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Se la sinistra disprezza i propri (ex) elettori

di Riccardo Boccolucci, in Politica, Quotidiano, del

Dal 4 marzo in poi, contemporaneamente alla formazione del Governo Conte, in una dimensione parallela, abbiamo assistito a un improvviso “risveglio” della sinistra italiana. Coloro che – almeno in linea teorica – dovrebbero rappresentare l’opposizione all’interno del Parlamento.

Come d’incanto, i personaggi che negli ultimi anni hanno detenuto ogni singola forma di potere nelle istituzioni nostrane, sembrano aver dimenticato la loro lunghissima esperienza di governo. Senza mai aver raggiunto risultati di rilievo, essi sono convinti – ora che non detengono più il potere – di avere le ricette per ogni problema, la cura ad ogni proposta giallo-verde. Consiglio una cura di fosforo, preceduta da un bagno di umiltà.

L’ultimo episodio davvero rilevante a sostegno di questa tesi riguarda Maria Elena Boschi, simbolo di quella casta che ha calcato prepotentemente i palcoscenici della politica italiana negli ultimi anni. In uno dei suoi ultimi tweet riguardanti il reddito di cittadinanza (sì, lei lo odia questo benedetto sussidio), si riferisce a coloro che dovrebbero beneficiarne, sostanzialmente italiani in difficoltà, come “gente in vacanza”, insultando così padri e madri di famiglia con cinque euro in banca, impazienti per l’entrata in vigore di questo provvedimento. Ancor peggio, l’onorevole Boschi e i suoi amici, dovrebbero lasciare da parte il fighettismo peggiore, quello che offende senza proporre alternative, ricordandosi che la maggior parte di queste persone rappresenta in gran parte ex elettori del Pd.

Quella che dovrebbe essere l’opposizione al Governo del cambiamento, non è altro che la caricatura di se stessa. Un tempo la sinistra italiana si occupava della povera gente, cercando di ridistribuire le risorse dall’alto verso il basso. Ora è totalmente alienata dalla realtà, lontano dalle difficoltà reali dei cittadini, rinchiusa in una enorme stanza dei bottoni dorata.

Invece di attaccare giornalmente chi ha deciso di rimettere il cittadino al centro di un progetto di rinascita, di portare gli ultimi tra i primi, dovrebbero spogliarsi dei loro vestiti costosi per indossare di nuovo i panni delle persone normali. Altrimenti saranno destinati ad un futuro di irrilevanza, più di quanto non lo siano già adesso.

Riccardo Boccolucci


2 risposte a “Se la sinistra disprezza i propri (ex) elettori”

  1. Italo Santopietro ha detto:

    Quello che dice la Boschi possiamo considerarlo irrilevante, quando era ministro (ministro e non ministra) parlava, parlava, parlava senza dire nulla.
    Leggendo l’articolo, però, mi viene un dubbio :
    il liberale, liberalissimo Atlantico Quotidiano si
    è convertito al grillismo ?

  2. Marco Pasini ha detto:

    Corretto criticare questa uscita della boschi. Ma perché la critica, legittima, è accompagnata dalla retorica dell'”occupazione del potrebbe per tempo immemore”? La boschi ha avuto ruoli di rilievo solo nell’ultima legislatura, nemmeno per tutto il mandato. È una persona sostanzialmente nuova alla politica, e l’ha influenzata per una fase breve. Prima di lei, per 10 dei precedenti 13 anni, ha governato la lega, con Berlusconi. Quest’ultimo, col suo partito, è rimasto più o meno legato al potere anche col gruppetto renziano, ma perché sono questi ultimi ad essere tacciati di rappresentare la casta, e non quelli che hanno scalzato e che casta sono stati in larga parte dei precedenti 20 anni? Uno dei problemi della comunicazione attuale è che non basta più esprimere un concetto, anche giusto, come la critica a questa posizione della boschi. No, bisogna alzare il tiro, esagerare, dare al nemico fino allo sfinimento colpe supplementari alle sue per esagerare con l’,impatto emotivo del ragionamento. A scapito della logica, pero

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