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L’ecotassa allontana Fca dall’Italia. Investimenti e lavoro a rischio per le smanie ecologiste

Avatar di Riccardo Boccolucci, in Economia, Quotidiano, del

A lungo abbiamo assistito al dibattito sull’ecotassa voluta dal “governo del cambiamento”. Molto abbiamo discusso, sui pro e sui contro, immaginando quali potessero essere le conseguenze nel breve, medio e lungo periodo. In queste ore, passate due settimane dall’approvazione della legge di bilancio, emergono le prime, vere, criticità.

Dal 14 al 27 gennaio, a Detroit, va in scena una delle più importanti kermesse riguardanti il settore dell’automotive, il North American International Auto Show e, proprio in questa sede, sono stati riscontrati i primi effetti del provvedimento inserito nella neonata finanziaria giallo-verde, i quali non riguardano l’ambiante, bensì il piano triennale da cinque miliardi di investimenti annunciato da Fca lo scorso 30 novembre.

Mike Manley, erede di Sergio Marchionne e nuovo amministratore delegato di Fca, ha dichiarato che – a causa della nuova ecotassa – si troverà costretto a rivedere tale piano di investimenti per l’Italia, riguardante il periodo 2019-2021. Questo, sempre stando alle dichiarazioni del top manager inglese, andrà rivisto insieme al piano di piena occupazione negli stabilimenti italiani entro il 2021, pensato prima dell’introduzione dell’ecotassa (prevista per il primo marzo).

A questo punto la Fiat Chrysler Automobiles (Fca) appare sempre più lontana dall’Italia, il nuovo numero uno – al contrario del suo predecessore – guarda alla nostra penisola senza alcun legame, ragionando esclusivamente in termini di costi e benefici. Sarebbe stato necessario un trattamento diverso da parte del nostro governo nei confronti di un’azienda così importante per la nostra economia, occorreva sin da subito instaurare un dialogo costruttivo.

Adesso speriamo che i nostri rappresentanti non siano costretti a raccogliere i cocci di una situazione gestita male, perché come ha dichiarato Marco Bentivogli, numero uno della Fim Cisl, fare le auto elettriche è la cosa più semplice, ma infrastrutture ed ecosistema per realizzarle e farle funzionare sono in Italia all’anno zero.

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Riccardo Boccolucci


3 risposte a “L’ecotassa allontana Fca dall’Italia. Investimenti e lavoro a rischio per le smanie ecologiste”

  1. Avatar Giulio ha detto:

    Le tasse del governo sulle auto non sono altro che sanzioni contro l’industria automobilistica italiana, un suicidio per chi produce e lavora. Lo stato non ci guadagnerà nulla perché la contrazione delle vendite farà diminuire il gettito IVA e probabilmente aumentare i costi di cassa integrazione. Gli incentivi invece sono da considerare come aiuti di stato per l’industria straniera, dato che in Italia al momento non si producono auto elettriche o ibride.
    L’ambiente non si aiuta aumentando le tasse, tanto meno disincentivando il cambio dell’automobile con una nuova tassa per tutti coloro che per ristrettezze economiche hanno ancora i vecchi motori euro 0, 1, 2, 3. Costoro dovranno pagare di più se vorranno la macchina nuova, e certamente non usufruiranno dell’incentivo per auto elettriche dato che si applica per auto molto costose.
    Oltretutto è scorretto mettersi a fare i dirigisti, favorire alcune case automobilistiche e sfavorirne altre, punire chi produce auto competitive sul mercato e premiare chi con i costosissimi modelli elettrici non riesce ad aver successo economico.
    La cosa giusta da fare sarebbe stata abolire il superbollo per le auto sportive e di lusso (M. Monti) in modo tale da incentivarne la produzione e la vendita con beneficio anche per le casse statali.

  2. Avatar Antony ha detto:

    certo continuiamo a mettere il dio denaro davanti a tutto vediamo se nel giro di un paio di decenni ci sppellosce a tutti poi vediamo a cosa serve il lavoro le industrie e tutto il finto benessere se la razza umana soccombe a questo!

  3. Avatar Giovanni ha detto:

    Miopia ecologista, la razza umana sta soccombendo con la stupida credenza che procreando all’infinito ci si salvi. Applicando la tassa ecologica sulle auto e sulle emissioni industriali si interviene solo sul 10% dell’aumento della temperatura, il 90% dell’inquinamento da anidride carbonica e di conseguenza l’aumento della temperatura lo produce la persona in vita. Si è mai calcolato quanta anidride carbonica produce una persona in un giorno di 24 ore? Provate a moltiplicarlo per 365 e per sette miliardi e mezzo ed avrete la produzione di un anno. Considerare la vita di 50 anni cosa può produrre l’uomo?

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