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La compagna capitana Carola nuovo idolo della sinistra Parioli

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“Le bacio le mani perché lei è una contessa”. Non era una gaffe quella di Mike Bongiorno al Rischiatutto, era il ritratto pittato degli ultras di sinistra che non trovano mai di che esaltare un proletario manco a pagarlo. Il loro faro ideale è sempre lo stesso, invariabile, inesorabile: altoborghese, riccastro, viziato, privilegiato orientato a un discutibile quanto fumoso “bene”, meglio ancora se prevede l’eversione dolciastra con la foglia di fico dell’umanitarismo, fedele alla regola comunista: se la legge è con me, la legge è legge; se è contro di me, viva la delinquenza (come dicevano i mafiosi sostenitori di don Calogero Vizzini). Eccoci qua: per le prossime 48 ore, “la sinistra riparta dalla compagna capitana Carola”, quella della Sea Watch 3, una che si percepisce così: “Sono tedesca, sono bianca, son di famiglia ricca, ho studiato per il mondo, ho preso lauree a go-go e a un certo punto ho capito che dovevo fare qualcosa per gli altri”. Insomma si annoiava e ha preteso una barca, però ci carica i migranti, così nessuno può dirle niente. Che volete farci, le strade che portano a un reality sono infinite, ciascuno sceglie quella “che la sua condizione gli dà”, come cantava Enrico Ruggeri.

E fu così che l’aristocratica capitana compagna Carola diventò il modello della sinistra Parioli, che poi è l’unica rimasta. Tutto il resto è noia, noia, noia, non ho detto gioia, come cantava Franco Califano: se un valore i cinguettii su Twitter ce l’hanno, era da andarsi a vedere le reazioni agli articoli del giornale unico, “la Repubblica del Corriere”, che di Carola han subito fatto un’eroa (eroina no, è riduttivo, odiosamente vezzeggiativo, sessista, razzista, fascista, xenofobo, omofobo, sovranista, trumpiano, salviniano): su mille, 999 reagivano con una esasperazione, una insofferenza, un fastidio sul quale il tacere è bello, basti dire che la gratifica più indulgente per l’eroa era “str****” (l’uno restante era di un piddino intento a farsi la lampada per poter essere meglio telegenico al momento di raggiungere la Sea Watch 3). Tutti leghisti fascisti eccetera? No, tutta gente che ne ha piene le scatole, perché ragiona e non ne può più della litania ipocritamente corretta che nasconde un classismo rivoltante mentre snocciola il rosario del curriculum vitae: “Lei ha 84 lauree e parla 247 lingue, a sei anni era già rompighiaccio, a dodici oceanografa, a venti capitana, cos’hai fatto invece tu, analfabeta sovranista rosicone pezzealculo?”.

Non sbagliatevi: non è il 40 per cento per Salvini, è il 99 per cento contro questo modo di vedere le cose, di impostare la realtà, di concepire la politica, unicamente sul registro sentimentale, patetico, irresponsabile. E falso come l’Unione europea, perché se ci si preoccupa per i 42 sequestrati dalla compagna capitana, perché allora non per tutti i milioni di disperati, veri, dimenticati, dallo Yemen al resto dell’Africa, dal Medio Oriente a quello Estremo? Li salvate tutti voi, li importate tutti, li affidate alla capitana che dice “io delle leggi me ne frego, io sono ricca e tedesca e, siccome mi annoiavo, vado all’arrembaggio”? Li mantenete a botte di slogan da centro sociale, “i confini non esistono”, “la terra è di tutti”, “nessun uomo è clandestino” e via cretinizzando? C’è perfino chi ha tracciato il fatale paragone tra Carola e Greta, le due eroesse dei nostri tempi.

Di passata, questo curioso concetto della legalità è lo stesso che anima la crociata antimafia, rossa nelle agende ma di più nel sentimento. E difatti, l’antimafia civile, sociale, pretesca è la peggiore camorra che si possa immaginare, roba utile solo a discriminare, a tagliare gambe, a segare carrierine o lanciarne. Lì dentro, tutti in guanti bianchi, ma le mani, sotto… E pure sulle ong che segue solo le loro personalissime rotte, la faccenda non cambia: la legge siamo noi, tutto il resto è noia. Cari compagni, cari ultras della capitana eroa, la verità è che non ve ne frega niente dei 42 a bordo (e poi altri 42, e altri 42, e ancora 42, così all’infinito…). Non ve ne frega niente, perché dei trucidati ovunque per questioni religiose o politiche, dei rinchiusi nei lager cinesi o coreani, delle minoranze dimenticate altrove, non avete memoria nemmeno per un twittino. Quello che vi orgasma è la lotta continua contro il Salvini della situazione, per la quale anche una nave fuorilegge affidata a una tedesca bianca, “razza Pariolinen”, abbonata alla riccanza, che studia da presidenta della Camera o di quello che sia, funziona benone. Poi, domani, quando anche gli altarini di quest’altra posatissima noglobal da piani alti verranno scoperti, che problema c’è, si passa ad altro. “La sinistra riparta da…” è un mantra, basta che il modellino di turno sia borghese, molto borghese, molto privilegiato, molto altolocato, molto aristocratico, molto patrizio. Baciamo le mani, contessa.

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Max Del Papa


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