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“Rinascimento” per Ferrara: intervista a Vittorio Sgarbi

Avatar di Riccardo Boccolucci, in Politica, Quotidiano, del

RICCARDO BOCCOLUCCI: Onorevole Vittorio Sgarbi, lei è originario di Ferrara, una città storicamente amministrata dalla sinistra, uno degli ultimi baluardi tra le roccaforti rosse. Nel 2019 si terranno le elezioni comunali e lei ha deciso di presentare la sua lista Rinascimento, candidandosi naturalmente come sindaco, forte anche dell’appoggio di una vasta alleanza di centrodestra. Come mai questa decisione?

VITTORIO SGARBI: Essendo io di Ferrara, ed essendo essa una città che è sempre stata soffocata, prima dallo Stato Pontificio e poi dal Partito Comunista, è arrivata l’ora della liberazione. Voglio essere parte di questa azione di liberazione, così ho deciso di candidarmi come sindaco, indicando per primo, con la lista Rinascimento, la mia candidatura. Ovviamente su questa proposta si può valutare, considerare e discutere con gli altri alleati, i quali potranno mostrare, valutare e chiedere che il sindaco esca da un dialogo a più voci. E quindi benissimo, in quanto ho detto che, partecipando con una lista così connotata per la cultura – cosa che è evidentemente l’aspetto più originale delle liste che generalmente si presentano nelle città – io sono evidentemente disponibile a ricoprire la posizione che attualmente già ricopro ad Urbino, altra città del rinascimento, cioè quella di assessore alla cultura, che non è incompatibile con il ruolo di sindaco di nessuna città, neanche quella di Sutri, dove sono sindaco oggi. Naturalmente ho già ampiamente dimostrato la mia volontà di mettermi a disposizione della città di Ferrara, compiendo una vera e propria rivoluzione portando la collezione della mia fondazione d’arte – piena di artisti ferraresi – in mostra al Castello, riscuotendo un gran successo. Ho intenzione di continuare a servire la mia città, ricoprendo uno di questi ruoli gratuitamente.

RB: Nell’ultimo video caricato sul suo canale Youtube lei ha parlato di un comportamento diffamatorio da parte di Andrea Buzzoni, ex direttore dei Diamanti, il quale, oltre ad aver sminuito il suo operato presso il Castello, ha messo in discussione la sua amicizia con la famiglia Vancini. Quanto ha influito questo nella sua scelta?
VS: Sicuramente ha influito nell’accelerazione delle tempistiche. La mia uscita anticipata, prima della Lega e di Forza Italia, è dipesa dal fatto che, mentre ero a parlare con l’organizzatore delle celebrazioni del decennale della morte di Florestano Vancini, dove sono stato invitato a parlare dalla figlia, sono uscite le dichiarazioni di questo balordo di cui stiamo parlando – un comunista diventato direttore dei musei solo grazie alla sua militanza e al padre che fu sindaco di Ferrara, di cui non si conosce nessuno studio significativo – ma, dato che io sono andato per affetto e gentilezza e, colpito da un atteggiamento così sgradevole, ho deciso di muovermi prima. Non potevo e non posso continuare a far parlare questi comunisti che mi insultano non solo su questione tecniche, ma anche su quelle affettive, personali, il che è inconcepibile. Il Buzzoni, invece di capire che la mia fondazione e la mia collezione sono un valore aggiunto che viene dato alla città, con tutti i dipinti ferraresi di grande importanza, si è permesso di dire che la mostra non è stata una cosa importante come si dice, è incredibile. Tu puoi odiare qualcuno, puoi invidiare qualcuno, ma non puoi disprezzare Guercino, Nicolò dell’Arca e tutto quello che la mia collezione ha portato al Castello. Quindi, nonostante avessi da mesi deciso di candidarmi a Ferrara, di essere utile alla mia città, di sostenere la coalizione di centrodestra, a quel punto ho deciso di uscire prima, e questa uscita è stata di fatto la novità.

RB: Quindi l’alleanza era già in cantiere?
VS: Se non fosse venuto fuori il Buzzoni io questa cosa qui l’avrei fatta come una componente di un’alleanza in gennaio. Avevo già parlato con Alan Fabbri, candidato indicato – anche se in modo non ufficiale – dalla Lega, quindi era ed è tutto molto sereno. Però io non voglio essere insultato quando aiuto la mia città, non sopporto questa gente che ritiene di avere una superiorità morale senza avere effettivamente meriti, Buzzoni non ha fatto niente in vita sua e, oltretutto, ha cercato di mortificare la mia amicizia con Florestano Vancini, tipico di una cultura ignobile e comunista.

RB: Lei è già sindaco di Sutri e assessore alla cultura ad Urbino. In un’ottica di alleanza, sarebbe disposto a ricoprire anche altri ruoli?
VS: Io presenterò la mia lista Rinascimento, per la quale sarò il candidato sindaco. Poi l’alleanza e le componenti dell’alleanza si ritroveranno in gennaio, o prima di natale, e valuteranno le posizioni. Io ci voglio essere, in qualunque ruolo, ci voglio essere. Siccome a me interessa la cultura, una volta che sia candidato sindaco con il parere di tutti, posso anche fare questa cosa come ho annunciato, altrimenti sono disponibile a negoziare un ruolo per la cultura a Ferrara, così come è successo a Milano o in Sicilia. Lo scenario ideale sarebbe quello dove rimango sindaco di Sutri, assessore alla cultura a Urbino e a Ferrara e deputato. È chiaro quindi che dovranno chiedermelo gli altri di farlo veramente, perché altrimenti sono pronto a negoziare un ruolo che sia molto più comodo e facile, più adatto alla mia situazione attuale. Mi pare che la mia posizione non sia mai stata così lineare.

RB: Contestualmente ci saranno anche le lezioni europee. Presenterà la lista Rinascimento?
VS: Cercherò di presentarla, così come volevo farlo alle politiche. Questo dipenderà da una serie di altre valutazioni, come ad esempio la scelta di formare alleanze o andare di andare da soli. Però anche su questo siamo in discussione.

RB: Terminato il discorso Ferrara, avrei piacere a chiederle una sua valutazione riguardo all’operato in questi primi sei mesi del governo gialloverde, al quale lei – a modo suo – ha accordato la fiducia.
VS: Ho accordato la mia fiducia a questo governo per assistere al loro declino. Probabilmente non avrei potuto essere più premonitore di così. Il sigillo del governo gialloverde, tutto fuorché del cambiamento, è un ministro del lavoro che non ha mai lavorato, che quando ha dato lavoro, ha dato lavoro in nero. C’era molta aspettativa sul loro operato, ma non è cambiato nulla. Continuano ad avvantaggiarsi loro a discapito dei cittadini.

RB: Pensa che riusciranno a governare per cinque anni?
VS: No, credo che dopo le europee succederà qualcosa. Anche perché Salvini, se i sondaggi continueranno a premiarlo come fanno ora, avrà il desiderio di contarsi effettivamente.

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Riccardo Boccolucci


Una replica a ““Rinascimento” per Ferrara: intervista a Vittorio Sgarbi”

  1. Avatar marco bianchi ha detto:

    Se la destra candida Sgarbi vuol dire che ha perso la testa. Dare la cittadinanza a Lucano. I migranti sono tutti uguali. Anche qui su Di Maio.Ha sempre avuto cariche,poltrone?, da Berlusconi.Trombato e recuperato.Ma per favore!

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