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Day by Day: Ricci Curbastro, 18 generazioni dedicate al vino

Avatar di Gianfranco Ferroni, in Day by Day, Rubriche, del

Il vino ha una lunga storia. E anche le famiglie che se ne occupano. Ecco così che i Ricci Curbastro sono arrivati a quota 18 generazioni, vantando una storia familiare che inizia nel XIII secolo e un passato importante costellato da illustri antenati. Militari, diplomatici, notai, scienziati, ingegneri, ecclesiastici ma soprattutto agricoltori, che hanno segnato la storia della Franciacorta, distinguendosi per la forte impronta innovativa e la grande attenzione alla sostenibilità ambientale. Una dinastia che diventa “maggiorenne” e guarda al futuro scommettendo sul giovane Gualberto. È lui infatti il primo degli eredi del “patrimonio” di casa, che vanta due tenute vitivinicole (l’omonima azienda di Capriolo in Franciacorta e la tenuta Rontana di Brisighella in Romagna), un Museo Agricolo e del Vino ed un agriturismo a due passi dal lago d’Iseo. A lui spetterà il ruolo di nuovo “corridore” di questa staffetta generazionale che annovera personaggi del calibro di Gregorio Ricci Curbastro, illustre matematico a cui si deve il calcolo differenziale assoluto su cui si fonda la teoria della relatività di Einstein, e di Gualberto Ricci Curbastro, tra i fondatori della Doc Franciacorta e antesignano a livello nazionale del turismo enogastronomico. Ad affiancarlo saranno il padre, Riccardo Ricci Curbastro, e presto anche i fratelli Filippo, enologo con alle spalle diverse esperienze in Toscana, Franciacorta, Romagna, Nuova Zelanda e Bordeaux, e Daniele, startupper del settore immobiliare con una forte propensione artistica, al punto da firmare alcune delle più recenti etichette aziendali.

Pietro è stato il capostipite nel 1380. In Romagna i Ricci Curbastro arrivarono nel XIII secolo dopo il loro esilio da Firenze, furono al servizio degli Estensi di Ferrara come testimoniano alcuni passaporti diplomatici ancora conservati e successivamente si legarono alla Corte Pontificia. Per arrivare a epoche recenti, Riccardo, nato nel 1892 e morto nel 1955, fu ufficiale dei Granatieri di Sardegna, il reggimento del re, ma anche tra i primi piloti militari italiani nel 1914. Proprio Riccardo nel 1946 dopo aver abbandonato la carriera militare per non tradire il proprio giuramento di fedeltà al re ormai in esilio, tornò contadino in Romagna ma soprattutto in Franciacorta nell’azienda agricola di sua moglie Evelina Lantieri de’ Paratico. Quest’ultima azienda produceva vini in bottiglia già nell’Ottocento, come testimoniano etichette del 1885 tuttora conservate, ma i Lantieri sono presenti su queste terre dal IX secolo. Riccardo ed Evelina costruirono la nuova e più razionale cantina che è ancora oggi il cuore della cantina Ricci Curbastro, dotarono l’azienda di un moderno impianto di irrigazione, cominciarono l’azione di dissodamento di terreni abbandonati.

Ora c’è il giovane Gualberto, classe 1991, laureato alla Bocconi di Milano e con all’attivo percorsi di studi presso la Ebs Universität für Wirtschaft und Recht in Germania e la Jönköping International Business School di Jönköping in Svezia, ricopre dallo scorso anno la carica di vicepresidente della Strada del Vino Franciacorta e di consigliere del Consorzio Vini Franciacorta. Dal 2014 conduce inoltre l’azienda agricola Giorgio Fortunato della zia Luisa Vezzoli, producendo uve e olio extravergine di oliva Toscano Igp, mentre dal 2016 ha fatto il suo ingresso nella storica e omonima azienda occupandosi principalmente di mercati nazionali e internazionali. Un impegno svolto sull’esempio del padre Riccardo, che oltre essere amministratore e responsabile marketing e produzione, vanto un lungo corso nel mondo enoico, dove attualmente veste i panni di presidente di Federdoc e di Equalitas, la società che propone un modello di sostenibilità unico e condiviso per il settore vitivinicolo italiano secondo i pilastri sociale, ambientale ed economico. Non a caso, proprio la cantina franciacortina è stata tra le prime a livello nazionale a raggiungere questo standard, confermando così la spiccata sensibilità ambientale che caratterizza da decenni gli investimenti attuati sia in vigna che in cantina. Risultati tangibili in questo senso sono, ad esempio, la prima vendemmia interamente biologica del 2018, il primo vino prodotto da un vigneto di varietà resistenti alle crittogame (un Sebino IGT “zero trattamenti e zero residui”) e la totale indipendenza dal punto di vista energetico con pannelli solari.

“Malgrado la giovane età”, spiega Riccardo Ricci Curbastro, “Gualberto dimostra di avere tutte le carte in regola per affiancarmi nel gestire le nostre imprese di famiglia. Dopo gli studi universitari ha maturato un’evidente passione per l’agricoltura che gli ha permesso di diventare un globetrotter sulle strade del vino di mezzo mondo e soprattutto il primo della 18esima generazione a ripercorrere le orme della nostra famiglia, inserendosi in un momento di forte espansione dell’azienda dal punto di vista economico e dell’innovazione. Basti pensare alla crescita a doppia cifra del fatturato registrata negli ultimi due anni, alla recente sperimentazione del racconto del vino attraverso la tecnologia blockchain con “My Story” e alla creazione del primo vigneto urbano nel centro di Capriolo, grazie al progetto “Scopri il vigneto”, dedicato alle scuole e alla scoperta del paesaggio tradizionale della Franciacorta, ormai in gran parte scomparso. Sono certo che Gualberto saprà proiettare l’impresa in sfide future ancora più ambiziose, senza mai perdere di vista il solco della tradizione tracciato dai nostri grandi antenati e in ultimo da mio padre che ho affiancato negli ultimi 40 anni”.

E “rappresentare la 18esima generazione di una famiglia così importante e ricoprire un ruolo di primo piano in una delle realtà vinicole più rappresentative d’Italia”, dice Gualberto Ricci Curbastro, “è un enorme privilegio ma anche e soprattutto una grande responsabilità che sono felice di condividere con mio padre. La sua riconosciuta esperienza nel settore insieme all’amore per la terra e all’attaccamento alle proprie radici sapranno sicuramente guidarmi nelle scelte future che continueranno a basarsi sulle logiche della sostenibilità, dell’innovazione e della responsabilità sociale verso il nostro territorio”.

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Gianfranco Ferroni


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