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La nuova vita del principe Harry: lontano dalla famiglia in cui è cresciuto per rincorrere Meghan

Dario Mazzocchi di Dario Mazzocchi, in Esteri, Quotidiano, del

Il principe Harry è sempre stato un ragazzo con la testa sulle spalle. Sin da piccolo aveva chiaro quale sarebbe stato il suo ruolo nella famiglia reale, tanto da rispondere alla madre Diana, quando lo rimproverava perché monello, che lui non sarebbe mai stato sovrano, quindi poteva permetterselo. Tant’è che una volta cresciuto si è concesso alcune libertà che hanno messo in imbarazzo la corte, ma allo stesso tempo ha svolto a dovere il suo servizio: ha frequentato l’accademia militare di Sandhurst, è stato in prima linea in Afghanistan, nella provincia dell’Helmand che si era trasformata in un inferno in terra per le truppe britanniche, si è dedicato ai reduci di guerra lanciando gli Invictus Games e una volta smessa l’uniforma da soldato, ha indossato quella di ambasciatore per conto della nonna, Elisabetta II, girando il mondo.

Si è sempre circondato di amici festaioli, ben inseriti nell’alta società londinese, eredi di famiglie nobili e benestanti. A differenza del fratello maggiore, ha collezionato una presunta lista di fidanzate e flirt finendo sulle copertine di riviste femminili che lo incoronavano “uomo dell’anno”. Ha unito le forze con William e Kate Middleton avviando una serie di campagne per la prevenzione contro la depressione, uscendo per la prima volta e dopo tanto tempo allo scoperto e affrontando il tremendo trauma che è stata la morte – per di più in circostanze drammatiche – della madre, una scomparsa consumata dall’accanimento mediatico di quegli anni, quando pur non esistendo ancora i social network, i confini tra pubblico e privato scomparvero. Quindi è arrivata Meghan Markle e qualcosa è cambiato.

La nascente relazione tenuta ben lontana da macchine fotografiche e telecamere, il riserbo e un primo smarcamento dai duchi di Cambridge per intraprendere la propria strada, probabilmente per non restare per sempre all’ombra di un erede al trono, ma senza quella malizia e cattiveria dipinta dalle cronache. Il Royal Wedding prima e la nascita di Archie poi, le incursioni della famiglia di lei e le perplessità dei propri parenti (è attribuita al principe Filippo una battuta che sembra premonitrice oggi: le attrici si frequentano, non si sposano). Harry ha provato a fare da bilanciere, dote che forse non possiede e figura che non pensava di ricoprire.

Ma d’altronde, che la stessa Markle fosse un personaggio ingombrante lo si era facilmente intuito. Divenuta famosa per una serie televisiva di successo, è a conti fatti salita alla ribalta soprattutto per le sue posizioni sociali: orgogliosamente birazziale (cit.), femminista, ecologista. Nell’epoca delle divisioni nette e irreversibili, un’esponente delle élite metropolitane progressiste che sentono di appartenere al mondo, non ad una specifica realtà o comunità. Sarebbe interessante capire come evolveranno le cose una volta che Meghan avrà meno imposizioni e più margine per esprimere particolari preferenze politiche. Ossessionata dalla privacy, ma perfetta calcolatrice di tempi e modalità con le quali mandare messaggi, approfittando ad esempio di un documentario confezionato apposta per il tour africano della coppia su ITV. La speranza è che il duca di Sussex sia profondamente innamorato di lei, tanto da adeguarsi alla mossa dei giorni scorsi: un comunicato sul profilo Instagram, senza aver consultato Buckingham Palace, mandato on line in tempo per divenire la notizia bomba al telegiornale della sera, il ritorno di lei in Canada dove nel frattempo era rimasto da solo il piccolo Archie (una scena che stride parecchio con l’ossessione della Markle di accarezzare e tenersi la pancia durante la gravidanza), lasciando all’ex ufficiale Harry il compito più difficile di recarsi a Sandringham per affrontare la regina e il padre Carlo.

Elisabetta II per il nipote ha sempre dimostrato una particolare affezione, prestandosi anche a gag decisamente inusuali. Gli ha concesso un periodo di transizione – sarà un anno di transizione per tutti Oltremanica, anche per lo stesso Regno Unito dopo il 31 gennaio e Brexit -, deciderà con Carlo il da farsi perché dagli obblighi reali non si può rimanere contemporaneamente dentro e fuori, concedendo ai Sussex di prendere le misure con la loro nuova vita – nuova soprattutto per Harry che non ha mai abbandonato i ranghi, ovvero la famiglia da cui proviene e che per noi può sembrare anche un orpello fuori dal tempo, un argomento di svago e di facili ironie, ma per chi ci è cresciuto è pur sempre casa.

Dario Mazzocchi

Dario Mazzocchi

Giornalista, nato a Piacenza, vive in Lombardia. Guareschiano, conservatore. Insegna anche inglese.

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