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Cosa va e cosa non va nella bozza di contratto Lega-M5S

Avatar di Daniele Capezzone, in Giuditta's Files, Politica, Quotidiano, Rubriche, del

Sì su rinegoziazione Ue (ma siamo nel vago), flat tax (ma troppi dettagli improvvisati) e immigrazione. No sul resto: troppo stato-troppo pubblico-troppo Putin-troppo Davigo. Spariti dai radar libertà, concorrenza, federalismo

Ad una prima analisi, svolta con lo spirito sereno, non pregiudiziale, non ostile né complice, ma semplicemente liberale e pro-mercato che è proprio di Atlantico, la bozza di intesa tra M5S e Lega presenta alcuni punti interessanti su cui anche gli oppositori farebbero bene a ragionare, anziché scagliare anatemi, alcuni capitoli che invece appaiono francamente molto preoccupanti, e un approccio di fondo deludente.

Procediamo con ordine partendo dalle buone notizie, che sono a mio parere almeno otto. Primo: l’idea di ridiscutere i trattati europei. Naturalmente siamo nel vago, non c’è chiarezza sul “come” e sul “con chi”, ma si tratta di un punto di fondo apprezzabile. E faranno male, anzi malissimo, gli oppositori che, in odio a Di Maio e Salvini, si metteranno a fare i guardiani dello status quo Ue, i suggeritori di Juncker e della Commissione Ue. Secondo: la flat tax è un’eccellente proposta. Considero però un errore avere scritto in pochi giorni troppi dettagli: lo svarione è dietro l’angolo, e sarebbe stato più saggio indicare degli obiettivi di fondo, e poi prendere tutto il tempo necessario (anche con l’ausilio del Mef) per preparare seriamente la prima legge di stabilità. Terzo: molto bene un pacchetto di civiltà fiscale, dal contraddittorio anticipato tra amministrazione finanziaria e contribuenti all’inversione dell’onere della prova, passando per l’abolizione degli strumenti presuntivi per la determinazione del reddito. Quarto, non mi scandalizzo affatto per l’idea di un condono: se si tratta di chiudere la partita con il passato, discuterne non mi sembra una bestemmia. Quinto: bene (è un’antica proposta di chi scrive) la compensazione tra tasse da pagare e crediti vantati, anche come modo per risolvere finalmente la questione dei debiti della PA verso le imprese. Sesto: bene la direzione di marcia sull’immigrazione (chi nega che l’Italia debba fare qualcosa, in particolare potenziare i rimpatri, vive su Marte). Settimo: bene il ritorno dei voucher. Ottavo: bene la cancellazione del quorum referendario, per ridare forza a un istituto di democrazia diretta.

Veniamo ora ai capitoli dolenti, che sintetizzerei così. Troppo stato: reddito di cittadinanza, banca pubblica per gli investimenti, Alitalia pubblica, Rai pubblica, acqua pubblica, perpetuano e peggiorano lo statalismo italiano, il cancro del controllo pubblico dell’economia. E’ stato l’errore di fondo dei grillini a Roma: pensare che fosse solo un problema di onestà, quando, anche amministrando correttamente, la malattia è quella delle municipalizzate, dell’intervento pubblico invasivo in economia, dell’assenza di concorrenza. Su questo terreno, va anche segnalato come sia sparito il tema delle privatizzazioni, di una strategia credibile di abbattimento del debito, di un vero taglio alla spesa pubblica (tranne un vago riferimento agli “sprechi” da contrastare).

Troppo Davigo. Il capitolo su giustizia e corruzione disegna una società da DDR tedesca: più intercettazioni, più carcere su tutto, aumento indiscriminato delle pene, agenti sotto copertura, agenti provocatori. Ma dove vogliono portarci? Si rendono conto che questi saranno esattamente gli strumenti con cui loro stessi saranno impiccati dal partito dei pm? Segnalo tra l’altro uno sproposito del quale (temo) non si siano nemmeno resi conto: escludono da cariche e incarichi non solo i condannati (inclusi quelli non definitivi, cioè degli innocenti!) ma anche i massoni in quanto tali. Quindi essere massone equivale a essere un criminale. Qualcuno li informi che, con questo criterio, avrebbero escluso pure Garibaldi e Mameli.

