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L’importanza di rileggere Ayn Rand: libertà da tempo date per scontate mai come oggi sono compromesse

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La conquista della libertà non è mai comoda. È una continua lotta contro l’onda del conformismo e questo Ayn Rand lo sapeva benissimo.

Nel suo straordinario “The Fountainhead”, l’autrice americana descrive il giovane architetto Howard Roark che combatte contro tutto e tutti, contro il mondo del politicamente corretto e contro il collettivismo. È il simbolo dell’egoismo inteso non come vizio, bensì come virtù primaria dell’essere umano.

È un eroe totalmente solo, abbandonato a se stesso, che decide di rinunciare alla fama pur di non subordinare i suoi ideali. Quegli ideali che pongono al centro la libertà, l’indipendenza ed il rifiuto del semplice quieto vivere.

Mai come oggi Ayn Rand è attuale. In un mondo governato da socialisti e da fautori della formula “lo Stato è buono”, “The Fountainhead” ci insegna come i rapporti fra gli individui debbano essere liberi, diretti e non coercitivi. Solo ciò che viene deciso autonomamente dal singolo può essere considerato giusto ed effettivamente voluto.

Da un anno ci troviamo immersi in una società dello spettacolo che, come ricordava Debord, di certo non un liberale, non è altro che il ribaltamento del reale per rendere impossibile una comprensione. Una vera e propria narrazione incapacitante che è riuscita a convincerci della saggezza di misure restrittive delle nostre libertà fondamentali. Ormai è diventata quotidianità non uscire più con gli amici, non andare a scuola, tornare a casa prima delle 22. E tutto ciò è stato imposto dal governo con semplici atti amministrativi.

La mancanza di un’area liberale e libertaria è risultata essere cruciale per lo sviluppo incontrastato di tutte quelle ricette socialiste che la stessa Ayn Rand cercava di ostacolare sia sul piano politico che su quello morale: lo scetticismo sul ruolo dell’impresa, lo Stato assistenzialista, il pregiudizio contro la ricchezza e la sua redistribuzione attraverso la “spada di Damocle” delle tasse.

È indubbio che il pantheon del liberalismo sia affollato di grandi pensatori, ma quando si viene alla politica, almeno in Italia, i liberali sono sempre stati marginali. Per questo motivo è necessario leggere e rileggere Ayn Rand: proprio perché la libertà trionfa su tutto, proprio per contrastare l’ondata politicamente corretta, per spostare la telecamera politica sul ruolo centrale delle libertà, da tempo considerate come scontate ma mai come oggi così compromesse.

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Matteo Milanesi


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