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Le Sfide: sul Mezzogiorno il terzo numero della (ottima) rivista della Fondazione Craxi

di Daniele Capezzone, in Libri, Recensioni, del

L’antica saggezza liberale e federale di Sturzo, la grande visione geopolitica ed euromediterranea di Craxi, il caos e le spinte assistenzialistiche dell’oggi. Notevoli interventi – tra gli altri – di Carnovale e Barbi, Feltrin e Menoncello, Lottieri, Vento, Rinaldi, Felice.

E’ appena uscito il terzo numero di “Le Sfide”, il trimestrale della Fondazione Craxi, istituzione culturale animata da Stefania Craxi e oggi diretta da Nicola Carnovale. La rivista, diretta da Mario Barbi, con un prestigioso comitato scientifico, dedica un’ampia sezione monografica al Mezzogiorno.

“Le Sfide – Non c’è futuro senza memoria”
Rivista trimestrale della Fondazione Craxi
Numero 3, Settembre 2018

Sono proprio Barbi e Carnovale, nel loro saggio iniziale, a dare il senso della riflessione: una tendenza elettorale propria di molti paesi occidentali in Italia è stata ulteriormente alimentata dalla scarsa saggezza di chi aveva provato a contrapporre ai populisti l’illusione di una grande coalizione. I livelli drammatici di povertà e esclusione sociale nel Mezzogiorno hanno fatto il resto, nelle regioni del Sud, consegnando al M5S un voto dirompente. Barbi e Carnovale sono scettici sulla compatibilità di lungo periodo tra l’assistenzialismo grillino e le ricette della Lega, che, diversamente dall’alleato M5S, ha un gruppo dirigente sperimentato in una lunga stagione di governo regionale e nazionale.

Nel saggio di Paolo Feltrin e Serena Menoncello, troverete una delle analisi del voto più lucide lette in questi mesi: “chiamare tutto ‘populismo’ – scrivono correttamente – serve solo a chiudere la discussione prima di iniziarla”, mentre alla sinistra italiana e a quella del resto dell’Occidente – aggiungono – “è completamente sfuggito il nesso tra crisi e consenso”.

Particolarmente stimolante il saggio di Carlo Lottieri, che illumina con coraggio la scarsa propensione della società meridionale a risolvere da sé i propri problemi, con un conseguente calo collettivo di autostima, e una propensione perversa a impiegare tempo e energie non nell’attività produttiva ma nella ricerca di relazioni con la politica. Lottieri propone anche un esercizio, un gioco intellettuale, immaginando il tipo di sforzo diverso che il Sud avrebbe dovuto fare se fosse stato un’entità indipendente.

Troverete anche due letture illuminanti con uno sguardo dal o sul passato. Nel primo caso, documenti e analisi di Bettino Craxi, e la sua lungimirante ossessione di un Meridione come risorsa geopolitica, capace di andare oltre se stesso, e di essere nucleo di una strategia euromediterranea complessiva. Nel secondo caso, un articolo di Flavio Felice sulla ricetta liberale e federale di Sturzo, quanto mai necessaria anche oggi, a molti decenni di distanza.

Tra decine di articoli, interventi, contributi e interviste tutte interessanti, segnalo anche una sezione dedicata all’Europa. In particolare, un intervento di vasta visione storica dell’ambasciatore Sergio Vento, che affonda il bisturi nel “mostro di Maastricht”, ovvero nell’illusione di una moneta senza stato, e un’analisi del professor Antonio M. Rinaldi sull’insostenibilità del sistema attuale di regole europee, una sorta di anomalo “sovragoverno” inevitabilmente percepito come contrapposto alle spinte e alle esigenze di democrazia ed elettori.

Troverete anche una mia analisi della proposta di bilancio pluriennale recentemente avanzata dalla Commissione Ue, e i problemi che innesca per chiunque si ponga in modo realistico il tema della necessaria rinegoziazione delle regole europee.

Daniele Capezzone


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