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Il caso Sea Watch smaschera le tecniche di informazione faziosa dei giornaloni cosiddetti “indipendenti”

Avatar di Franco Carinci, in Media, Politica, Quotidiano, del

Se ci sono giornali che godono della fama di stampa indipendente, questi sono il Corriere della Sera e La Repubblica. Lo saranno, se si fa riferimento all’autonomia vis-à-vis della proprietà, anche se questa interviene a scegliere il direttore, cambiandolo senza darne alcuna giustificazione, come di recente è avvenuto proprio per La Repubblica, sì da far sospettare una crisi di lettori già a cominciare dall’utilizzazione di titoli cubitali in prima pagina a mo’ di richiamo visivo. Ma non lo sono nella selezione delle notizie da riportare, nella scelta di titoli neutrali, nella distinzione fra ricostruzione e valutazione dei fatti, nel far riferimento a voci citate come “provenienti da ambienti vicini a Caio e Sempronio”, anche quando si tratta di incontri riservati col presidente della Repubblica. Di dritto e di rovescio prevale la linea della corporazione di giornalisti che li governa, che traspare chiaramente pagina dopo pagina, di tendenza chiaramente radicale, cioè di contrapposizione a qualsiasi forza ritenuta di una destra non come conforme a quella che vorrebbero, al meglio inaffidevole e al peggio autoritaria. Né fa fede la forte affinità tra la campagna ossessiva nei rispetti di Berlusconi e quella nevrotica nei confronti di Salvini. Certo è che la loro massima preoccupazione non è di dare una informazione quanto più obbiettiva; ma solo di accontentare quella minoranza che vuol farsi dire quel che desidera. 

Naturalmente niente di nuovo e di diverso nel panorama generale, ma gli altri giornali non occultano la loro inclinazione. Di questo fornisce un ulteriore e significativo esempio il come viene presentato un fatto che dir significativo è dir poco, cioè l’archiviazione da parte del Tribunale dei ministri dell’accusa di sequestro di persone avanzata a carico di Conte, Salvini, Di Maio e Toninelli, per aver impedito lo sbarco a Siracusa di 47 migranti a bordo della Sea Watch. Il Corriere della Sera, dopo aver riportato a pagina 19, a capo pagina, con tutto il risalto dovuto, il rischio di un incidente diplomatico con il Portogallo per il giovane lusitano che rischierebbe vent’anni di carcere in Italia per aver cooperato al salvataggio di migranti nel caso Juventa; di seguito, a mezza pagina, sotto il titolo “Intercettata ‘nave madre’ dei migranti. Sbarca un barchino a sud di Lampedusa”, solo nel sottotitolo, aggiunge fra l’altro “Il Tribunale dei ministri sul caso Sea Watch”, per poi riferire in una trentina di righe la decisione, senza alcuna osservazione circa le evidenti conseguenze a favore della politica dei Porti chiusi, ma solo riportando le parole di plauso di Salvini. A sua volta, La Repubblica è ancor più stitica, se pur secondo lo stesso modello, cioè di presentare a pagina 11, a capo pagina, un titolone “Legati e picchiati volevano anche toglierci la bimba”, destinato a richiamare l’attenzione sui rimpatri di emigranti sbarcati in Italia, non più solo dalla Germania, ma anche dalla Svizzera, sempre con maniere brutali; dopo, a mezza pagina, sotto un titolo normale, “Altri cento sbarchi. Saviano: il governo è con gli scafisti”, riassume in nemmeno dieci righe la decisione del Tribunale dei ministri, limitandosi a commentare che arriva a “rafforzare Salvini”.

La tecnica della informazione faziosa è la stessa. Ridimensionare al niente di che la notizia, facendola precedere da un’altra capace di rendere evidente la resa negativa della politica anti-immigratoria, che da un lato ci espone ad incomprensioni con un Paese che ci tornerebbe utile per il braccio di ferro con l’Europa (Corriere); e dall’altro ci rende corresponsabili passivi del rimpatrio di emigranti sbarcati da noi, effettuato fra l’altro con sedativi e manette (Repubblica).

Ora non dubito che sarebbe stata accolta con titoli enormi in prima pagina la notizia di una diversa decisione del Tribunali dei ministri, che avrebbe avuto la forma di una delegittimazione dell’intero vertice del Governo; anche se avrebbe smentito la vulgata corrente di un Di Maio costretto a salvare Salvini, col voto della Camera contro la autorizzazione a procedere nei suoi confronti, perché avrebbe dimostrato che erano tutti sulla stessa barca. Ma non è che la decisione di accogliere la proposta del pubblico ministero nel senso di archiviare l’accusa, sia di scarsa o addirittura di quasi nessuna rilevanza. Qui conta la motivazione offerta dal Tribunale, che spiega la differenza fra la vicenda della nave Diciotti rispetto a quella della Sea Watch allora trattenuta fuori del porto di Siracusa. Essa consisterebbe nel fatto che la Diciotti era una nave militare italiana; mentre la Sea Watch è entrata in Italia in maniera unilaterale e senza le necessarie autorizzazioni della Guardia Costiera”.