Troppo Putin. Le righe dedicate alla Russia (sintetizzo: non è una minaccia militare, anzi è decisiva nel Mediterraneo e in altri teatri) fanno a pugni con l’affermazione di appartenenza atlantica. Temo che i nostri eroi non abbiano capito che una scelta di campo atlantica va fatta non solo perché è giusta, ma anche perché ci conviene. Nei prossimi mesi, è fatale che l’Italia, su mille questioni, dovrà sostenere un confronto duro con Bruxelles e con l’asse franco-tedesco: a maggior ragione, in quel momento, ci servirà come il pane un sostegno da Washington-Londra-Gerusalemme. Mostrarci affidabili sulle grandi partite geopolitiche sarà anche il modo migliore per guadagnarci un sincero supporto da quella grande porzione di mondo occidentale che è interessata a un riequilibrio in Europa, che non vuole un’Ue ridotta a giardino di casa della Germania, e che quindi sarebbe indotta a guardarci con simpatia. Ho scritto “sarebbe”: perché (e dal loro punto di vista, mi pare difficile dargli torto) vogliono vedere prima se siamo credibili, affidabili, e non i soliti furbetti.

Ciò detto, resta un’osservazione finale su un approccio di fondo che appare deludente, nel senso che sembra veramente incredibile (a meno di essere estremisti di sinistra alla Corbyn) una simile fiducia nello stato, nella politica, nell’intervento della mano pubblica. Ma come? Disprezzate i politici e poi date loro così tanto potere? Dalla sanità alla scuola, dalle pensioni a ogni altro servizio, è sparita dai radar la nozione stessa di concorrenza, di competizione tra pubblico e privato, di libertà di scelta per individui e famiglie. Spariti anche il federalismo e il Nord: e non sarà facilissimo da spiegare a un bel pezzo di elettorato…

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Daniele Capezzone


8 risposte a “Cosa va e cosa non va nella bozza di contratto Lega-M5S”

  1. Avatar Doroteo Fornasier ha detto:

    Buongiorno.
    Purtroppo è molto difficile mettere insieme due forze così opposte e quindi la confusione resta.
    L’unica speranza è che rimanga sempre la libertà nel più vero ed ampio senso del termine.
    Secondo me era meglio tornare al voto.

  2. Avatar Alfredo ha detto:

    Daniele purtroppo non ti conosco di persona ma ti stimo molto. Il tuo equilibrio e la tua lucidità sono esemplari

  3. Avatar Maria Grazia ha detto:

    Daniele , alla fine, era come pensavo appena ho iniziato a leggerti. Un pittoresco quadro di insieme con sfumature di colori apparentemente piacevoli ma così frettolosamente accennate da finire per incenerirsi rapidamente nei tre punti salienti : Troppo Stato, Troppo Putin,Troppo Davigo. Abbastanza per dire che non ci siamo!

  4. Avatar Gianpaolo ha detto:

    Articolo veramente interessante, critica efficace e succinta. Lo condivido “in toto”; l’unico punto sui cui non sono concorde è il quorum per il referedum. Penso che, in perfetto stile Panfilo Gentile, i referendum sono inutili se abbiamo un parlamento che funziona come deve; quindi non dobbiamo estremizzare la democrazia, ma dobbiamo autolimitarla, secondo il mio punto di vista. Per il resto la ringrazio, perchè i suoi articoli sono veramente interessanti. Saluti. Gianpaolo

  5. Avatar Giovanni Vegetti ha detto:

    Bravo Daniele, saresti un ottimo presidente del consiglio.

  6. Avatar Giulio ha detto:

    “Disprezzate i politici e poi date loro così tanto potere?”.
    E’ proprio questo il problema. Non è una questione di onestà, la corruzione è endemica del settore pubblico perché assorbe la sua linfa vitale dalla spesa pubblica, dalla gestione del potere e dei soldi altrui. Le municipalizzate sono il covo della corruzione !
    Ciò che mi dispiace di più in questo programma è l’assenza della libertà educativa scolastica, una bestemmia per i grillini statalisti ma di vitale importanza per chiunque voglia uscire dal tunnel statale.

  7. Avatar Federico Baldini ha detto:

    Daniele hai ragione ma il tasso di giustizialismo e di dirigismo sono talmente alti che non si può che essere all’opposizione di un simile “mostro politico”. Nel 1994 tanti di idee liberali come me furono terrorizzati dall’avanzata di quella “gioiosa macchina da guerra”, ma questo duo Di Maio-Salvini oggettivamente è molto peggio e ben più pericoloso per l’Italia. In più ci vogliono allontanare dall’Atlantico per spingerci tra le braccia di Putin. Il problema è che non basteranno i pop corn di Renzi o il “riabilitato” Berlusconi per sconfiggere politicamente questi due che, se manterranno anche solo il 10% di quanto promesso, ci porteranno a fondo come Puigdemont in Catalagna..

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