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Day by Day: Van Zandt all’Hard Rock Cafe di Roma e le foto d’epoca della via Appia

di Gianfranco Ferroni, in Day by Day, Rubriche, del

L’Hard Rock Cafe Roma è pronto ad accogliere la sera di lunedì 16 luglio Little Steven Van Zandt. Il leggendario musicista, componente da lungo tempo della E Street Band di Bruce Springsteen, sarà accolto con un red carpet dal tempio rock di via Veneto, dove Little Steven si impegnerà in un “Underground Garage Dance Party” il giorno prima del suo live in programma a Villa Ada. Durante questa esibizione Van Zandt intratterrà i fan e gli ospiti in un’intima dj session dal vivo dove il Rock and Roll Hall of Famer farà una selezione di brani e parlerà delle sue tracce preferite, tra quelle diffuse nel suo show radiofonico internazionale “Little Steven’s Underground Garage” Van Zandt sarà a disposizione dei fan per fotografie e autografi durante la serata.

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Rita Paris, in qualità di direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, ha salvato la storia di Roma. E con il restauro del Casale di Santa Maria Nova presenta anche una mostra di fotografie autoriali scattate dall’Ottocento a oggi. Le immagini esposte esprimono tutta la forza della seduzione della via Appia che, più di altri luoghi, ha attratto per il fascino del paesaggio, per la presenza di cospicui monumenti ben conservati e per una storia che è metafora di tante contraddizioni. I documenti dagli archivi storici immortalano l’Appia nel periodo compreso tra la grandiosa opera di ‘ristabilimento’ compiuta da Luigi Canina negli anni 1850-1853, le piantumazioni di Antonio Muñoz negli anni 1909-1913, finalizzate alla cura dell’elemento ‘pittoresco’, e l’aggressione edilizia del dopoguerra, tanto raccontata e combattuta da Antonio Cederna. Negli scatti contemporanei la strada partecipa al racconto biografico o autobiografico dell’autore, si fa paesaggio, cioè natura trasformata in storia; nobilita il messaggio pubblicitari, e diventa sublime scenario del cinema e dello spettacolo. Attraverso le opere esposte, a cominciare da quelle firmate dal centenario Milton Gendel, l’Appia presenta se stessa con l’ambiguità della propria vicenda, le ferite, le contraddizioni, le stravaganze che hanno trovato posto nei luoghi di indescrivibile bellezza. Quella che è stata definita regina viarum, è il centro dei contrasti tra la storia, che continua ad avere un ruolo dominante, il passato recente, che ha definito l’attuale percezione del paesaggio, il presente, che ha ‘tollerato’ il saccheggio del patrimonio archeologico, la trasformazione dei luoghi, l’incuria. Questa iniziativa segna un tassello importante del riscatto dell’Appia dalle tante offese subite, secondo il percorso tracciato negli ultimi venti anni per il recupero della centralità dei suoi valori e per il pieno godimento pubblico, nel quadro della città moderna. Le ‘anticaglie’ indicate nella mappa del Catasto Alessandrino (1660), non diverse dalle anonime rovine presenti sullo sfondo della foto di Milton Gendel, immagine della mostra, sono oggi di proprietà dello Stato e si presentano alla collettività come un vasto patrimonio di conoscenze, vitale e in continua evoluzione, nel contesto di un paesaggio irripetibile. Ma che fine farà il Parco Archeologico?

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In Piemonte prende il via Collisioni, il festival delle colline dell’Unesco. Ad accompagnare il sound di grandi artisti internazionali sarà l’Asti Secco Docg, le bollicine ufficiali dell’edizione 2018, che celebra dieci anni di crescente successo. L’Asti Secco Docg è la nuova interpretazione della denominazione, in grado di esprimere l’autenticità “rural” di una terra unica, con il pizzico di “glam” che da sempre contraddistingue il mondo dell‘Asti Docg. Proprio come Collisioni, primo e unico festival dallo spirito agri&rock che, dal cuore del Piemonte, sta conquistando il mondo. Artisti italiani ed internazionali, i protagonisti della decima edizione, insieme alle bollicine dell’Asti Secco Docg, lo spumante secco a base di Moscato bianco, nato dalla tradizione piemontese nell’arte della vinificazione, che conserva in bottiglia tutti gli aromi e l’eleganza dei profumi che contraddistinguono l’uva appena raccolta. Un sapore fresco, equilibrato e piacevolmente aromatico. Caratteristiche che lo rendono ideale per il momento dell’aperitivo ma anche per accompagnare i pasti. Nel programma di Collisioni torna anche quest’anno il palco Wine&Food: una non stop di degustazioni, assaggi, canzoni presso il cortile del Castello di Barolo, dedicata ai tesori enogastronomici italiani. Sabato ecco l’aperitivo a base di Asti secco, proposto in abbinamento a nocciole tostate Igp ed altre eccellenze del territorio, ma soprattutto alla voce della cantante astigiana Chiara Dello Iacovo. Durante il festival, nello stand consortile, è possibile degustare le tre Docg tutelate: Asti Secco, Asti e Moscato d’Asti. Tre diverse interpretazioni del moscato, da provare e condividere.

