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La lezione di BoJo all’internazionale socialista e filocomunista Ue: senza capitalismo si muore

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Ancora una volta il pannocchione biondo, il ridicolo ciuffone, il borioso Boris ha dato una lezione al mondo Labour, non solo a quello britannico ma a tutta l’internazionale socialista e filocomunista europea, che ancora stenta a mandare avanti i carrozzoni nazionali basati su una burocrazia centralizzata ormai chiaramente accartocciata su se stessa. Non solo una lezione magistrale di managerialità, ma di gestione della cosa pubblica in un frangente di crisi, di decisionismo strategico, logistico, commerciale, sanitario, finanziario.

Nel discorso alla nazione di pochi giorni fa, con il suo piglio ormai smaccatamente churchilliano, Boris Johnson ha messo l’accento sulla centralità ideologica – che poi diventa pratica, come ogni imprenditore o manager che si rispetti non può non sapere – del valore del rischio tipico del settore privato in questo approvvigionamento lampo di vaccini anti-Covid e relativa campagna di immunizzazione di massa.

Il potere, la forza, “the might” del settore privato e della libera economia di mercato hanno avuto un’importanza strategica in questa storia, speriamo presto a lieto fine, della campagna vaccinale della popolazione nel Regno Unito e, afferma il suo primo ministro, è proprio questo potere che ci ha insegnato una “grande e imperdibile” lezione sull’importanza della libera economia di mercato.

Vogliamo dargli torto? Nella landa dei pasticcioni, la nostra, dove non siamo riusciti a fare bene niente, ma proprio niente dallo scoppio dell’emergenza pandemica sino ad oggi , qualcuno sicuramente lo farà (dargli torto intendo). Ovvero tutti quelli che ancora giustificano le misure ingiustificabili e incostituzionali di privazione delle libertà fondamentali, come quelle di movimento o alla socialità per dirne solo alcune, che stiamo subendo da oltre un anno.  

Fa bene Mario Draghi a dire che le riaperture saranno determinate dai dati, ma se i dati sono gli stessi che escono conteggiando ogni tampone effettuato dalla stessa persona come un nuovo positivo stiamo freschi, si dice a Roma.

Lo stesso vale se ancora nessuno, tra le decine di consulenti a pagamento e task force, ha effettuato un’analisi di proporzionalità (si chiama così, esiste) tra le misure prese, la diminuzione dei decessi e dei contagi giornalieri, e la distruzione del tessuto sociale ed economico nazionale nel medio e lungo periodo. E la risposta è, chiaramente – anche senza lo studio che pure andava fatto preventivamente, ma che nella landa dei cialtroni rimane una chimera – che se dopo oltre un anno una misura non funziona e riduce la popolazione in povertà devi trovarne, o inventartene altre.

Ma lasciamo per un momento la polemica sulla mente eccelsa che ha diretto le operazioni, se mai ce ne sia stata una o più, e dedichiamoci al ragionamento iniziale: si saranno accorti i nostri amministratori e tutti quelli che beatamente vantano un posto fisso pubblico che senza la piccola imprenditoria questa nazione è morta? Senza il tanto vituperato “capitalismo”, senza i bar, senza ristoranti, senza uffici, negozi aperti, senza cinema, teatri, palestre, piscine, viaggi, convegni, corsi, siamo ridotti ad un popolo di zombie costretti in casa da un terrore che ormai è irrazionale e che queste chiusure non fanno altro che esasperare, uccidendo, oltre al commercio e alle professioni, l’economia nazionale, e indebitandoci fino all’osso. Pensano davvero che coloro che hanno perso il lavoro saranno assunti di nuovo tra pochi mesi dai datori in bancarotta obbligata? E con quali soldi?

Ecco cosa succede quando lo Stato subentra nella gestione della quotidianità delle persone: la sospensione del capitalismo che stiamo sperimentando sulla nostra pelle è un assaggio di quel comunismo reale che il nostro Paese non aveva mai fino ad ora fortunatamente vissuto. Ancora oggi nessuno rileva seriamente, cioè nelle sedi giurisdizionali preposte, che è in corso una violazione abnorme di diritti costituzionali anche nella gestione del vaccino. Se i contratti li può fare solo l’Europa che fine ha fatto il libero mercato? E se alcuni vaccini sono già stati sottoposti alle procedure di accertamento dell’Ema e dell’Aifa, qual è il motivo per il quale non si possono mettere in commercio? Morale: senza libertà e senza mercato i pasticcioni non li debellerai mai, perché non potrai né arginarli né supportarli in nessun modo, perché sono lenti e di lentezza, lo abbiamo visto, si muore.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sulla libera iniziativa economica, non sui ristori per importi risibili con cui non paghi neanche la bolletta della luce in un ristorante qualsiasi. Bisogna cambiare il paradigma, il concetto, la visione. O almeno averne una. Draghi dovrebbe proprio cambiare rotta con una grossa inversione a “u”, che di navi incagliate da incapaci ne abbiamo i canali di Suez pieni. E un ministro della salute anti-capitalista per partito (LeU) ci spieghi come può essere la soluzione.

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Romana Mercadante di Altamura


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