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L’ultima mossa di Salvini: “liberare” il denaro dicendo basta ai limiti al contante

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Chi ha seguito Porta a Porta ha fatto un salto sulla sedia, nonostante l’ora tarda, quando il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha pronunciato queste parole:

“Mi dicono che ci sono centinaia di miliardi in cassette di sicurezza, fermi, potremmo metterli in circuito per gli investimenti. Si potrebbe far pagare un’imposta e ridare il diritto di utilizzarli”.

Negli annunci Salvini è bravissimo, come sempre: il sasso è stato lanciato nello stagno della politica, per vedere l’effetto che fa. Tacendo, intelligentemente, sulla seconda parte del progetto, caro alla Lega e ai sovranisti: abolire qualsiasi limite all’uso dei contanti. Lo stesso Salvini e Claudio Borghi sono contrari a ogni tetto sul cash, come tantissimi commercianti che da quando è stata indicata una soglia massima ai pagamenti con le banconote piangono lacrime amare. I turisti, quelli migliori, che spendevano proprio in contanti, sono spariti, attratti da mete meno antipatiche con chi porta soldi freschi e nelle quali non esistono discendenti “morali” di Savonarola: basta entrare nel Principato di Monaco e nessuno si scandalizza di vedere miliardari di ogni nazione con in mano rotoli di banconote da 500 euro, anzi.

Quello che i leghisti definiscono come “il furore ideologico di Enrico Letta e Mario Monti, alfieri della guerra al denaro degli altri, un furore appena mitigato dall’innalzamento del limite a 3 mila euro da parte di Matteo Renzi”, potrebbe avere le ore contate: per chi lavora con Salvini, una scelta di liberare tutto il denaro fermo nelle cassette di sicurezza, abolendo ogni soglia massima di utilizzo del contante, “sarebbe in grado di dare una scossa fortissima all’economia, facendo salire il Pil anche del 4-5 per cento”. Certo, per un sovranista la banconota è l’unica, e ultima, forma fisica di riconoscibilità di uno stato: tanto che i più intransigenti amerebbero un limite, piuttosto, alle carte di credito, riconoscendo come mezzo di pagamento solo ciò che ha stampato e ben visibile la firma del governatore della Banca d’Italia. Se il limite ai contanti venisse tolto prima dell’inizio dell’estate, il contraccolpo positivo sul turismo italiano aiuterebbe senz’altro l’arrivo dei grandi viaggiatori internazionali, quelli che salutando il personale di alberghi e ristoranti lasciavano gentili mance da centinaia di euro (consiglio di fare qualche chiacchierata con chi lavora nelle strutture di lusso per evocare queste scene: c’è chi ancora piange, commosso, ricordando quei tempi).

Nel settore automobilistico un tempo erano molti gli acquisti effettuati con il cash. Quanti nonni hanno comprato in contanti un’auto usata, e senza farlo sapere ai genitori dello studente, al momento della laurea dei nipoti, consegnando le chiavi all’uscita dell’universita? Succedeva fino a pochi anni fa. Di norme contro il riciclaggio ce ne sono in abbondanza, banche e professionisti hanno tutti gli strumenti possibili per stroncare qualsiasi traffico illecito o sospetto, e Salvini ora punta su questa chance: “E’ il momento buono per tentare di dare un segnale forte di libertà e di fiducia nei confronti degli italiani, e anche dell’euro, facendolo tornare in giro, senza limiti. O qualcuno si vergogna di usare le banconote firmate da un governatore?”, dice sorridendo un leghista. Non resta che attendere la prossima mossa di Salvini.

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Gianfranco Ferroni


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