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CyberTech Europe 2019: occhi puntati sulle start-up israeliane

Avatar di Rebecca Mieli, in Economia, Esteri, Quotidiano, del

CyberTech Europe, il più grande evento europeo che riunisce quest’anno a Roma stakeholder di importanza globale nell’area della Cyber Security, ha ospitato un settore interamente dedicato alle start-up israeliane. Non a caso lo Stato ebraico venne definito la Startup Nation dal famoso saggio di Dan Senor e Saul Singer. Le ragioni alla base dell’incredibile proliferazione delle start-up (e dell’innovazione tecnologica) in Israele sono da ricercare nella sfida geopolitica che il Paese ha dovuto affrontare sin dalla fondazione.

“L’ombrello” di protezione esercitato dalle capacità informatiche non è altri che l’eredità del famoso qualitative military edge che ha permesso a Gerusalemme di difendersi contro avversari molto più numerosi. Non solo a livello militare però: il Paese necessita di strumenti per la protezione delle sue infrastrutture e per la società civile. L’ecosistema di innovazione civile e cyber security è particolarmente prolifero propria a causa di questa continua esigenza di scavalcare i limiti della ricerca e delle capacità numeriche di un Paese in continua competizione con se stesso.

Quest’anno la “Start-up Zone” allestita all’interno di Cyber Tech è stata particolarmente ricca di novità in diversi campi della sicurezza informatica. Ad esempio l’azienda Semperis opera per proteggere l’integrità dell’Active Directory (un insieme di servizi di rete, meglio noti come directory service, adottati dai sistemi operativi Microsoft a partire da Windows 2000), centrale per la sicurezza delle piattaforme online e dei dati degli utenti. Reflectiz, altra start-up presentata durante il convegno, fornisce metriche avanzate e dashboard di gestione interattiva per i proprietari di siti o app, nonché un attento monitoraggio in tempo reale delle modifiche che incidono sulle prestazioni della piattaforma stessa. Pianificata, invece, come un’applicazione da implementare per la gestione delle crisi (non solo incidenti informatici, ma anche disastri naturali e tanto altro) è la Be Strategic Solutions. Quest’ultima ha progettato una serie di soluzioni end-to-end finalizzate a sviluppare e migliorare le capacità di gestione di sistemi in caso di crisi.

Insomma, da Cyber Tech si può ricavare un bel quadro dello sviluppo tecnologico e dell’ecosistema dell’innovazione israeliana, nonché una serie di spunti e riflessioni sulle opportunità che una maggior cooperazione – in questo settore – tra Italia e Israele potrebbero rappresentare per il nostro Paese.

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Rebecca Mieli


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