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Il Muro di Berlino senza padri: la sua caduta e la storia strumentalizzate contro il “sovranismo”

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A leggere alcuni post di commentatori e politici sul trentennale della caduta del Muro di Berlino, sembra che quel muro non avesse nulla a che vedere con il comunismo. Termine che spesso non viene nemmeno utilizzato. Quasi che il Muro fosse una struttura architettonica piazzata lì per motivi ignoti. Forse per ragioni nazionalistiche o per fermare l’immigrazione (e non la fuga dei cittadini della DDR…), come i muri contemporanei. E proprio da qui, da una palese falsificazione storica, con la solita mossa propagandistica, è partita la retorica sui ponti da costruire e i muri da abbattere. Come recita senza vergogna un’infografica pubblicata sui social dal Partito democratico (“Potete costruire muri, ci troverete ad abbatterli”). Il partito, ricordiamolo, nipote del Pci, cioè il Partito comunista italiano, stretto alleato di Mosca. Non proprio una forza anticomunista o in contrasto con l’Unione Sovietica e la DDR. 

Pare davvero incredibile ma il Muro di Berlino, in una narrazione non minoritaria, da barriera eretta per fermare l’emorragia di cittadini di Berlino Est oppressi dal comunismo è diventato tutt’altro. Si è trasformato cioè in un muro nazionalista, in una barriera per tutelare i confini dagli immigrati e non per evitare la migrazione di quei cittadini che volevano fuggire dall’incubo del socialismo reale. 

Tutta questa operazione mediatica evidenzia ancora una volta l’uso manipolatorio della storia a fini politici. Un episodio cruciale del recente passato, che segnò il trionfo della libertà sulla dittatura comunista, è stato clamorosamente riscritto per contrastare i partiti che si oppongono all’immigrazione irregolare.

Quella a cui abbiamo assistito in questi giorni è stata dunque una vera e propria manipolazione storica, basata sull’appiattimento del presente sul passato, per promuovere le istanze open borders. Non di rado orchestrata da intellettuali o politici che fino a pochi anni fa non erano stati ostili al comunismo. Ma che, grazie ad una parziale riverniciatura, si sono auto-innalzati a baluardo della libertà, dell’Occidente e della democrazia, cancellando il proprio passato e manipolando vergognosamente i fatti.

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Martino Loiacono


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