• 25/05 @ 16:57, SPECIALE ITALYGATE/2 – Da Mifsud-Di Gabriele al dossier Steele, le scosse dello “Spygate” si avvertono fino a Roma,… https://t.co/hyujZyDwSN
  • 25/05 @ 16:56, La “guerra fredda” tra Stati Uniti e Cina non si combatte solo sul piano commerciale, di Laura Harth https://t.co/F25idUTmvF
  • 25/05 @ 16:55, Un uomo al centro del mirino: domenica notte sapremo chi avrà avuto ragione, se Salvini o i suoi critici, di Franco… https://t.co/89yP7IZmUJ
  • 22/05 @ 19:06, Le falsificazioni storiche e le strampalate tesi politiche di Scalfari per riscrivere l’esito del duello a sinistra… https://t.co/EaiJQordcQ
  • 22/05 @ 19:04, Ipocrisia e doppio standard delle femministe occidentali, improvvisamente cieche sorde e mute sulla sottomissione i… https://t.co/d6k3InSIai
  • 22/05 @ 19:03, Il martedì di Capaneo – Autonomie o non autonomie? Il vero problema è cosa ne vogliamo fare dell’Italia, di Dino Co… https://t.co/F1nzCwCl9m

Consigli, non richiesti, a ciò che resta di Forza Italia

Avatar di Roberto Penna, in Politica, Quotidiano, del

C’era una volta Forza Italia che determinava e guidava le coalizioni di centrodestra, nonché i governi del medesimo colore e pure qualche esecutivo sorretto dalle larghe intese. Oggi quel partito c’è ancora, ma incide molto meno sulla vita politica italiana, ottiene minore considerazione da parte dei media e anche, questo è l’aspetto peggiore per gli azzurri, degli elettori. Le elezioni politiche del 4 marzo scorso, quelle del sorpasso leghista, parevano un disastro per FI, tuttavia, se confrontate con le varie e successive consultazioni amministrative in diverse parti d’Italia, nelle quali FI ha ottenuto consensi da partitino, esse possono ancora essere viste come una prestazione elettorale quanto meno decente, grazie ad una percentuale non lontanissima da quella della Lega e ai meccanismi del Rosatellum. Ma un dato è certo, confermato dalle ultime amministrative: Forza Italia è un partito in costante calo elettorale!

Per fare un esempio, se il M5S va bene, per ora, a livello nazionale e male localmente, Forza Italia va male ovunque. A Roma come nella maggioranza delle città e regioni del Paese. È difficile capire quanta consapevolezza della situazione esista, ai piani alti di FI. Non leggiamo o ascoltiamo grandi discussioni circa il presente e soprattutto il futuro di questo movimento, eppure il declino elettorale è abbastanza evidente a tutti i livelli. Perlomeno il Pd prova ogni tanto a ragionare sui propri fallimenti, pur faticando a giungere a conclusioni costruttive, mentre i forzisti preferiscono nascondere i cocci sotto il tappeto. Senza dubbio non bisogna stupirsi di questo atteggiamento perché Forza Italia è per sua natura un partito estremamente verticistico e quindi dipendente dalle decisioni e anche dagli umori del momento di un sol uomo e di poche persone che lo circondano. Tutti gli altri non hanno molti spazi per aprire dibattiti e riflessioni interne. È sempre stato così, sia nei momenti d’oro che nelle fasi difficili come l’attuale. Però, quando si è vicini ad abbandonare il percorso difficile per imboccare la strada senza uscita che porta alla scomparsa politica, bisognerebbe reagire e almeno tentare di dare una vigorosa sterzata.

A questo punto, alcuni consigli amichevoli, sebbene non richiesti, potrebbero essere d’aiuto. Non avrebbe torto chi dovesse ritenere questo articolo come uno sforzo inutile per un partito il cui fondatore ha sempre ignorato qualsiasi tipo di ragionamento diverso dai propri, contornato da una claque di interessati yes men. Ma i liberali di centrodestra che non sono popolari, ovvero di tendenza PPE-Merkel-euroentusiasmo e nemmeno populisti, conservano ancora il ricordo dell’ottimo inizio di Forza Italia, dovuto certamente ad una bella intuizione dell’allora Sua Emittenza Silvio Berlusconi. FI nacque come partito liberale di massa, mossa da uno spirito più americano che europeo. Com’è storicamente assodato, l’American Way non durò molti anni e si passò presto al partito del capo, con conseguente emarginazione delle energie liberali, intellettuali e politiche, che avevano contribuito non poco alla nascita del nuovo contenitore azzurro e ponti d’oro, offerti invece a socialisti e statalisti.

La prima Forza Italia è però rimasta nel cuore di chi non si rassegna ad un Paese incapace di riformarsi da un punto di vista liberale e considerato che FI, pur con il fiato corto, ancora esiste, magari qualche umile e disinteressato consiglio può stimolare qualche volenteroso della base di quel movimento a dare inizio ad una sorta di pressing, rivolto al fondatore e a chi gli sta vicino. Per una volta a Forza Italia farebbe bene andare a rimorchio della Lega e ci spieghiamo subito. Quando apparve chiaro come la leadership di Umberto Bossi, minata dagli scandali tanzaniani e da alcuni pessimi collaboratori, non fosse più sostenibile, i seguaci di Alberto da Giussano optarono per un nuovo leader ed una rinnovata classe dirigente. La storia è nota e recente: Salvini raccolse un partito ai minimi termini per poi condurlo, elezione dopo elezione, al successo. Sicuramente Forza Italia è ancora abitata da qualche buona risorsa che per il momento si nasconde dietro le quinte e Silvio Berlusconi farebbe bene a cedere il timone e ad imitare sostanzialmente il suo amico Umberto, consigliando il riposo anche ad alcuni colonnelli ormai stanchi.

