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Le esercitazioni Vostok 2018 consolidano la cooperazione politico-militare tra Russia e Cina

Avatar di Francesco Cirillo, in Esteri, Quotidiano, del

La partecipazione cinese alle esercitazioni russe Vostok 2018 ha consolidato in qualche modo la cooperazione militare tra Mosca e Pechino. Secondo il ricercatore dell’Istituto degli Studi per la Russia, l’Asia Centrale e l’Europa orientale dell’Accademia cinese delle scienze, Jiang Yi, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento della cooperazione politico-militare tra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese.

Tra gli esempi, le esercitazioni compiute in Russia ad agosto 2018 tra i Paesi della SCO (Shanghai Cooperation Organization) e le esercitazioni navali congiunte sino-russe. La stessa rivista statunitense Newsweek ha sostenuto che le Vostok 2018, con la partecipazione di tre mila effettivi delle forze armate cinesi alla più grande esercitazione della Russia post-URSS, confermano un probabile consolidamento della cooperazione sino-russa in ambito militare.

Altri due quotidiani americani, Wall Street Journal e Washington Post, scrivono che l’asse Mosca-Pechino punta ad una stretta collaborazione militare, con il fine di modernizzare le forze armate dei rispettivi paesi. Per Pechino la cooperazione con il Cremlino si dimostra inoltre un’enorme opportunità per accedere alle tecnologie militari russe e alle esperienze militari acquisite in Siria.

Alle Vostok 2018 il governo di Pechino ha impiegato 3.200 truppe, mille mezzi corazzati e trenta caccia. Per il portavoce del ministro della difesa cinese, le esercitazioni Vostok 2018 hanno supportato un ulteriore consolidamento della cooperazione strategica e politico-militare tra Mosca e Pechino.

Pechino inoltre è pronta ad attuare la terza fase di esercitazioni della portaerei Shandong (Type 001A) in mare aperto, nelle vicinanze della città di Dalian. Per ora le autorità militari cinesi mantengono la segretezza sulla data definitiva, ma molti ipotizzano che la Shandong si eserciterà nel nord del Mar Giallo. Queste sono le ultime esercitazioni dopo quelle di maggio e di agosto del 2018. Secondo alcuni analisti, la Shandong potrebbe essere consegnata alle forze navali di Pechino nel 2019.

La Type 001A è la versione aggiornata della Liaoning, migliorata rispetto alla prima di costruzione sovietica. La Shandong, per Pechino, ha un equipaggiamento radar e di navigazione superiore alla Liaoning, come anche i suoi sistemi di difesa e radar militari.

Nella terza esercitazione i cinesi inizieranno a testare proprio i suoi sistemi e le postazioni missilistiche con cui è stata equipaggiata. Per la Cina la Shandong è il risultato delle conoscenze acquisite durante il periodo di ristrutturazione della Liaoning. Pechino sta rafforzando la sua componente navale, trasformando la sua marina da mezzo di controllo delle coste cinesi a flotta d’alto mare, in grado di operare lontano dai porti della madrepatria. Un guanto di sfida gettato alla supremazia globale della marina statunitense.

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Francesco Cirillo


Una replica a “Le esercitazioni Vostok 2018 consolidano la cooperazione politico-militare tra Russia e Cina”

  1. Avatar Antonio ha detto:

    One Belt One Road, nelle sue diramazioni terrestri e marittime dovrà avere un apparato di sicurezza che ne assicuri il regolare procedere e sviluppo. Il confronto con gli USA si sta spostando verso l’Africa e i cinesi hanno già una base navale/militare negli Emirati.
    Uno strumento militare adeguato agli interessi strategici primari/economici di un paese è indispensabile e i cinesi ne sono consci. Bisognerebbe chiedersi quale visione strategica abbia il nostro paese, le cui FF.AA. sono in fase di contrazione degli organici (tanto ci pensa la NATO, dalla quale potrebbe presto uscire la Turchia, primo esercito dopo gli USA). Come fa ad avere una politica estera efficace e credibile, a supporto dei nostri interessi, specialmente in Med. se non dispone di uno strumento credibile. Le crisi attuali in Libia, il problema migranti e il controllo delle rotte dal centr’Africa (Niger) richiedono uomini e mezzi.
    Siamo il punto di arrivo dei migranti (spintanei) ma non siamo il paese che governa il Med. con una presenza militare che gli altri attori dovrebbero ben rispettare.

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