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In Francia il governo si prepara a varare nuove misure restrittive per arginare il virus

Marco Cesario di Marco Cesario, in Esteri, Quotidiano, del

Venerdì Macron ha riunito il Consiglio di Difesa per mettere a punto misure per fronteggiare la diffusione del virus. Confinamenti localizzati (città, quartieri, scuole), chiusura di bar e ristoranti, divieto di riunione di più di 10 persone, isolamento di anziani e persone vulnerabili. A preoccupare è il numero crescente di nuovi ricoveri in terapia intensiva

Sebbene siamo ancora lontani dalle cifre raggiunte durante il confinamento, il numero di casi di Covid-19 in Francia continua ad aumentare di giorno in giorno e a destare preoccupazione. Per questo motivo il presidente francese Emmanuel Macron ha riunito il Consiglio di Difesa per illustrare quali misure verranno adottate per fronteggiare la situazione. Negli ultimi giorni, un altro indicatore chiave è cresciuto a un ritmo preoccupante: il numero giornaliero di nuovi ricoveri in terapia intensiva.

Secondo i dati forniti dall’ultimo rapporto di Santé Publique France, l’aumento della circolazione del virus è esponenziale. A preoccupare è la dinamica della trasmissione. Nell’ultima settimana 92 dipartimenti hanno registrato un tasso di incidenza della malattia superiore alla soglia di allarme di 10 casi ogni 100.000 abitanti a settimana e 19 dipartimenti hanno registrato un tasso di incidenza superiore alla soglia di allarme (50/100.000 abitanti). Sebbene il numero di pazienti testati sia in aumento, ciò però non spiega l’aumento osservato nei casi. Dall’inizio di luglio infatti, il numero di pazienti testati è poco più che raddoppiato mentre il numero di nuovi casi si è moltiplicato per 12.

Come mostrato dall’infografica pubblicata da Santé Publique France nell’ultima settimana ci sono state ben 2.157 persone ospedalizzate di cui 372 ricoverate in rianimazione, mentre in 24h sono stati segnalati 8.577 nuovi casi.

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Fonte: Santé Publique France

Il fatto che la situazione in Francia stia diventando preoccupante è anche dimostrato dal fatto che il paese transalpino è oggi anche il terzo paese al mondo per numero di positivi rispetto alla taglia della popolazione come mostrato dall’infografica dell’Agence Nationale de la Santé.

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Fonte: Agence Nationale de la Santé

Il divario tra la Francia e i suoi vicini è spesso giustificato dall’aumento esponenziale di test. A metà giugno, in Francia si effettuavano “solo” 215.000 test ogni settimana: oggi quasi un milione. Nonostante ciò però la Francia, contrariamente a quello che si crede, non è il paese che effettua il maggior numero di test ma è solo il sesto al mondo, dietro ad India, Usa, Russia, Regno Unito e Germania.

A preoccupare, come dicevamo prima è il fatto che mentre il numero di pazienti testati è più che raddoppiato , il numero di nuovi casi invece si è moltiplicato per 12. Di fronte a questa situazione, mentre da un lato il governo scongiura un riconfinamento generale della popolazione, potrebbero invece verificarsi “confinamenti localizzati” in aree ad alta circolazione di virus. Potrebbe cioè venir chiusa una citta intera o anche semplicemente un quartiere o una scuola. A preoccupare in maniera particolare è la città di Marsiglia, con i posti letto in terapia intensiva dedicati al coronavirus già pieni.

A Parigi, il consiglio comunale scongiura un nuovo confinamento generale ma avverte che un confinamento per quartiere sarebbe impossibile da realizzare. Tra le altre misure previste dall’esecutivo ci potrebbe essere il divieto di raduni di più di 10 persone, la chiusura di bar e ristoranti alle 23 ed anche misure di protezione per le persone vulnerabili: anziani o persone che presentano fattori di rischio (diabete, obesità, malattie respiratorie). Ancora non è chiaro come ciò verrà attuato ma già è possibile prevedere un isolamento particolare per gli anziani nelle case di riposo e nelle Ehpad.

Marco Cesario

Marco Cesario

Giornalista professionista e scrittore. Dopo la laurea in filosofia all’Università di Napoli ed un Master in filosofia alla Sorbona di Parigi lavora per l’agenzia nazionale ANSA, al desk di ANSAmed. Da Parigi, ha collaborato per Micromega (La Repubblica), Linkiesta, Pagina99, The Post Internazionale, EastWest.

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