L’età del Cav è relativamente importante e qui non si vuole affatto fare della retorica giovanilistica alla Renzi. Il punto vero è che Berlusconi ha perso quell’appeal che fino a pochi anni fa convinceva il ceto medio e numerosi italiani che adoravano “Silvio” in modo quasi incondizionato, indipendentemente da cosa egli combinasse realmente. Per intenderci, oggi anche la famosa casalinga di Voghera si sta spostando o si è già spostata verso Salvini. Infine, non è più credibile fare mille promesse agli italiani come se ci si trovasse alla prima esperienza politica. Una nuova leadership farebbe bene quindi a venire alla luce e a prendere in mano un simbolo che non è ancora da buttare nella pattumiera, se spinto naturalmente da contenuti diversi rispetto alla semplice sopravvivenza politica del capo che può passare anche attraverso inciuci con chi è sempre stato lontano dalle esigenze dell’elettorato di centrodestra. Nuovi vertici che sappiano tornare alle origini liberali di Forza Italia, adattandole alla realtà e ai problemi di oggi. Il rilancio non può che avvenire tramite un conservatorismo liberale che capisca e non ignori ciò che preoccupa gli italiani in questo tempo, (immigrazione senza regole, erosione progressiva del tenore di vita, gabbia Ue), offrendo però delle risposte più rassicuranti e “fattibili” di quelle leghiste e pentastellate. Per risolvere i problemi bisogna entrare prima nel loro cuore, litigare se serve, ma anche trattare con chi di dovere. Buttarsi in serie trattative con chi comprime da anni lo sviluppo del Paese, fuori e dentro l’Italia, è certamente più impegnativo di qualche mossa propagandistica che ringalluzzisce l’orgoglio nazionale per un paio di giorni, ma permette di avere una soluzione duratura.

Se solo i forzisti o almeno buona parte di essi lo volessero veramente, questo sarebbe il momento ideale per una rifondazione di FI. Non ci sono responsabilità di governo e il dovere è soltanto quello di fare un’opposizione intelligente. Salvini ha finora azzeccato alcune mosse come il respingimento della nave Aquarius, che sono piaciute anche a tanti italiani non leghisti, ma siccome l’immigrazione non è l’unica emergenza del Paese, la Lega potrebbe trovarsi in difficoltà, presto o tardi, con gli alleati Cinque stelle sul fronte delle tasse e dei conti pubblici. Qui una rinnovata Forza Italia, più liberale che popolare, potrebbe dire la sua e frenare la caduta di consensi. Solo così i forzisti possono pensare di avere ancora un futuro, oltre Silvio Berlusconi. Altrimenti non rimangono loro che due opzioni: essere mangiati gradualmente dalla Lega o andare dietro alle sorti, nel bene e nel male, del fondatore.

Avatar

Roberto Penna


4 risposte a “Consigli, non richiesti, a ciò che resta di Forza Italia”

  1. Avatar marco bianchi ha detto:

    Ho votato Fi dalle prime elezioni. Nonostante le tante delusioni,mai una delle tante riforme vere promesse fatta,ho continuato a votarla fino alla prova disastrosa dell’ultimo governo.Invece di imporre elezioni,una volta resosi conto che i finiani erano più numerosi del previsto,ricorse al peggior trasformismo parlamentare. Gridò al colpo di stato ma approvò ogni provvedimento del Governo Monti.Ora poi si è presentato come il volto accettabile all’ue,orgoglioso come è di appartenere al ppe,a quel partito che con il pse ha gestito,e si vedono i risultati,la ue.Di quel partito Merkel diretto,responsabile del “colpo di stato”.Uno che ha affermava di “condividere interamente la strategia internazionale della Russia “.Che definiva fascista il primo presidente eletto e non filosovietico della Georgia attaccata dai russi. Che avrebbe votato Obama.Il cui ministro degli Esteri esaltava le “riforme” dell’ amico Erdogan. E mi fermo qui.È stata la più grande fregatura politica della mia vita.Dopo di lui di Fi si avrà un pallido ricordo. Magari un pò di rimpianto per quello che poteva essere e non è stato.

  2. Avatar Federico Libero ha detto:

    Leggere questi NECROLOGI mi annoia, eppure sono arrivato fino alla fine dell’articolo che piacerà, ne sono sicuro, a qualche nostalgica sciura impellicciata di visone.

    PS quanto agli statalisti-parassiti, Silvio ne fu il più fulgido esempio: ALITALIA compagnia di bandiera.

  3. Avatar Vegetti Giovanni ha detto:

    Ho votato FI perché non vi era un partito liberale, sarei contento della trasformazione di FI in liberal conservatore. L’errore del presidente Berlusconi è stato quello di fisarsi delle promesse di grazia di Napolitano, prima appoggiando Monti e poi Renzi, vedi che figura si fa ad ascoltare un comunista (fascista).

  4. Avatar Giulio ha detto:

    Di Forza Italia si può salvare solo il nome.
    Non ho mai capito l’ostinazione di voler far parte del PPE, pare che Silvio rifiutò la proposta di Cameron di creare un gruppo al parlamento UE con i Tories.
    Tuttavia nutro profonda riconoscenza per aver bloccato i comunisti nel 1994 e aver creato una alternativa.
    Serve un meccanismo democratico al suo interno, oggi nessuno può emergere. Capezzone è stato costretto ad andarsene ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2019, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy