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Mattarella, i disordini, il dopo-partita: ecco cosa è successo davvero a Wembley tra realtà e fake news

di Daniele Meloni, in Esteri, Quotidiano, del

Domenica scorsa, Wembley. Finale di Euro2020 tra l’Italia e l’Inghilterra. La partita più importante nella storia del Tre Leoni negli ultimi 55 anni, un match che ha avuto risvolti, purtroppo, non solo calcistici, e che stanno ancora facendo parlare a Londra come a Roma da giorni. Ecco come sono andate le cose in quella che è stata una ordinaria giornata di follia in uno degli stadi più famosi del mondo.

La calca su Wembley Way – Sin dalle prime ore del mattino Wembley Way, il lungo viale che conduce dalla fermata della Tube di Wembley Park allo stadio inizia a riempirsi di tifosi inglesi. Ben presto iniziano a circolare lattine e bottiglie di birra e molti dei presenti sono sprovvisti di biglietto. Normalmente, durante le finali di coppa o quando la nazionale inglese gioca altre partite, il viale non è mai troppo trafficato e l’afflusso e il deflusso dei tifosi avviene regolarmente. Questa volta, però, già prima delle 4 del pomeriggio Wembley Way è un imbuto da cui non si riesce a raggiungere lo stadio. La Metropolitan Police di Londra, che nel frattempo si sta occupando della sicurezza anche in altre aree della città dove si sono ritrovati i tifosi, come Trafalgar Square e Leicester Square, emette un comunicato: “Se non avete i biglietti per la partita, state alla larga da Wembley”. Ma i tifosi non stanno a sentire. Alle 17 Wembley Way si è trasformato in un cimitero di vetri rotti, lattine schiacciate e detriti. Continuano ad arrivare tifosi. Con o senza biglietto. La polizia e il servizio di sicurezza dello stadio non sembrano adeguati all’occasione, anzi, sembrano colti di sorpresa dalla marea umana che si sta recando a vedere la partita.

Il tentativo di entrare allo stadio senza biglietto – Per entrare a Wembley bisogna forzatamente passare da Wembley Way e poi salire sulle scale che portano agli ingressi dei vari settori dello stadio. È lì che si forma l’imbuto sotto la pressione della calca dei tifosi senza biglietto. Gli steward controllano i Covid-pass degli spettatori, ma intanto la pressione su di loro sale. Alle 18 la situazione peggiora. I tifosi spingono per entrare e la polizia e gli steward non riescono a fermarli. Ci sono calci, pugni e colluttazioni. I tifosi già dentro Wembley filmano tutto. Alle 18.06 vengono bloccati per qualche minuto tutti gli accessi allo stadio: qualche tifoso è riuscito a entrare senza biglietto (alla fine qualcuno dirà che sono stati oltre 5 mila i “portoghesi” che hanno assistito alla partita senza pagare).

Arriva la polizia a cavallo, ma alle 6.41, dopo che i cancelli sono stati riaperti, la situazione non è migliorata: c’è semplicemente troppa gente e molti non dovrebbero nemmeno essere lì. In alcune zone dello stadio si forma una lunghissima coda e ci sono momenti di tensione perché le persone si ammassano l’una sull’altra. Per entrare allo stadio, comunque, c’è una seconda barriera da superare: gli steward che stanno di fronte alle porte di ingresso dei vari settori. Alcuni testimoni oculari hanno raccontato al Times che molti dei senza-biglietto hanno corrotto gli steward con soldi in contanti. L’ufficio stampa di Wembley emette due comunicati: il primo, appena iniziata la partita, afferma che “è in corso un’operazione di sicurezza fuori dallo stadio”. Il secondo ammette che alcuni tifosi “sono entrati senza biglietto”. La zona dove attacca l’Italia nel primo tempo, nel lower concourse è quella più congestionata. Ci sono tifosi ovunque: sugli scalini, davanti alle porte di ingresso/uscita: nessuno riesce a muoversi nell’area dalle 19.30. Il giornalista del Financial Times, Simon Kuper, ammette che gli steward sono preoccupati per una nuova Hillsborough (luogo dove nel 1989 morirono 96 tifosi prima della partita Liverpool-Nottingham Forest).

