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Le 10 regole d’oro del buon ghost-writer che dovrebbe conoscere anche il buon inviato…

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Così, secondo la stampa italiana, il premier britannico Boris Johnson avrebbe un attention span così limitato che è fatto divieto ai suoi collaboratori di scrivergli note o interventi troppo lunghi. Detto che par di capire che chi ha scritto gli articoli apparsi ieri all’unisono su Corriere e Repubblica non abbia mai scritto niente per un politico che ricopre cariche istituzionali, forse può essere utile questo piccolo vademecum del perfetto ghost-writer, il collaboratore ideale che scrive sempre quello che serve, senza la presunzione di essere esaustivi ma nemmeno la supponenza giornalistese di sapere cosa può andare bene per il primo ministro britannico…

  1. Come primo punto l’accusa a Johnson di “non essere in grado di concentrarsi su documenti troppo lunghi” dimostra subito una scarsa padronanza della materia. Una nota troppo lunga è sempre una nota sbagliata. Sta al collaboratore riuscire a trovare il format giusto che vada bene per le riunioni istituzionali, per le dichiarazioni alla stampa e per gli interventi pubblici, sottolineando le informazioni essenziali e mettendo in secondo piano il resto.
  2. Robert Harris ha scritto un romanzo sulla figura del ghost-writer (ma in inglese si chiama speech-writer) che si intitola appunto “The Ghost”: il ghost-writer non esiste, è un fantasma utile che non si assume i meriti di un intervento ben riuscito – che sono esclusivamente del politico – ma si assume i demeriti se le cose vanno male. Bene saperlo.
  3. La vera regola numero 1 del lavoro, quella che non si può mai dimenticare è che si scrive per il politico e mai per se stessi. Quindi, si scrive quello che serve al politico e mai quello che serve alla propria vanità intellettuale. Spesso, così facendo si risparmia anche molto tempo nella stesura del discorso peraltro.
  4. Per potere scrivere quello che serve al politico di riferimento occorre sapere come parla, come pensa, quello che dirà, e immaginare le reazioni della platea al suo discorso.
  5. L’immaginazione è fondamentale: mentre si scrive uno speech o una nota si deve fare volare l’immaginazione al momento in cui l’intervento sarà pronunciato e a come alcune parti maggiormente di rilievo saranno enfatizzate dallo speaker e a come altre saranno pronunciate in un tono più dimesso.
  6. Può capitare nella stessa giornata – o nella stessa settimana – di dovere scrivere un intervento per una presenza a una assemblea confindustriale, uno per un convegno politico, uno per un festival dell’ambiente. Il ghost-writer deve sapersi districare tra tutte queste tematiche, approfondendo il giusto su ciascuna di essa, economizzando il tempo e il lavoro. Anche perché potrebbe sorgere un’emergenza che lo porterà a scrivere un altro testo per un altro appuntamento.
  7. È buona abitudine concordare l’intervento o la nota con il politico di riferimento ma ci sono occasioni in cui, per una serie di ragioni, non è possibile farlo. In quel caso il politico deve fidarsi di quanto scrive il collaboratore e il collaboratore deve essere bravo a mettere in pratica il punto 4 alla perfezione, sapendo che all’ultimo momento ci possono essere modifiche da apportare all’intervento.
  8. Anche se questo mestiere apparentemente si fonda sul saper scrivere, la cosa fondamentale per farlo in maniera degna è in realtà saper leggere. Leggere tutto e di tutto, avere curiosità intellettuale e una visione globale dell’attività del ministro, del presidente o del parlamentare di riferimento. Quello che leggiamo oggi e sembra “inutile” in realtà tornerà utile, eccome, in un altro giorno.
  9. Se scrivete una nota informativa e non un discorso da leggere in pubblico ricordarsi sempre che i giornali sono utili per dare alcuni spunti ma non vanno presi per oro colato: i dati ufficiali di cui avete bisogno si cercano nelle statistiche dell’Istat, della Banca d’Italia, dei Ministeri, delle associazioni di categoria.
  10. L’obiettivo quando si scrive un intervento o una nota è quello di far sì che il politico che la espone sia inattaccabile, che citi fatti inoppugnabili, che sia in sintonia con le aspettative del suo audience. Naturalmente nella battaglia delle idee (quando va bene…) ogni appiglio è buono per la polemica politica ma un buon ghost deve cercare di minimizzare le criticità e massimizzare la resa dello scritto.
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Daniele Meloni


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