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Se l’uomo è ciò che mangia, allora attenti a non finire in casa con una fan vegana: il salutismo porta male

Dario Mazzocchi di Dario Mazzocchi, in Politica, Quotidiano, del

Lo stato di salute, ma anche chi si ha accanto e come si utilizzano i soldi: tre fattori da sempre determinano il bello o cattivo tempo sui destini dei personaggi pubblici, in grado di rivelarsi ottimi strumenti per guadagnare in popolarità o perfidi contraccolpi che scatenano polemiche e aprono la strada ad un lento ed inesorabile crepuscolo. Basta davvero poco per finire nel tritacarne, ad esempio una coppia di vicini che non la pensa come te, anzi proprio non ti sopporta e non vede l’ora di fartela pagare. Boris Johnson adesso lo sa, ma c’è dell’altro.

Il ribelle ciuffo biondo è sparito per lasciar posto ad un taglio di capelli più ordinato e corto. I chili di troppo stanno diminuendo, merito di una dieta sana e più equilibrata calcolata dalla fidanzata Carrie Symonds, che secondo gli insider è la vera stratega dell’aspirante primo ministro conservatore. Il litigio scoppiato venerdì apparentemente a causa di qualche goccia di vino rosso sul divano di casa ha permesso di conoscere meglio la trentunenne londinese ed è saltato fuori che avrebbe introdotto una dieta vegana nelle abitudini alimentari di Johnson. Magari è stata proprio quest’ultima a scatenare il putiferio che ha richiesto l’intervento della polizia: purtroppo le famose registrazioni degli inquilini della porta accanto non lo lasciano intendere, ma sarebbe quantomai comprensibile.

L’operazione di rifacimento del look di Johnson non ha comunque superato la prova automobile: hanno fatto subito notizia gli scatti che riprendevano i sedili posteriori della sua Toyota con il censimento di ciò che si trovava sparso ovunque. Magliette, buste, carte, sacchetti. Un disordine che ricorda molto più da vicino il Boris Johnson scapigliato mentre agita compulsivamente le braccia quando parla o si aggiusta la chioma che gli scende sugli occhi, con la camicia che gli esce dai pantaloni mentre si reca ad una riunione di governo o i calzini corti che fanno capolino mentre si fa immortalare appeso ad un filo per sponsorizzare i giochi olimpici della sua Londra. O che indossa una tenuta da corsa che lo trasforma seduta stante in un personaggio perfetto per una commedia leggera che ha esportato la Cool Britannia degli anni ’90 tipo “Quattro matrimoni e un funerale”. É il Boris che ha fatto parlare di sé, unitamente alle sue posizioni e alla sua verve dialettica: c’è da augurarsi sinceramente che non sia destinato a scomparire dietro ad una salsiccia di tofu o ad un burger di ceci. La rampante Carrie lo metta in conto: di questo passo l’elettorato conservatore si lancerà sulle pinte di birra offerte da Nigel Farage.

É infatti un attimo passare da favorito del pubblico al villain of the family. Il principe Harry, uscito indenne dalle goliardate giovanili, ha sempre suscitato ammirazione e apprezzamento per la sua carriera militare, l’impegno in questione sociali come il recupero dei veterani di guerra e di chi soffre di depressione, per il modo con cui ha rappresentato Her Majesty in patria e nel Commonwealth e, infine, per la storia d’amore con Meghan Markle, ma da quando i due sono convolati a nozze e l’attrice americana è giunta a palazzo c’è una specie di nuvoletta che aleggia sulla coppia. Prima il gossip legato al caratterino di lei che vorrebbe sbarazzarsi dei protocolli reali, poi quello sul difficile rapporto con i suoi collaboratori, infine quello sulla rottura dei rapporti con William e Kate sancita dalla decisione di mollare gli alloggi a Kensington Palace per trasferirsi in campagna, nel Frogmore Cottage di Windsor la cui ristrutturazione ha richiesto una spesa di 2.5 milioni di sterline derivanti dalla casse pubbliche, perché la struttura appartiene alle proprietà della Corona e dunque, non trattandosi di un investimento privato, incide sulle spesa dello stato. I tabloid si sono scatenati ed Harry si è ritrovato sotto un fuoco amico.

Non si hanno notizie se la duchessa di Sussex lo stia ancora sottoponendo ad una dieta salutista, ma anche lei prenda nota: non porta granché bene. L’orto biologico di Michelle Obama per esempio è miseramente appassito prima di essere sradicato dall’uragano Donald Trump. Ma anche l’Italia insegna: la svolta animalista/vegetariana di Silvio Berlusconi è stata un preludio alla crisi inarrestabile di Forza Italia; la torta vegana con cui Luigi Di Maio ha festeggiato il compleanno nel 2016 oggi è sparita dal menù: ha già troppe beghe a cui far fronte, gli occorrono energie. Matteo Salvini insegna: non si nega nulla, adora la carne di maiale (“Ne mangio finché non posso”) e non ha problemi a mettersi in costume o ad innaffiare il giardino di casa a torso nudo con una bella pancia gonfia in primo piano.

Certamente con il caldo dell’estate frutta e verdura sono più indicate e ingozzarsi non è un buon modo per ipotecare il futuro. Però se è vero che l’uomo è ciò che mangia, allora che Boris ed Harry non diventino un’insalatina scondita impacchettata del supermercato. Una bella spruzzata di ketchup e senape – possibilmente non sul divano – rende la vita più gustosa.

Dario Mazzocchi

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Dario Mazzocchi

Giornalista, nato a Piacenza, vive in Lombardia. Guareschiano, conservatore. Insegna anche inglese.

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