che i fasti
    di un tempo non si ripeteranno più. Oggi, indiscutibilmente, la leadership del centrodestra
    è rappresentata da Salvini. Scusate la volgarità ma
    è uno dei pochi, se non il solo, che abbia le palle e non ha paura di nessuno. Forza Italia e FDI farebbero bene, con un atto di coraggio e responsabilità, a riconoscergli la leadership e tutte
    le battaglie del centrodestra – fisco giusto, lotta spietata alla burocrazia, separazione delle carriere dei magistrati, sicurezza dei cittadini, grandi e non
    più rinviabili infrastrutture ecc. ecc. – potrebbero avere compimento. Ritornando a Berlusconi credo che un giorno qualcuno, se onesto intellettualmente,
    nella sua azione politica non vedrà solo ombre, che pure ci sono state e non poche, ma anche meriti e grandi intuizioni che non hanno trovato soluzioni per i tanti ostacoli che ha trovato nel suo percorso, dai presidenti della Repubblica ai tanti politici che, in buona sostanza, lo hanno usato per il loro tornaconto e da una opposizione ( il PCI, PDS, PD
    tanto per capirci) che sin dal primo giorno ha professato il tanto peggio tanto meglio. Però questo modo dissennato di fare politica è stato smascherato proprio dagli italiani nelle urne e, giustamente e
    me lo auguro di cuore, sarà destinata a scomparire.

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