• 20/09 @ 06:20, La mossa di Renzi: nessuna rottura a breve, ma cercherà di ricostruire il suo consenso a scapito del Conte 2, di Fr… https://t.co/ZG7MbpuweK
  • 20/09 @ 06:17, #Muro30 – 4. Il Blocco di Berlino Ovest e il ponte aereo alleato, di Enzo Reale https://t.co/HhMtOTRLM5
  • 19/09 @ 15:50, Come si può chiedere e pretendere sicurezza, se i nostri uomini e donne in divisa sono presunti colpevoli? di Rober… https://t.co/BbriDzHb23
  • 19/09 @ 15:48, Dopo il voto in Israele è ancora “To Bibi or not to Bibi”. Il fattore Netanyahu tra punti di forza e di debolezza,… https://t.co/2OTPLjWl3V
  • 19/09 @ 06:15, Catalogna, una situazione complessa dopo la “festa, di Marco Faraci https://t.co/vmikf0yIjf
  • 19/09 @ 06:14, Thatcher Sovranista/2 – Il No allo SME e le prime trame tra Londra e Bruxelles per rimuovere l’unico ostacolo rimas… https://t.co/RAtkNJ75mU

Day by Day: eccellenza enoica italiana in Asia, a Roma al via Vinòforum

Avatar di Gianfranco Ferroni, in Day by Day, Rubriche, del

Un dream team di produttori top è sbarcato a Shanghai e Hong Kong dal 4 al 6 giugno in rappresentanza dell’eccellenza enoica tricolore. L’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi ha fatto infatti tappa in Cina per il suo appuntamento più importante e rappresentativo dell’anno, schierando le 19 aziende icona che dal 2004 promuovono e valorizzano insieme il brand Italia nel mondo. Dopo aver toccato grandi metropoli come Mosca, Tokyo, San Pietroburgo, Toronto, Miami, Londra, San Francisco, Milano, Berlino, Zurigo e in ultimo Houston, Boston e New York nel 2018, ecco dunque due delle città più dinamiche e interessanti dell’Asia a ospitare l’evento istituzionale Igm che, come da tradizione, ha previsto seminari di approfondimento, degustazioni guidate da esperti internazionali e dagli stessi titolari delle cantine associate e due walk around tasting. Il tutto con l’obiettivo di diffondere e valorizzare la conoscenza sulla vitivinicultura eccellente del nostro Paese ma anche di rafforzare le quote del vino tricolore in un mercato riconosciuto come il più promettente a livello mondiale, seppur ad oggi fortemente presidiato dalla Francia ma che, negli ultimi anni, ha visto crescere prepotentemente l’Australia. Basti infatti pensare che in Cina, sempre nel 2018, i francesi hanno rappresentato il 37 per cento del valore di tutto il vino importato (ma era il 42 appena due anni prima), mentre gli australiani sono contestualmente passati dal 24 al 27 per cento di quota. “Quest’anno abbiamo scelto di fare tappa a Shanghai e Hong Kong”, spiega Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi, “con lo scopo di testimoniare, attraverso la nostra presenza diretta e la nostra attività, la cultura della qualità che caratterizza il vino italiano su un mercato, quello cinese, che è in rapida evoluzione. Shanghai, in particolare, è la città cinese più ricca, dinamica, moderna e cosmopolita che più di ogni altra anticipa le tendenze, mentre Hong Kong, seppur non più città-stato come un tempo, rimane una delle piazze asiatiche più importanti sul piano finanziario e dei beni di lusso e per il vino un hub logistico importante e di riferimento per gran parte dell’Asia. In generale il consumo di vino in Cina nel giro dell’ultimo decennio è più che raddoppiato ed il vino italiano, secondo i dati Wine Monitor relativi ai vini imbottigliati, occupa in valore il quinto posto dopo Francia, Australia, Cile e Spagna con una quota di mercato del 6 per cento. C’è quindi molto lavoro da fare ed è necessaria un’azione che, accanto agli sforzi messi in campo da un paio di anni dal Mise attraverso l’Ice e il tavolo di concertazione con le categoria, affianchi la presenza più diretta delle aziende. Proprio in questa ottica si inserisce il nostro evento istituzionale, non a caso il più importante dell’anno in quanto vede la presenza di tutte le cantine associate, ciascuna rappresentate da un membro della famiglia titolare”. Alois Lageder, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Antinori, Argiolas, Col d’Orcia, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido e Umani Ronchi: questa la ‘locomotiva’ dell’Igm Asia Tour 2019.


