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La sinistra riempie con l’ossessione per il fascismo il suo vuoto di politica

di Andrea Tosi, in Politica, Quotidiano, del

“Il più bello esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere… è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dar del fascista a chi fascista non è”. Con queste profetiche parole si esprimeva il comunista (ed in seguito radicale) Leonardo Sciascia.

Ma vediamo perché le sue parole restano validissime anche ai nostri giorni. È da sempre abitudine della sinistra accusare di fascismo gli avversari politici. La demonizzazione dell’avversario sembra per la sinistra come una vera e propria oasi nel deserto: un luogo nel quale rifugiarsi quando è in difficoltà.

Perché se è vero che il centrodestra si trova momentaneamente in difficoltà, come testimoniano le ultime elezioni amministrative, anche la sinistra italiana non se la passa bene. È evidente il calo di consenso negli ultimi anni, dopo la fine del governo Renzi, forse anche per mancanza di un leader carismatico e di progetti convincenti, o forse per i disastri compiuti negli ultimi anni. Basti pensare che la destra negli ultimi tempi raccoglie consenso prevalentemente nelle periferie e in provinci, mentre la sinistra nei grandi centri urbani (questo ci spiega come mai 14 regioni su 20 sono governate dal centrodestra e le principali città italiane dal centrosinistra). Uno scenario del genere era impensabile fino a poco tempo fa, quando la sinistra era votata soprattutto dagli operai e nelle periferie, ma una serie di decisioni politiche, le quali hanno avvicinato la sinistra (soprattutto il Partito democratico) ai cosiddetti poteri forti (banche e multinazionali), hanno allontanato “gli ultimi” dalla sinistra ed hanno avvicinato ad essa i cosiddetti radical chic alla Fedez.

Cosa fa allora la sinistra per venire fuori dai suoi problemi? Non contesta gli avversari nel merito, sulle proposte politiche, non mette al centro della sua azione i problemi e le esigenze degli italiani, ma preferisce demonizzare gli avversari, favorirne la “persecuzione” giudiziaria (vedi i processi a Berlusconi e Salvini) e accusarli di fascismo – che francamente non vede nessun altro al di fuori della sinistra stessa e dai suoi “intelletualoni”. Il centrodestra dovrebbe pensare a risolvere i suoi problemi interni, è vero, ma senza dubbio rappresenta la maggior parte degli italiani e ha le carte in regola per arrivare a governare il paese. La sinistra può continuare a pensare ai fantomatici fascisti presenti in Italia, il centrodestra deve continuare a pensare agli italiani e alle loro esigenze.

Andrea Tosi

Studente del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa, appassionato di attualità politica italiana.

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