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Di Stefano incontra l’ambasciatore iraniano e promette di rafforzare i rapporti economici con Teheran

Dorian Gray di Dorian Gray, in Esteri, Quotidiano, del

Il 13 novembre il sottosegretario per gli affari esteri Manlio Di Stefano ha incontrato, alla Farnesina, l’ambasciatore iraniano in Italia, Hamid Bayat. Durante l’incontro, secondo le agenzie di stampa, il sottosegretario Di Stefano ha concordato con il rappresentante iraniano non soltanto sulle tematiche relative all’accordo sul programma nucleare e alla cooperazione in Yemen, ma anche nel voler “rafforzare” i legami commerciali tra Roma e Teheran. Ovviamente, l’incontro istituzionale si è concluso con una classica foto di rito, con due raggianti Bayat e Di Stefano.

Tutto normale – ovvero niente di nuovo considerate le note posizione di Di Stefano – quanto però tutto sbagliato. Sbagliato in primis perché, come ammesso il 14 novembre dal ministro Luigi Di Maio davanti alle Commissioni Affari esteri di Camera e Senato, non sono ancora state assegnate le deleghe alla Farnesina. Ergo, non si capisce in quale veste Di Stefano abbia promesso a Bayat di “rafforzare” le relazioni commerciali tra i due Paesi, soprattutto considerando il prezzo da pagare per il nostre Paese, date le forti sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica.

Peggiore è la questione dei diritti umani: già, perché è stato proprio Di Stefano a rappresentare a novembre l’Italia al Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra, nota come UPR-34. In quella occasione, dure condanne sono state espresse all’indirizzo dell’Iran per le violazioni dei diritti umani e la stessa delegazione italiana ha espresso critiche a Teheran per l’uso della pena di morte, le repressioni contro le minoranze, i diritti delle donne e la mancanza di azione per prevenire i matrimoni minorili. Di tutto questo, in occasione dell’incontro Bayat-Di Stefano, nelle agenzie di stampa non solo iraniane, ma anche italiane, non è uscito nulla.

Nuovamente, a quanto pare, il sottosegretario Di Stefano sembra perseguire una propria linea autonoma di politica estera che, tra l’altro, appare in contrasto con la forte appartenenza dell’Italia alla Nato e la sua alleanza preferenziale con gli Stati Uniti, sottolineate ieri dal ministro Di Maio. Lo stesso ministro che ieri, alla Camera, ha ribadito il diritto di Israele a difendersi davanti agli attacchi missilistici provenienti da Gaza, di cui in questi giorni è stata responsabile la Jihad Islamica Palestinese, un proxy iraniano, su cui – ancora una volta – il sottosegretario Di Stefano non ha avuto nulla da dire…

Dorian Gray

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