Dopo i tre mandati consecutivi della presidente uscente, Letizia Cesani, un’altra donna sarà alla guida del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano per il prossimo triennio. Il consiglio di amministrazione eletto dall’assemblea dei soci ha votato nel corso della prima seduta per eleggere al proprio interno il presidente. La scelta è caduta su Irina Guicciardini Strozzi: poco più che trentenne, laureata alla Bocconi in Economia Aziendale e specializzata in Amministrazione Finanza e Controllo, con esperienze lavorative alla Commissione europea, nella banca d’affari J.P. Morgan e nella società di revisione Kpmg, già durante gli studi si occupava dell’azienda di famiglia, Tenute Guicciardini Strozzi, che nella Fattoria di Cusona a San Gimignano ha la sede principale, che da cinque anni è diventata il suo unico impegno, occupandosi dei mercati esteri. A questo curriculum, Irina aggiunge un fattore familiare: è figlia di Girolamo Guicciardini Strozzi, che fu tra i firmatari della richiesta della doc (che ricordiamo la Vernaccia di San Gimignano ottenne per prima in Italia nel 1966), tra i fondatori del Consorzio nel 1972 e primo Presidente, carica che ricoprì ininterrottamente fino al 1987 e poi nuovamente dal 1993 al 2000. “Questo incarico per me rappresenta un doppio onore” dichiara Irina Guicciardini Strozzi subito dopo l’elezione .“Per me è un grande onore continuare una tradizione familiare. Mio padre e la mia famiglia hanno sempre creduto nella Vernaccia di San Gimignano, alla sua importanza non solo per il territorio di produzione, ma anche per la Toscana e l’Italia intera; la sua storia unica e centenaria, il fatto di essere un vino bianco in una terra di rossi, la rendono capace di essere il motore della crescita economica, il perno su cui innestare questa crescita. L’obiettivo che ci siamo quindi proposti di raggiungere è quello di fare crescere la denominazione, di portare il vino e il vitigno all’altezza che gli competono. Papà è stato il primo presidente del Consorzio, la Vernaccia di San Gimignano è nel mio patrimonio genetico. Ci crediamo, ci credo”.