L’arrivo di Mattarella – Intanto, poco prima del calcio d’inizio è arrivato anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Si siede in tribuna accanto al presidente della Figc, Gravina, e all’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta. I rappresentanti dello Stato britannico appaiono piuttosto distanti, e non solo per il Covid. I mezzi di informazione non registrano nessuna foto e nessun saluto con il Duca di Cambridge, e l’incontro con il premier, Boris Johnson, avviene nella zona ristori dello stadio (come testimoniano le foto e le immagini mostrate successivamente).

Mattarella segue tutta la partita con il consueto aplomb ma qualcuno fa notare la freddezza dell’accoglienza: sicuramente fosse stato in presenza di Macron o di Angela Merkel avrebbe ricevuto un altro trattamento, anche se non si trattava di una visita di Stato o di un incontro ufficiale. Il giorno successivo alcuni quotidiani si riempiono di epiteti e di frasi anglofobe, quasi a sottolineare la scortesia ricevuta dai Reali inglesi (ma il principe William non è né capo di Stato né premier) e rimarcano come l’Italia abbia ottenuto una vittoria non solo sportiva ma anche “morale” – territorio sempre scivoloso… – sull’Inghilterra. Forse che lo scambio di battute tra Johnson (“noi abbiamo una tradizione di libertà più lunga rispetto a Italia e Germania”) e lo stesso presidente (“Noi amiamo la libertà ma anche la serietà”) durante la pandemia abbia influito su quanto successo nella tribuna d’onore di Wembley?

E forse può aver pesato anche il trattamento riservato dalle autorità italiane ai tifosi inglesi, ai quali di fatto non è stato permesso di seguire la propria Nazionale all’Olimpico per la semifinale contro l’Ucraina, a causa dell’obbligo di quarantena se provenienti direttamente dal Regno Unito, mentre al contrario gli italiani in arrivo da Roma e Milano hanno potuto sedersi sugli spalti di Wembley.

Il dopo-partita – L’Italia vince e Wembley si svuota. Il lavoro per la Metropolitan Police non è finito però: in un comunicato diffuso alle 2 di notte la “Met” afferma di avere arrestato 49 persone e che 19 dei suoi uomini sono rimasti feriti negli scontri a Wembley e negli altri hotspot del tifo londinesi. Il principe William non premia i giocatori, ma contrariamente a quanto riferito, resta ad assistere alla premiazione (il giorno successivo Kensington House dovrà emettere un comunicato per ribadirlo). I complimenti alla nazionale azzurra vengono affidati ai social: “Congratulations to Italy”, congratulazioni all’Italia, dice l’erede dell’erede al trono su Facebook e Twitter. Gareth Southgate non menziona mai l’Italia nelle sue parole del post-partita, ma le immagini lo mostrano recarsi da Mancini mentre il tecnico della nazionale sta ancora abbracciandosi con Gianluca Vialli. L’arco di Wembley si colora di azzurro e di verde, bianco e rosso. Partono i fuochi di artificio. L’Italia è campione d’Europa e gli inglesi accettano il verdetto del campo.

Il giorno dopo esce una nuova fake news: “Tifosi italiani picchiati dopo la partita”. Le immagini mostrano in realtà i tifosi inglesi che aiutano gli steward a fermare – anche con le cattive – i “portoghesi” che cercano di entrare senza biglietto. L’apertura di una porta dove filtra il sole mostra che si è trattato di un episodio del pre-partita. La guerra è finita. Italia batte Inghilterra. Dopotutto, trattavasi di una partita di calcio.

Daniele Meloni


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