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Le conseguenze politiche delle midterm: un potenziale “regalo di Natale” per Trump?

di Mattia Sisti, in Esteri, Quotidiano, del

Il commento di quasi tutti i mainstream media americani ed internazionali, soprattutto Cnn, Cnbc e Abc, è più o meno sintetizzabile in questo modo: sebbene la blue wave (“l’onda blu” dei Democratici) che avrebbe dovuto travolgere Donald Trump e la sua campagna elettorale satura, a loro avviso, di razzismo, xenofobia e fake news non si sia verificata, la musica è cambiata ed in negativo per l’attuale inquilino della Casa Bianca.

Infatti, due importanti fattori si sono verificati con le elezioni di midterm (“metà mandato”). Primo, i Repubblicani hanno ottenuto due senatori in più, cementando così il loro controllo del Senato. L’importanza di questo evento risiede in due diversi aspetti. Da un lato, controllare il Senato permette ai Repubblicani di frenare qualunque tentativo di impeachment verso il presidente Trump di cui tanto si era parlato nei mesi scorsi a seguito della “Muller investigation” e delle interferenze russe nelle elezioni del 2016. Dall’altro, permette a Trump e al suo esecutivo di tirare un (parziale) sospiro di sollievo riguardo alla narrazione su cui hanno costruito la propria campagna per le midterm, ovvero quel trittico fatto di un’economia in espansione e nuovi trade deals che favoriscono l’America, difesa dei confini e infine il prestigio ritrovato in politica estera, anche grazie a una importante ristrutturazione e modernizzazione dell’esercito. Si può pertanto dire che, perlomeno al Senato, al blue wave si è opposto un red wall (“il muro rosso”) dei Repubblicani.

Secondo, i Democratici hanno ottenuto il controllo della House of Representatives avendo sottratto ai Repubblicani ben 26 seggi. Questo evento avrà sicuramente importanti ripercussioni sull’amministrazione del presidente Trump. Sicuramente i Dem potranno tenere in scacco molte delle policies che stanno più a cuore agli elettori di Trump e alle quali invece i loro elettori si oppongono ad ogni costo, come la costruzione del muro lungo il confine con il Messico e l’abrogazione del DACA, ovvero della legge che protegge e tutela lo stato dei cosiddetti “dreamers”, ovvero chi è arrivato in America da bambino/figlio di immigrati irregolari. Inoltre, il controllo della Camera dei Rappresentati permette ai Democratici di iniziare una procedura di impeachment, a lungo promessa durante la campagna elettorale, anche se quasi sicuramente destinata a morire al Senato che è sotto il controllo del Repubblicani, come precedentemente sottolineato.

La musica ed il clima sono quindi certamente molto diversi rispetto a quando i Repubblicani avevano il controllo assoluto del panorama politico del Paese tenendo le redini sia del Senato sia della Camera dei Rappresentati, proprio come sostengono i mainstream media. In altre parole, Trump ora deve fare i conti con il fatto che ad ogni sua azione legislativa corrisponderà un’azione uguale e opposta dei Democratici che ora hanno (finalmente) le armi istituzionali per difendersi.

Ma è possibile anche dare una lettura molto diversa del controllo della Camera dei Rappresentanti da parte dei Democratici, come ad esempio fa molto acutamente il Daily Wire. Questo quotidiano – diretto dall’icona conversatrice Ben Shapiro – sostiene che una Camera bassa a maggioranza Dem potrebbe essere “un regalo di Natale” a sorpresa per Trump. La speaker che tutti si aspettano venga nominata è infatti Nanci Pelosi. Nanci Pelosi è una politica italo-americana di lungo corso che ha il completo supporto della leadership dei Democratici (questo è dovuto alla sua straordinaria capacità di fundraising) ma che è mal vista dall’elettore medio americano, in particolare dagli indecisi e dai moderati, a causa delle sue prese di posizioni tipicamente riconducibili all’ala più liberal ed estrema del partito, come la sua proposta di amnistia per tutti immigrati irregolari e senza documenti, a dispetto del fatto che questi spesso commettono (anche) efferati delitti durante la loro permanenza irregolare negli Stati Uniti, oltre che fomentare il lavoro nero nel Paese. Il fatto curioso è che Trump sembra essersi accorto di questa potenziale debolezza dei Democratici e sembra avere tutta l’intenzione di sfruttarla a suo vantaggio. Infatti, come riportato da The
Hill, Trump sostiene che Pelosi merita di essere eletta speaker. Che questo non sia un altro degli stratagemmi attuati da quello che è stato soprannominato da Newt Gingrich, ex speaker della Camera e supporter di Trump della prima ora, “il presidente anti-liberal più efficace della mia vita” per trasformare una debolezza in un punto di forza e una potenziale sconfitta in una vittoria?

Mattia Sisti


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