Roma si prepara ad aprire le porte di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto 2019, il grande parco divertimenti a tema enogastronomico che per dieci giorni, da venerdì 14 a domenica 23 giugno, farà della capitale il luogo di incontro di appassionati e addetti ai lavori, promuovendo, senza sosta e in tutte le loro forme, le eccellenze alimentari della penisola e non solo. A ospitare la sedicesima edizione dell’evento sarà per la prima volta una suggestiva e verde area di oltre 12 mila metri quadrati, creata all’interno del Parco Tor di Quinto, a solo pochi passi da Ponte Milvio. Tra i banchi d’assaggio saranno presenti all’incirca 500 cantine vitivinicole provenienti dall’Italia e dal Mondo, con un totale di oltre 2.500 etichette disponibili in degustazione. Insieme al vino, a ricoprire un ruolo di primo piano sarà ovviamente il cibo, grazie soprattutto alla presenza di circa 70 tra grandi chef e maestri pizzaioli. Molti di questi saranno impegnati nelle Cucine a Vista, i temporary restaurant di Vinòforum: sei postazioni giornaliere pronte ad offrire al pubblico il meglio della loro proposta culinaria. Ad alternarsi, ogni due sere, saranno nel complesso 31 realtà ristorative, selezionate con la collaborazione di Luigi Cremona, prestigiosa firma della critica enogastronomica nazionale, e suddivise per l’occasione in cinque grandi filoni tematici: i Grandi Maestri Stellati, la Cucina di Mare, gli Chef Emergenti, la Cucina al Femminile e le Grandi Osterie. Trasversale alle varie categorie sarà inoltre la postazione Castelli Food&Wine, dove si susseguiranno i protagonisti dello scenario gastronomico dei Castelli Romani, zona in grande fermento e crescita qualitativa. Ecco tra gli altri Il Convivio dello chef Angelo Troiani (Roma), Mirabelle di Stefano Marzetti (Roma), Locanda Severino di Giuseppe Misuriello (Caggiano – Sa), Mercerie di Igles Corelli e Viviana Marrocoli (Roma), Hosteria Amedeo di Marco Ilii e Giordano Paniccia (Monte Porzio Catone – Roma), La Pergola di Heinz Beck (Roma) e Aqualunae di Emanuele Paoloni (Roma). Ogni chef presenterà tre diversi piatti, tra i più rappresentativi del proprio stile e carattere: Raffaello di baccalà, cocco, agretti, zenzero candito e polvere di rapa rossa, Cappelletti di cinta senese con burro alla salvia e parmigiano affumicato, Maritozzo Romano con Genovese di Polpo, solo per fare alcuni esempi. Ad ogni portata sarà infine possibile abbinare gli Champagne di alcune delle Maison più importanti al Mondo: Dom Pérignon, Krug, Veuve Clicquot, Moët & Chandon, Ruinart. “Per quest’anno”, sottolinea Emiliano De Venuti, ceo di Vinòforum, “abbiamo voluto incrementare l’offerta, già sostanziosa, delle Cucine a Vista, format che il pubblico di Vinòforum ha dimostrato nelle scorse edizioni di apprezzare particolarmente. In effetti, poter degustare, a prezzi accessibili, le creazioni di maestri dei fornelli di questo calibro rappresenta senza dubbio un plus importante della manifestazione”. Ma il divertimento non finisce di certo qui. Per i più appassionati, infatti, sarà possibile partecipare agli appuntamenti di The Night Dinner: 10 cene esclusive con posti limitati e solo su prenotazione per le quali alcuni tra i migliori cuochi d’Italia abbineranno i propri piatti ai vini di aziende top level. Spazio anche alla pizza, grazie ai Maestri in Cucina selezionati da Ferrarelle, grandi chef e maestri pizzaioli protagonisti ogni sera di una cena speciale con estrosi menu a quattro mani. A salire sul palcoscenico saranno: Raffaele Galasso (Le Due Torri – Caserta), Salvatore Grasso (Gorizia 1916 – Napoli), Elpidio Capasso (Rama Beach – Napoli), Petra Antolini (Casa Petra – Verona), Antonio Madonna (Aqua by Lexus – Roma), Enzo Coccia (La Notizia – Napoli), Federico Ferrari (Mirepuà – Alessandria), Massimo Giovannini (Apogeo – Lucca), Giuseppe Milana (Umami – Roma), Luigi Cippitelli (Pizzeria Cippitelli – Napoli), Salvatore Avallone (Cetaria – Salerno), Ivano Veccia (Qvinto – Roma), Manuele Croce (Osteria Siciliana – Roma), Marco Quintili (I Quintili – Roma), Andrea Molinari (Morsi e Rimorsi – Caserta), Fabrizio Sepe (Le Tre Zucche – Roma) e Gianfranco Iervolino (450 gradi – Napoli). A fini appassionati sono poi dedicati gli incontri in scena nella Top Tasting Area: degustazioni guidate e racconti unici che renderanno omaggio alle eccellenze dell’enologia mondiale attraverso le voci dei suoi protagonisti, produttori, enologi e noti degustatori. Etichette d’eccezione scandiranno un ricco calendario con nomi del calibro di: Château Palmer, Ruinart, Veuve Clicquot, Jacquesson, Charles Heidsieck, Nero Champagne, Azienda Agricola Galardi, Cantina Jermann, Cantina Terlano, Vincent Girardin, Castello Banfi. Nell’area Vinòforum Academy sarà inoltre possibile scoprire, in compagnia di enologi e master sommelier, tutti i segreti del vino a piccoli passi. E per l’edizione 2019, si rinnova lo spazio dedicato all’olio extravergine di oliva, da sempre uno dei simboli del made in Italy nel mondo. I visitatori potranno avvicinarsi a questo settore di eccellenza e assaggiare i migliori prodotti provenienti da tutta Italia grazie alla Evo School Italia, la scuola dell’olio extravergine d’oliva promossa da Coldiretti, Unaprol e Campagna Amica che ha aperto lo scorso maggio a Roma. Un luogo innovativo dove diffondere la cultura dell’olio Extravergine di Oliva (Evo), incentivare il consumo consapevole e formare nuovi assaggiatori e professionisti del settore attraverso corsi di tutti i livelli che prevedono una formazione teorica e sensoriale.

Avatar

Gianfranco Ferroni


Cultora © 2019, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy