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Estate serena per i “Competenti”, forse, ma non per milioni di italiani

di Matteo Milanesi, in Politica, Quotidiano, del

“L’estate è già serena e vogliamo che rimanga tale”, ha affermato il premier Draghi durante la conferenza stampa di giovedì scorso dopo il Consiglio dei ministri, che aveva appena approvato il nuovo decreto anti-Covid. Tra le novità, come noto, l’obbligatorietà del Green Pass dal 6 agosto per l’accesso a tutta una serie di attività e locali pubblici, la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre e nuovi criteri per determinare i colori delle Regioni (al 10 per cento delle terapie intensive occupate scatterà la zona gialla).

Insomma, nonostante la forte riduzione delle ospedalizzazioni nelle ultime settimane, e l’avanzamento della campagna vaccinale (quasi 30 milioni di italiani hanno già completato il ciclo), la linea del governo non lascia trasparire segnali di libertà. Se dall’altra parte della Manica il “liberi tutti” è già scattato dal 19 luglio, in Italia si rimane ancorati a nuove chiusure, a nuovi obblighi ed a parametri ancora stringenti.

Eppure, il presidente Draghi non ha tutti i torti: per il “governo dei migliori” l’estate è veramente serena. Si pensi al ministro Speranza, per esempio. Dopo aver lodato l’Esecutivo giallo-rosso nel suo libro poi prontamente ritirato, è stato riconfermato nella squadra del premier Draghi e si ritrova, dopo numerosi errori e scivoloni, a presiedere ad oggi uno dei ministeri più importanti, depositario delle libertà degli italiani. Oppure, si pensi al ministro della giustizia Cartabia, che nel giro di pochi mesi potrebbe passare da Guardasigilli a prima donna a ricoprire il ruolo di presidente della Repubblica. Insomma, non abbiamo alcun dubbio: i nostri politici sono serenissimi.

Nonostante tutto, potremmo dire la stessa cosa per un proprietario di una discoteca chiusa da oltre un anno? O per gli organizzatori di grandi eventi? Per i deejay? Per i ristoratori che dovranno vigilare come poliziotti chiedendo a ciascun cliente il Green Pass? Forse per loro non sarà lo stesso. Ed il clima di paura, di indecisione e di incertezza che l’attuale governo lascia trasparire di certo non aiuta.

Ad opinione di chi scrive, un’estate con mascherina, distanziamento, Green Pass, capienze limitate per i grandi eventi, non può essere definita “serena”. Anzi, mostra un’ulteriore prova dello scollegamento dalla realtà della classe politica italiana.

A corroborare questi tesi, poche ore prima della conferenza stampa del premier Draghi, è intervenuto il presidente della Camera, Roberto Fico: “Non mi sento vicino alle posizioni di chi dice qui si entra solo con il Green Pass. Non è possibile chiedere chi è vaccinato e chi no, è una questione che non c’è”.

Insomma, se non è possibile chiedere il certificato di avvenuta vaccinazione per deputati e senatori, come potrebbe riuscirci un cameriere o il proprietario di un bar al sabato sera, con centinaia di persone che si susseguono? Il problema non sembra essere preso in considerazione.

E ancora, durante la conferenza stampa, il premier Draghi ha spiegato che “il Green Pass dà garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose”. E allora perché il presidente ha chiesto ai giornalisti di effettuare il tampone, anche se tutti avevano già completato il ciclo vaccinale?

L’estate doveva portarci un’ondata di ottimismo, rassicurazione e una ripartenza carica di coraggio. Il governo sembra essersi incamminato sul sentiero opposto: quello delle restrizioni, dell’emergenza, dell’indecisione. Insomma, la paura – ancora una volta – ha vinto sulla speranza.

Matteo Milanesi


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