Si può discutere su questa motivazione, trovarla equilibrata o pilatesca, ma essa suona chiara a cominciare dall’ultima trovata propagandistica della nostra Sea Watch, di cui i giornali in questione reclamano a gran voce l’autorizzazione ad attraccare a Lampedusa. Senza autorizzazione non può entrare; se lo fa, certo alla fine della storia i 47 emigranti saranno sbarcati, ma scatterà, con piena legittimazione, la multa di cinquantamila euro e il sequestro  della nave. Questo spiega la titubanza dei finanziatori, perché va bene farsi propaganda, purché sia a costo limitato allo stipendio dell’equipaggio e al consumo del carburante.

Quindi necessita solo una variante linguistica, a rimaner chiusi non sono i porti ma le acque territoriali. Che poi ci siano emigranti che arrivano a Lampedusa o che passano al confine a Nord-est o che siano riesportati nel Paese di arrivo è inevitabile,  ma questo gocciolamento è cosa ben diversa dai flussi enormi e continui del passato. La politica è l’arte del perfettibile , non del perfetto, che così sconta sempre un margine di scostamento rispetto all’intento perseguito.

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Franco Carinci


2 risposte a “Il caso Sea Watch smaschera le tecniche di informazione faziosa dei giornaloni cosiddetti “indipendenti””

  1. Avatar Nuccio Viglietti ha detto:

    Corriere e Repubblica proprio due fulgidi esempi di giornalismo indipendente…!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  2. Avatar Andrea Fazzi ha detto:

    E’ di questi giorni la notizia del rigetto da parte del TAR del Lazio del ricorso della Sea Watch relativo al decreto Sicurezza Bis.Ciò è da mettere in relazione alle manovre della Procura di Agrigento che sembra aver trovato un espediente “tecnico” per porre la nave in condizioni di reiterare il reato di immigrazione clandestina e cioè il sequestro seguito dal dissequestro….Assistiamo a un tentativo golpista di “resistenza”,ancora più inquietante perché posto in essere da un’autorità giurisdizionale,in spregio del principio cardinale di separazione dei poteri,molto simile a quanto avvenuto negli USA riguardo ai primi provvedimenti dell’ amministrazione Trump in materia di flussi migratori,paesi di provenienza che rivelano condizioni di criticità ecc.…Il sistema di “informazione”,in tutte le sue componenti,opera in modo continuo ed inesorabile nel senso di una sollecitazione superficiale di sentimenti allo scopo di provocare una reazione semplice,senzanessun approfondimento,anzi col chiaro intento di oscurare,obliterare gli elementi necessari a comprendere chiaramente il contesto entro cui avvengono i fatti.Si sovraespongono immagini di donne e bambini,il che ingenera un moto dell’animo facilmente orientabile e nessuno,nel mainstream,spende una parola sui criminali che hanno messo quelle persone in condizioni di essere trafficate per mezzo della reiterazione di un reato.IL SISTEMA MEDIATICO E’ COMPLICE DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI ATTUATO PER MEZZO DELLA REITERAZIONE DEL REATO DI FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. Anni addietro Chomsky&Herman scrissero un libro che è una pietra miliare riguardo le tecniche di orientamento e manipolazione poste in essere dagli operatori mediatici.Il libro,ce lo ricordiamo bene più o meno tutti,è “La Fabbrica del Consenso” e attingeva,nel reperire il materiale necessario a comprovare la tesi argomentativa,al contesto dell'”operazione Condor”,le manovre cioè nell’America centrale degli anni ottanta:contras/Nicaragua,Salvador,il caso di Oscar Romero…Gli autori dimostravano come,a seconda dell’imprimatur politico,a fatti che avevano un diverso statuto ontologico veniva data ,in sede descrittiva,valenza analoga e viceversa: fatti del tutto analoghi venivano descritti come diversi. Oggi,che ci troviamo in tempi apocalittici,e cioè di disvelamento,questo sporco gioco è sotto gli occhi di tutti,senza possibilità di farlo agire sottotraccia,sub limine,amplificandone perciò gli effetti nefasti.Oggi la mistificazione è demistificata,l’oscurità è portata alla luce del sole e prova ne sia l’attitudine e la capacità delle persone di procacciarsi le informazioni in modo indipendente servendosi delle enormi opportunità fornite dal Web.E’ così che si spiegano le rivoluzioni politiche in atto in primis negli USA,che tornano ad avere il ruolo di ispiratori e guida concreta,come è già successo nella Storia con la “S” maiuscola,ma anche in altre comunità,come l’Italia che è tornata ad avere un ruolo di primo piano nella definizione dei grandi processi politici…..

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