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“Granelli di Sabbia”: la lotta delle donne iraniane contro la dittatura clericale, nel silenzio dei media occidentali

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“Granelli di sabbia. Donne contro, sfida all’integralismo islamico e al patriarcato”. L’autrice Loredana Biffo ci presenta il suo nuovo libro

Se è vero che secondo la comprensione comune, la libertà di parola e la libertà di stampa sono i pilastri della democrazia, è altresì vero che le dittature usano queste per consolidare la loro regola. A tal proposito l’influenza di un regime potente come quello iraniano, gode del favore di alcuni media e intellettuali sempre solerti a dipingerlo come non è, magari anche solo sminuendone la ferocia. Come si può facilmente intuire, si tratta di un fattore corrosivo della democrazia, poiché diffondere informazioni non aderenti alla realtà, ha ovviamente una ricaduta sull’opinione pubblica. Questo è l’approccio che alcuni organi di stampa adottano nei confronti della dittatura religiosa che governa l’Iran, e che oltre a sopprimere le libertà fondamentali del suo popolo, lo fa anche con la libertà di stampa e di parola a livello nazionale e di alcuni media occidentali, alcuni consapevoli altri inconsapevolmente. 

Dopo anni di giornalismo di approfondimento sulla questione iraniana, e di studio in qualità di ricercatrice indipendente, ne è scaturita la necessità di scrivere un saggio partendo dalla condizione delle donne iraniane, che sono protagoniste nella lotta alla dittatura clericale. L’idea di questo libro nasce dalla volontà di portare a conoscenza dell’occidente la questione femminile in Iran e degli esuli che sono fuggiti dal paese perché condannati a morte in quanto oppositori politici del regime, per dare un’informazione rappresentativa della realtà rispetto a quella che ne danno i media, scarsa e spesso non aderente alla realtà, quando non addirittura contraffatta.

L’aspetto inedito e sconosciuto della rivolta che nella Repubblica islamica dell’Iran le donne stanno portando avanti da anni con l’elezione di Maryam Rajavi a presidente della Resistenza, è che esse si son fatte “soggetto sociale” determinante per l’attecchimento della democrazia in un paese islamico. Portatrici di secolarizzazione e diritti umani nello “Stato totale” iraniano, le donne hanno il coraggio di battersi (spesso a prezzo della vita) per ottenere un nuovo diritto di famiglia e di un mutamento nell’ambito una tradizione religiosa che le vuole inchiodate a ruoli non più accettabili. Chiedono il riconoscimento dei loro diritti come “individui” e aprono in tal modo la strada alla domanda di democrazia che il popolo iraniano vorrebbe ma che non è ancora riuscito ad ottenere a causa di un governo oscurantista e incapace di riconoscere i diritti umani a partire dalla condizione femminile, come fondamento di una società democratica, perché questo farebbe implodere tutto l’impianto fondamentalista degli ayatollah.

Un altro aspetto inedito della storia della dissidenza iraniana è il fatto che ha una dirigenza è composta oltre il cinquanta per cento da donne, sostenute fortemente dai compagni di lotta uomini, l’Iran è una società composta da una maggioranza di giovani sotto i 30 anni, che anela fortemente alla libertà e alla democrazia, ma schiacciata e oppressa da un regime oscurantista che oltre ad avere un ruolo importante nel terrorismo internazionale, è un fattore di destabilizzazione dell’area mediorientale. “Granelli di Sabbia” è un libro di testimonianza oltre che di analisi geopolitica e sociale, il testo ha avuto diverse difficoltà a vedere la luce, a causa dei problemi di cui sopra relativamente ad un’informazione che rispecchi la realtà iraniana, questo potrebbe essere un buon punto di partenza per la sua lettura e per rendere fruibile un approfondimento sul tema in controtendenza con la narrazione dominante.

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