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La figura del Match Analyst si è ormai affermata nel calcio: a cosa serve e come cambia le partite

di Francesco Mezzatesta, in Atlantico Sportivo, Rubriche, del

In principio si contavano i tiri in porta, i calci d’angolo a favore e i falli fatti per avere un’idea di come fosse andata una partita. Poi, fra le altre cose, è stata introdotta la percentuale di possesso palla, che oltre ad analizzare le partite giocate, dava un’idea agli allenatori di come una squadra impostava il gioco. Con il progredire della tecnologia le partite vengono sempre più analizzate con una serie di dati, ma il vero spartiacque è rappresentato dalla Germania ai mondiali del 2014 in Brasile: in quel mondiale la nazionale tedesca si avvalse di un software, studiato da una multinazionale tedesca, che le permetteva di analizzare le partite delle nazionali avversarie sotto moltissimi punti di vista. Questo software raccoglieva i dati degli avversari nelle partite giocate e li applicava in tempo quasi reale al match che si stava disputando in quel momento. L’approccio di una squadra alla partita, se parte all’attacco o guardinga, se predilige i lanci lunghi o il gioco manovrato, se imposta dalle fasce e, ancora più nel dettaglio, qual è il giocatore che esegue più passaggi, quello che ne sbaglia di più e così via.

Basandosi su questa amplissima mole di dati, analizzata da esperti di analisi, lo staff del commissario Low ha avuto una serie di informazioni che hanno portato la nazionale tedesca a dominare il mondiale brasiliano, schiantando la nazionale di casa in semifinale con un umiliante 7-1. La tecnologia teutonica che demolisce la fantasia brasiliana. In realtà già da prima alcune società di calcio si avvalevano di match analyst, ma dal mondiale brasiliano questa figura ha assunto un ruolo molto importante per molte altre società di calcio professionistico e non.

In realtà per altri sport, soprattutto americani, l’analisi delle statistiche gioca un ruolo importante da molti anni. Nel baseball, nel basket e in molti altri, i match vengono analizzati spesso anche in base alle statistiche di una squadra o di un giocatore. Nel calcio, vuoi per la peculiarità del gioco, questi dati non hanno mai avuto un ruolo rilevante nel secolo scorso, ma negli ultimi dieci anni alcuni tecnici hanno cominciato ad analizzare più nel dettaglio i dati delle partite, fino ad arrivare all’utilizzo di nuove tecnologie, come i droni e i database “In-Memory” (senza scendere troppo nel tecnico, si tratta di un sistema che permette di analizzare una grandissima mole di dati, acquisiti anche in tempo reale, in brevissimo tempo).

Per quanto riguarda il calcio possiamo identificare la Germania del 2014 come precursore dei match analyst: ossia un analista di dati, che analizza una serie di informazioni relative ad una squadra di calcio e fornisce degli spunti tattici al tecnico di turno. Con il passare degli anni queste figure hanno cominciato a specializzarsi, dimostrando che anche il calcio è analizzabile. Non è sicuramente una scienza esatta, ma attraverso la giusta lettura dei dati si possono vincere le partite.

Come lavora un match analyst? Che ruolo ha? Diciamo che non è un lavoro semplice. Alla base di ogni analisi dei dati, scontato a dirsi, ci sono i dati stessi. Ossia una banca dati che fra le righe racconta qualcosa dell’entità che si vuole analizzare. Se prendiamo per esempio le grandi aziende, si possono analizzare le fatture, le vendite dei prodotti o i tempi di consegna, attraverso la documentazione che produce l’azienda stessa. Tutte queste informazioni vengono digitalizzate e, quando i dati raggiungono una mole significante (due o tre anni di vita dell’azienda), intervengono gli analisti che studiano in quali aree l’azienda può essere migliorata oppure quale prodotto venderà di più per i prossimi anni.

Il match analyst si trova di fronte questo primo problema: la digitalizzazione dei dati. Già qui dobbiamo fare una grande distinzione dai match analyst di società professionistiche e non. Le società più ricche possono agevolare il lavoro del match analyst con strumentazioni più sofisticate per la digitalizzazione dei dati, mentre quelle con meno possibilità costringono l’analista alla raccolta manuale del dato stesso, magari guardando e riguardando i filmati delle partite. Una volta creata la banca dati entra in gioco l’esperienza dell’analista, la sua capacità di interpretare i dati per capire come affrontare al meglio le partite.

Le analisi sono di vario tipo: si può analizzare come giocano i prossimi avversari, mandando emissari a raccogliere i dati, nelle tre/quattro partite precedenti oppure giocando in casa, per capire i punti deboli della propria squadra e capire come e dove intervenire per migliorarli o eliminarli.

In Italia questa figura è ricoperta per lo più da ex calciatori, che usano la loro esperienza maturata sui campi di calcio e cercano di applicarla all’analisi del dato. In altri stati, Germania e Inghilterra su tutti, il match analyst è un analista del dato (data analyst) che ha discrete conoscenze calcistiche. Cos’è più importante per analizzare i dati di una partita di calcio? Non è facile da identificare: è sicuramente importante sapere “come funziona” una partita di calcio, ma è altrettanto importante saper analizzare i dati che ne scaturiscono.

Potremmo sbilanciarci considerando che un ex calciatore si avvicina all’analisi del dato quando ha finito la sua carriera sportiva e lo studio di analisi è circoscritto in pochi anni, se non addirittura esperienziale. Mentre invece un esperto di analisi del dato ha visto diverse realtà negli anni, magari maturando parallelamente una passione calcistica. Questo mix porta un analista esperto a cercare fra le informazioni raccolte spunti che potrebbero facilmente sfuggire a chi li ispeziona con una “deviazione” calcistica.

In Italia stanno nascendo alcune scuole che preparano ex calciatori e non a questo mestiere, ma, per capire quanto siamo lontani dalle altre nazioni, basti considerare che il primo corso della Federazione Italiana Giuoco Calcio per Match Analyst è cominciato a fine 2017. Ma si può imbrigliare uno sport come il calcio, fatto di passione e fantasia, con l’analisi fredda di una serie di numeri? Se pensiamo all’esito del mondiali del 2014 giocati in Brasile la risposta
potrebbe spaventare i romantici innamorati del calcio. La risposta non è sicuramente così netta. Siamo fortemente convinti che in realtà il match analyst è una figura che si ritaglierà sempre più spazio nel mondo del calcio come nel tempo hanno fatto i preparatori atletici e gli alimentaristi, ma, finché il calcio sarà giocato da esseri umani, l’imponderabile sarà sempre parte integrante di questo sport.

Francesco Mezzatesta


Una replica a “La figura del Match Analyst si è ormai affermata nel calcio: a cosa serve e come cambia le partite”

  1. Federico libero ha detto:

    Questo articolo è l’esatto paragone che andrebbe usato per spiegare industry 4.0 alla massa di industrialotti di provincia ignoranti e scettici sui suoi benefici.
    Non usare le potenzialità del digitale e del knowledge discovery in databases nel nuovo millennio è come resistere alla macchina a vapore ed ostinarsi ad usare calesse e cavalli.

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