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Day by Day: premi internazionali per vini e acque d’Italia

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“Fruttato, equilibrato, di buona struttura”. E ancora: “Piacevole e ben disteso. Un vino curioso con una buona componente sapida che richiama il sorso e dà equilibrio al palato”. Queste alcune connotazioni del Foglia Tonda 2017 di Sequerciani secondo i professionisti che hanno giudicato i 166 vini dei soci VinNatur. Sono stati tre giorni di studio e confronto sul vino naturale, analizzato sotto il profilo produttivo e della ricezione da parte del mercato. I partecipanti sono stati coinvolti in un percorso di degustazioni alla cieca, con l’obiettivo di far emergere senza pregiudizi i punti di forza e di miglioramento dei vini, valutati in base ai classici parametri organolettici. Il Foglia Tonda 2017 di Sequerciani è risultato essere uno dei migliori classificati nella categoria vini rossi, con un punteggio di 84.8 punti, ben sopra la media di tutti i campioni degustati. Vinificato in purezza nella tenuta di Gavorrano (Grosseto), il Foglia Tonda è stato per tanto tempo considerato un vitigno perduto. Riscoperto a Sequerciani, azienda che si è fatta portavoce anche di altre varietà autoctone toscane meno conosciute, è diventato una delle punte di diamante della produzione vinicola aziendale, regalando un vino dal forte carattere territoriale. VinNatur, nata per valorizzare il vino naturale in Italia e nel mondo, riunisce oltre 170 produttori da 9 diversi paesi, ognuno con una sua storia e un sogno comune: produrre vino naturalmente buono, con le persone e con l’ambiente.


Acqua Egeria, per il terzo anno consecutivo, vince il prestigioso premio Superior Taste Award con tre stelle dell’International Taste Institute di Bruxelles, leader nella valutazione e certificazione Taste di prodotti alimentari e bevande di consumo provenienti da circa cento Paesi. È stato riconosciuto, inoltre, il Crystal Award per l’acqua effervescente naturale. “Per noi questo premio rappresenta una conferma dell’aspetto qualitativo della nostra acqua, costante e consolidato nel tempo”, ha dichiarato Luis Tonet, direttore generale di Acqua Egeria – Acqua Santa di Roma. “Il forte legame con il territorio di Roma ci contraddistingue perché la sorgente, insieme al mito di Egeria, nascono ai tempi del re Numa Pompilio, ben 2.400 anni fa. I romani da sempre apprezzano la nostra acqua, ma confrontandoci con una giuria internazionale ci siamo accorti che le sue caratteristiche organolettiche piacciono anche al resto del mondo. Per questo, dopo il primo premio vinto tre anni fa, abbiamo attivato un ufficio export e oggi, in molti mercati esteri, stiamo avendo dei buoni risultati, come in Canada, Messico, Cina, paesi scandinavi e Germania”. E Tonet ha sottolineato che “nel mondo dell’enogastronomia questo premio è tra i più prestigiosi”. Nel corso degli anni l’International Taste Institute di Bruxelles ha testato oltre 15 mila prodotti, solo nel 2019 ben 1.885. In 21 hanno ricevuto il Diamond Award e 79 il Crystal Award. Come accade con le stelle Michelin per la gastronomia, il Superior Taste Award viene assegnato con una, due o tre stelle, a seconda dei punteggi dell’analisi sensoriale svolta sui prodotti esaminati. I prodotti sono analizzati e valutati seguendo una metodologia rigorosa e neutrale. Sono degustati alla cieca da un nutrito gruppo di professionisti indipendenti di alimenti e bevande che non conoscono il marchio del prodotto e la sua origine quando lo assaggiano. Oltre ai punteggi, gli chef e i sommelier forniscono commenti e suggerimenti.


Da settembre Milano diventa la capitale del noir grazie a Zacapa Noir Festival, il nuovo progetto letterario ideato dal rum guatemalteco. Una kermesse culturale e internazionale che partirà il 10 settembre per proseguire fino al mese di giugno del prossimo anno, con un calendario di 19 incontri e un parterre di scrittori tra cui Jeffery Deaver, Luis Sepúlveda, André Aciman, Marco Malvaldi, Alan Parks, Alicia Gimenez-Bartlett, Ryan Gattis, Miriam Toews, Maurizio de Giovanni, Tayari Jones affiancati da moderatori come Carlo Lucarelli, Valeria Parrella, Paolo Roversi, Giacomo Papi, Nadia Terranova, Valerio Varesi e Piero Colaprico. Zacapa Noir Festival darà vita ad una rassegna basata su una filosofia che vuole uscire dai confini del genere, con l’obiettivo di ospitare grandi firme del noir tout court ma anche giornalisti, musicisti e artisti che condividono una medesima visione culturale. Una piattaforma ideata per sostenere la letteratura e un’idea di narrazione formulata anche con linguaggi diversi, per creare connessioni fra autori apprezzati in Italia e all’estero, consentendo uno scambio di esperienze all’interno di un mondo, il noir, sempre più cifra letteraria per raccontare i luoghi, le persone, i tanti “come” della realtà. Luogo dell’incontro sarà il Memo Restaurant: un ex cinema-teatro, che conserva il sapore degli iconici jazz club, con una raffinata selezione di musica live che andrà ad accompagnare una cena con degustazione, prima di introdurre il talk degli ospiti della serata.


