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O con Salvini o contro: ragionamenti e sfumature bandite dal dibattito pubblico

di Martino Loiacono, in Media, Politica, Quotidiano, del

Il manifesto di Rolling Stone, le magliette rosse e lo scambio epistolare Veronesi-Saviano da una parte; Salvini e la Lega dall’altra. “Chi tace è complice”, a cui viene risposto con l’hashtag #iostoconSalvini. Una contrapposizione assoluta senza possibilità di dialogo tra i due contendenti: i “buonisti con il Rolex” che insultano “i razzisti ignoranti”. E viceversa, in un continuo ritornello diffamante. Un conflitto mediatico senza esclusione di colpi volto a screditare l’avversario, a tratti anche disumanizzarlo. Basti pensare alla copertina de L’Espresso che raffigura Salvini affiancato dalla scritta “uomini e no”.

La politica italiana si è trasformata in un ring sul quale vince chi picchia più duro. Chi riesce ad infangare l’avversario con l’epiteto più ingiurioso, magari negandogli la legittimità democratica o invitandolo ad andarsene per sempre dall’Italia, trionfa. Quotidiani, telegiornali e social sono il terreno di scontro dove si combatte questo incontro di boxe. L’arena pubblica non è più il pacifico luogo in cui si svolge il dibattito politico ma è un campo di battaglia. A colpi di tweet, post e dichiarazioni si prende posizione e ci sischiera. Pronti ad opporsi all’avversario. Il confronto tra opinioni diverse è stato bandito: con Salvini o contro di lui; con i migranti o contro l’invasione. I ragionamenti complessi basati sull’ascolto reciproco e svolti considerando opinioni diverse dalla propria sono stati spazzati via. Esistono solo due posizioni antitetiche alle quali si deve aderire fideisticamente. E non vale solo per l’immigrazione. Anche l’Europa è oggetto di questa polarizzazione assoluta. O si è ciecamente europeisti o si è integralmente euroscettici. Il grigio con tutte le sue sfumature è uscito brutalmente di scena.

La semplificazione manichea signoreggia e si confà alla rapidità con cui circolano le informazioni. E anche il resoconto giornalistico ne trae linfa vitale, soprattutto in termini di notiziabilità. A perderci sono gli italiani che, sballottati qua e là dalle urla dei contendenti, faticano comprendere quel che accade. Prima si schierano e poi, forse, conoscono ciò di cui si discute. E in questo scontro vince chi urla di più: in dialetto lombardo, chi vusa pusè la vaca l’è sua (la mucca è di chi urla di più).

Martino Loiacono


2 risposte a “O con Salvini o contro: ragionamenti e sfumature bandite dal dibattito pubblico”

  1. Vegetti Giovanni ha detto:

    Non amo gli scontri urlati, non sto con Saviano, e neppure con Salvini, non apprezzo i “social” preferisco un ragionamento pacato, e riconosco a Salvini una dote molto Craxiana, il coraggio di prendere decisioni anche non volute dalla elite di sinistra, ottimo è ora di liberarci di loro.

  2. Italo Santopietro ha detto:

    Quelli del PD e, in generale, la sinistra è ormai preda, senza possibilità di salvezza, del politicamente corretto. Come ho già detto sono passati dal PCI (partito comunista italiano) al PC (politicamente corretto). Lasciamoli fare, non gli diamo spago, si fanno male da soli e, Dio lo voglia, una volta che spariranno dalla scena politica staremo tutti meglio, compresi i migranti che hanno diritto all’accoglienza.

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