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A Roma, a pochi passi da piazza Cavour, arrivano i sapori partenopei e della pizza napoletana in primis: e poi i fritti, altro cavallo di battaglia, trovano uno spazio professionale accanto al forno che affaccia sul bel bancone in marmo bianco di Carrara dove la brigata garantisce quotidianamente, che le ricette e gli impasti, nonché le cotture, siano perfettamente in linea con la filosofia di Salvatore Di Matteo. Negli 800 metri quadrati del locale non mancano e mai mancheranno i dolci della tradizione ideati ugualmente da Salvatore e prodotti nel laboratorio interno, chicca conclusiva dei menu del suo format. All’inaugurazione, una festa tra sapori e colori della tradizione napoletana in cui gli ospiti, dopo un aperitivo a base di mozzarelle di bufala in versione “live”, mozzarelle affumicate, ricotta di fuscella tutte del gruppo Amodio, hanno degustato la frittatina di pasta, l’arancino e il crocchè per poi passare alla pizza fritta “Essenzia” con provolone del Monaco, pomodoro del Piennolo, provola di latte vaccino e basilico, alla pizza “Special Edition” Campania Felix con doppio pomodoro tra cui il Piennolo e mozzarella di bufala, per concludere con la Faccia Gialla, oramai “must” apprezzatissimo, con pomodorini gialli del Vesuvio, mozzarella di bufala e zest di limoni di Sorrento, il tutto accompagnato dalle bollicine e dai vini di Feudi di San Gregorio. Tanti gli appuntamenti in calendario tra cui, il 19 settembre, un grande party di inaugurazione per aprire la stagione, in concomitanza con la festa napoletana di San Gennaro, dove la pizza, i fritti e i dolci diventeranno street food per l’occasione, per dare la possibilità di far assaggiare a tutti i numerosi ospiti romani il cuore di Napoli.

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È considerato uno delle grandi divinità dell’Olimpo greco e ora si identifica anche con un innovativo sistema informativo applicato all’universo vino. Si chiama infatti Dioniso ed è l’ultima novità tecnologica per la certificazione e la tracciabilità dei vini Dop e Igp messa in campo da Valoritalia con la collaborazione di Cisco e Hitachi. Un progetto telematico, oggi operativo dopo oltre due anni di analisi e sviluppo, che, in linea con il trend crescente della dematerializzazione, permette di raccogliere la mole di informazioni provenienti dagli attori della filiera in un’unica grande piattaforma digitale a disposizione degli operatori, che potranno contare su un elevato grado di automazione dei processi di certificazione, con il vantaggio della tempestività, della certezza del dato informativo e della personalizzazione. Valore aggiunto di Dioniso, inoltre, l’interscambio continuo tra utente e gestionale che permette in pochi click e con una notevole riduzione di tempi e costi di elaborare, interrogare e sintetizzare. E a proposito di utenti, il più importante ente di certificazione del vino italiano ha scelto inoltre di rifarsi il look con un nuovo sito internet dedicato non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai consumatori finali, consapevoli dell’importanza dell’origine dei prodotti. Una vetrina digitale dal design più accattivante e aperta a tutti (ottimizzata per essere fruita pure da mobile), che offre contenuti sempre aggiornati e di facile consultazione, dando la possibilità di conoscere in ogni momento lo stato dell’arte del settore e la tracciabilità di ogni bottiglia certificata da Valoritalia. A completare poi le novità, la neonata rivista (cartacea e digitale), ValoriMag, che racconta news, approfondimenti e curiosità dal mondo produttivo, con un occhio attento ai trend di mercato e alle centinaia di denominazioni vitivinicole che rendono unico il Belpaese. Spiega il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio:

“Comunicare il nostro lavoro e renderlo più accessibile a diversi target è per noi prioritario. Per questo, accanto al sito e al magazine, abbiamo messo a punto un servizio sistematico e unificato di raccolta dati che, malgrado l’enorme complessità, resta ‘umano’, vale a dire tiene conto delle diverse tipologie di utenti e delle loro specifiche esigenze intervenendo con risposte cucite su misura, valide per il piccolo viticoltore così come per gli addetti dell’agroindustria, attraverso la figura dell’operatore documentale in supporto. Un aspetto fondamentale a cui si aggiungono altri punti di forza, quali la garanzia di assoluta affidabilità, l’alto grado di personalizzazione e una tracciabilità tempestiva. Ad oggi sono già censite, e dunque tracciabili, le bottiglie a partire dal 23 gennaio 2017, ma dal primo gennaio 2019 saranno tracciate tutte quelle munite di contrassegno gestite da Valoritalia. Inoltre, la piattaforma è stata configurata con i parametri di circa 5 mila tipologie di vino afferenti a 228 D.O. (133 Doc, 46 Docg e 49 Igt), rappresentando così le specificità dell’intero territorio nazionale. Ciò significa che tecnicamente Dioniso rappresenta un validissimo strumento e un punto di riferimento non solo per i nostri operatori, ma anche per i Consorzi, per gli enti e per le aziende che hanno accesso diretto al sistema”.

Gianfranco Ferroni


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