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Scandalo Khamenei: la sua cricca ostacola le misure anti-coronavirus per non perdere introiti

Dorian Gray di Dorian Gray, in Esteri, Quotidiano, del

Non bastano le menzogne sui numeri, oltre la censura ora si manifesta anche il volto peggiore del regime: l’uso della crisi del coronavirus per arricchimento personale.

Lo scandalo riguarda direttamente l’ufficio della Guida Suprema Ali Khamenei. In un video pubblicato su Twitter da Enthekab News, si può ascoltare un piccolo frammento dell’incontro della task force Covid-19, creata in Iran per affrontare l’emergenza sanitaria.

Nel video, il direttore della tv di Stato Irib, Abdulali Ali Asgari – inserito nella lista delle persone sotto sanzione americane nel 2018 per aver mandato in onda le confessioni forzate dei prigionieri – rigetta la richiesta del presidente Rouhani di mandare in onda pubblicità di rivenditori online, per favorire l’acquisto di beni via internet da parte degli iraniani e ridurre le possibilità di aumentare i contagi.

Secondo quanto dichiara Asgari, una simile possibilità, porterebbe la Irib ad essere citata in causa dalla TOSKA, acronimo persiano per “Sviluppo del Business iraniano”. La TOSKA è una organizzazione direttamente collegata all’ufficio della Guida Suprema Khamenei. Un collegamento che avviene soprattutto per mezzo di realtà come la Tadbir, una holding parte del “Quartier generale per l’implementazione dei decreti dell’Imam Khomeini” (ovvero la EIKO).

La TOSKA ha un contratto diretto con la tv di Stato Irib e, nei fatti, ne controlla il redditizio business dei “consigli per gli acquisti”. Consigli ovviamente unidirezionali, che portano molto spesso a compagnie legate ai Pasdaran o alla Guida Suprema Khamenei. Quando ci sono di mezzo i soldi, quindi, la religione in Iran viene messa da parte: basti pensare che lo stesso Khamenei che predica contro il lotto, ha fatto creare dalla TOSKA una applicazione denominata Rubika, che viene usata proprio per tutto il sistema delle lotterie nella Repubblica Islamica. Un business che vede coinvolta la stessa Irib, per un giro d’affari che supera i 900 milioni di dollari.

Tutto questo giro sporco di soldi avviene nello stesso momento in cui Zarif piange al telefono con Di Maio, accusando gli americani di essere i responsabili del coronavirus in Iran. Mentre gli europei aggirano le sanzioni Usa con Instex e sostengono Teheran per ottenere un prestito di 5 miliardi di dollari dall’FMI, senza praticamente precondizioni di trasparenza e rispetto dei diritti umani.

Una vera e propria presa in giro, che gode del sostegno di chi, anche in Italia, sta permettendo a regimi come quelli iraniano, russo e cinese di riscrivere la storia della pandemia, accusando l’Occidente di qualsiasi crimine, per responsabilità che invece sono unicamente loro.

Dorian Gray

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