Dal prossimo primo agosto e fino al 31 luglio 2022 verrà sospesa la possibilità di iscrivere allo Schedario viticolo nuove superfici vitate a Pinot grigio piantate e/o innestate ai fini della rivendicazione con la Doc delle Venezie. La richiesta di sospensione temporanea della iscrizione di nuovi impianti di Pinot grigio per le prossime 3 campagne viticole avanzata dal Consorzio in accordo con le organizzazioni di categoria a cui aderiscono anche gli operatori della filiera vitivinicola della Doc delle Venezie, è stata accolta dalle tre amministrazioni pubbliche competenti nell’area di produzione della denominazione – Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Regione Veneto – con propri provvedimenti, adottati di concerto con univoci criteri tecnico-amministrativi così come previsto dal disciplinare. Ormai vicina alla sua terza vendemmia con un potenziale produttivo di circa 1,6 milioni di ettolitri. L’area della Doc delle Venezie oggi conta una superficie vitata di 26 mila ettari, destinata ad arrivare a 30 mila ettari considerando i vigneti già impiantati e prossimi ad entrare in produzione e, pertanto, esclusi dal blocco. “La richiesta di sospendere per il prossimo triennio nuove rivendiche di impianti a Pinot grigio delle Venezie”, ha dichiarato Albino Armani, presidente del Consorzio, “nasce dall’esigenza di governare una crescita della denominazione che ha registrato tra i più alti tassi di sviluppo viticolo del nostro paese negli ultimi anni. Insieme alla filiera abbiamo voluto attivare un processo virtuoso che, affiancando le iniziative di informazione e promozione a sostegno della valorizzazione della denominazione, ha lo scopo di gestire la crescita dell’offerta in relazione all’evolversi della domanda mondiale di Pinot grigio che trova la sua zona di vocazione nel Triveneto. Misura di governo utile per gestire la contingenza, lo voglio sottolineare”, chiarisce Armani, “rimane per noi un elemento tattico, perché il nostro impegno strategico è orientato su altre direzioni tese a costruire dinamiche strutturali di valore del prodotto”. Perché questa decisione? “E’ stato necessario attivare questa misura per favorire l’equilibrio di mercato del Pinot grigio”, ha commentato il vicepresidente del Consorzio e presidente de La Marca, Valerio Cescon, “visto che negli ultimi 5 anni, le superfici del vitigno sono aumentate del 60 per cento e, al 31 luglio 2018 nell’intera area della Doc delle Venezie, risultano in coltivazione: in Trentino, 2.800 ettari, in Friuli Venezia Giulia, 7.816 ettari e, in Veneto 15.194 ettari, per ben 25.810 ettari totali. Una concentrazione di questo particolare vitigno unica a livello mondiale e che riveste un’importanza significativa per il nostro territorio: basti pensare che per dimensione totale il Pinot grigio è la prima varietà in Trentino e Friuli e solo seconda in Veneto dopo la Glera”. È “un patrimonio importante che dobbiamo governare in relazione alle dinamiche di evoluzione della domanda al fine di posizionarlo adeguatamente nel medio lungo termine”, ha sottolineato Goffredo Pasolli, vicepresidente del Consorzio e Direttore tecnico dell’azienda vinicola Lechthaler, “condividendo le strategie di sviluppo con le altre 20 denominazioni che coesistono nel medesimo territorio e hanno il Pinot grigio nel disciplinare: un’offerta variegata e al tempo stesso complessa che va dal Trentino DOC nell’area più settentrionale fino a interessare il Collio e i Colli orientali ai confini con la Slovenia. Sistema produttivo articolato che per la campagna di commercializzazione 2019 prevede di immettere sul mercato di circa 260 – 270 milioni di bottiglie di Pinot grigio con le varie denominazioni del Triveneto”.


Londra come Los Angeles nella serata degli Oscar. Al Grosvenor House Hotel di Park Lane si sono tenuti gli Oscars of the Wine Trade indetti dalla International Wine Challenge, concorso enologico noto a livello internazionale, che hanno visto protagonista Capezzana e il suo Vin Santo di Carmignano Riserva 2011, aggiudicatosi un altro prestigioso riconoscimento: il Champion Wine Award nella categoria vini da dessert. Il Vin Santo di Capezzana, già vincitore dell’Italian Sweet Trophy, ha trionfato nel rush finale londinese della competizione sugli altri vini in lizza, provenienti dall’Austria, dalla Germania, dal Canada e dal Sud Africa. Non è la prima volta che il Vin Santo di Carmignano si aggiudica questo ambito riconoscimento, poiché già nel 2007 aveva trionfato con l’annata 2000. Per la famiglia Contini Bonacossi è una grande soddisfazione vincere nuovamente il Champion Sweet Wine dopo dodici anni. L’International Wine Challenge (Iwc), giunta alla sua trentaseiesima edizione, si è distinta negli anni per essere la competizione enologica più meticolosa nella valutazione dei vini, in quanto gli assaggi si svolgono esclusivamente alla cieca e sono coinvolti 400 giudici provenienti da 38 diverse nazioni.

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Gianfranco Ferroni


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