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I limiti della strategia social di Salvini: l’arma di “distrazione di massa” non basta

di Martino Loiacono, in Politica, Quotidiano, del

Tra pietanze varie, foto con la divisa della polizia e infiniti selfie, Salvini sta esagerando. Con questo non si vuole denunciare in toto la sua strategia comunicativa, finora efficacissima, ma sottolineare gli eccessi di quest’ultima fase. Da circa un mese il ministro degli interni, per mantenere elevato il numero dei post giornalieri, continua a produrre contenuti riguardanti cibo e temi non propriamente politici. Tramonti, canzoni e momenti di vita quotidiana che teoricamente dovrebbero avvicinare Salvini al “popolo”, ma che, se non correttamente dosati, rischiano di suscitare reazioni negative. Soprattutto se si pensa al difficile e pasticciato contesto della manovra.

Durante la sua luna di miele con l’opinione pubblica, il ministro aveva potuto postare di tutto e di più, senza problemi. Nel corso del braccio di ferro sull’immigrazione la fiducia nei suoi confronti era notevole. Un grande dinamismo e una comunicazione martellante ne avevano esaltato l’azione. Anche i non leghisti avevano apprezzato il suo decisionismo. In questo momento di difficoltà, invece, la nuova svolta in salsa influencer sta facendo allontanare i dubbiosi. Del resto, non si può non restare spiazzati di fronte ad un ministro degli interni che una volta al giorno posta ciò che mangia o che beve. Il tutto mentre in Parlamento si affrontano questioni di vitale importanza. Il suo messaggio, in questo caso, non è funzionale: a fronte di un momento delicato, che richiederebbe la massima serietà, il vicepremier è focalizzato su pranzi e cene, e non sull’attività politica. Certo, questi contenuti rendono Salvini un “uomo della gente”. Una persona normale che usa i social spontaneamente. Ma lo allontanano dal suo compito istituzionale di ministro e vicepremier. Se nella lotta all’immigrazione clandestina, la stragrande maggioranza dei post erano legati a questo tema, adesso la sua comunicazione sembra finalizzata ad una distrazione di massa. Una sorta di calmante per i fan del Capitano, utilizzato per far dimenticare la situazione di difficoltà e per concentrarsi sulla sua personalità e sulle sue abitudini.

Come si nota dai suoi social, il ministro degli interni in queste ultime settimane sembra un po’ sottotono. Probabilmente i primi sette mesi di governo sono stati spossanti. Sicuramente la trattativa con l’Ue è stata deludente e la manovra non sarà quella da lui desiderata. Da qui l’esigenza di coprire un mezzo fiasco con contenuti non politici. Una tattica che, se prolungata, può essere rischiosa. Con la campagna elettorale per le Europee la situazione può tornare a suo vantaggio. Riattivare la macchina acchiappavoti non dovrebbe essere difficile. La svolta governativa che dovrebbe trasformare Salvini da capopartito in uomo di Stato, invece, può attendere. E chissà se arriverà…

Martino Loiacono


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