• 23/05 @ 12:47, Se la Mogherini ignora le sanzioni di Trump: il conto sull’Iran lo pagheranno le imprese italiane ed europee https://t.co/nq2qM9YuSR
  • 23/05 @ 12:43, Fuori dalle tifoserie politiche, lontano dagli hooligans: il diritto a non essere militarizzati, a non avere pregiu… https://t.co/DG7ZzlCpPC
  • 22/05 @ 12:38, “Pessimismo, ma idee forti per Italia ed Europa. Spesa e tasse cartina tornasole”. Cosa scrisse Paolo Savona per At… https://t.co/avclEi0N6F
  • 22/05 @ 12:38, Pompeo detta le condizioni all’Iran. E al Congresso già si lavora per mettere l’Europa davanti a un bivio, di… https://t.co/KwgujbmMvW
  • 21/05 @ 19:14, La “Seconda lettera agli amici tedeschi”, di Paolo Savona, di @Capezzone https://t.co/KdDWru2my5
  • 21/05 @ 19:12, Arabia Saudita: la sfida di MBS contro il Deep State religioso, gli Ulema, di Francesco Cirillo https://t.co/MvAZWMHW4i

La noia delle consultazioni e la necessità d’innovare le istituzioni

di Federico Cartelli, in Politica, Politics App, Quotidiano, Rubriche, del

“… Si rischia di andare incontro a un’instabilità cronica dei sistemi istituzionali dagli esiti imprevedibili”, scrivo nel mio recente saggio “Contro il pensiero breve. Capire la crisi delle democrazie liberali”. È trascorso ormai più di un mese dalle elezioni e si consuma, giorno dopo giorno, la liturgia stanca e barocca delle consultazioni. Ben due “giri”, richiesti da Sergio Mattarella, per provare a superare lo stallo e i veti incrociati dei partiti. Il risultato, tuttavia, è sempre lo stesso: nulla di fatto. Anche in Germania, dove vige un sistema elettorale proporzionale, i tempi di formazione del governo sono stati lunghissimi: ma, infine, ha prevalso il tipico pragmatismo teutonico che ha riproposto la formula consolidata delle larghe intese. La conflittualità del nostro sistema politico, e una notevole ignoranza – forse di comodo? – nel funzionamento delle prassi costituzionali riducono la possibilità di trovare una qualsivoglia intesa.

Il Movimento 5 Stelle, primo partito ma secondo classificato, crede di poter non solo dettare un programma al quale gli altri partiti possono solo aggiungersi tacitamente, ma di poter ridefinire a proprio piacimento i confini del centrodestra (vincente).

La Lega, al contrario, è imprigionata in un’alleanza che fin dal primo giorno è apparsa labile e raffazzonata. Intanto l’escalation della crisi siriana e, non di meno, la (presunta?) morte del generale Haftar che rischia di far crollare il castello di carte libico, impongono la celere soluzione del rebus governativo. Il mondo corre sempre più veloce, ma le nostre istituzioni politiche sono rimaste ferme. Non si può pensare di continuare a scrivere una nuova legge elettorale alla fine di ogni legislatura, scimmiottando magari un sistema maggioritario “mascherato” da premierato oppure riproponendo un deleterio proporzionale come se l’Italia fosse ancora ferma ai tempi del pentapartito. Oggi più che mai v’è la necessità di una stagione di innovazione e modernizzazione delle nostre istituzioni, che vada ben al di là di raffazzonate e improvvisate leggi elettorali, e al di là di riforme costituzionali ridotte a referendum personali e personalistici. Il presidenzialismo, con l’elezione diretta del capo dello Stato, e una riforma in senso federale degli enti locali, sono due riforme irrinunciabili e non più rinviabili. Non solo per mettere in soffitta le consultazioni e gli stanchi riti della Prima Repubblica, ma per dare finalmente un abito moderno al nostro Paese.

Federico Cartelli


Una replica a “La noia delle consultazioni e la necessità d’innovare le istituzioni”

  1. Giovanni ha detto:

    Bravo, ritengo giuste queste considerazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy