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Come sopravviverà il cinema ai tempi del Wuhan Virus? Guardando ai drive in americani

Avatar di Gianfranco Ferroni, in Cultura, Quotidiano, del

Studiare con attenzione la storia economica degli Stati Uniti è sempre utile, anche in tempi di Wuhan Virus. Anche nel settore dello spettacolo, guardando come è cresciuto in America, tanti anni fa. Tutta l’economia dovrà essere al passo con i tempi, con e dopo il virus, e anche le attività legate al mondo della cultura e dell’intrattenimento. Una soluzione, velocemente realizzabile, riguarda il comparto cinematografico: un tema caro sia al ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini che al presidente dell’Anica Francesco Rutelli. Visto che le classiche sale cinematografiche saranno ancora chiuse per molto tempo, a causa dei vincoli rigidissimi per evitare la diffusione del virus, e in virtù dell’imminente arrivo della cosiddetta “bella stagione”, è il momento giusto per riportare in auge un’invenzione nata negli Stati Uniti, che ha avuto il suo massimo successo durante il boom economico: il drive in. Quando verrà restituita almeno la libertà di circolazione, ognuno a bordo della sua automobile, e con una prenotazione obbligatoria per evitare problemi legati al traffico, potrà assistere così alla proiezione dei nuovi film, senza alcun pericolo per gli altri. I grandi spazi non mancano, sia nelle città che in provincia: potrebbe essere un bel segnale di rinascita per tutte le attività culturali. E i drive in sarebbero utili anche per allestire alcuni spettacoli dal vivo. Pure i ristoranti potrebbero salvarsi, in questo modo. Basta andare a leggere la scheda sintetica che Wikipedia dedica al drive in:

“Il primo ristorante drive-in fu il Kirby’s Pig Stand, che aprì a Dallas nel 1921 antesignano dei fast food restaurant moderni. Caratteristica dei ristoranti era il servizio offerto dalle carhops, giovani cameriere succintamente vestite che servivano i clienti sui pattini a rotelle. Popolare tra i giovanissimi, il drive-in divenne uno dei simboli degli Stati Uniti degli anni cinquanta a seguito del boom automobilistico e della privacy che permetteva l’interno dell’auto. Addirittura il reverendo Robert Schuller a Garden Grove aprì la prima chiesa drive-in. Vi sono riferimenti ai drive-in in film come Grease, F.B.I. – Operazione gatto e American Graffiti (che si apre proprio con una scena ambientata in uno di questi locali), La leggenda di Al, John e Jack, e in telefilm facenti riferimento a quell’epoca come ad esempio Happy Days, in cui l’Arnold’s Drive-In è una delle principali location. Il primo drive-in italiano fu inaugurato il 29 agosto 1957 tra Axa e Casal Palocco a poca distanza dal litorale romano; lo schermo cinematografico, di 540 metri quadrati, si affaccia su un’area complessiva di 60 mila metri quadrati per una capienza di 750 automobili, ognuna delle quali fornita di altoparlante da agganciare alla portiera. Il primo film a venire proiettato nell’impianto fu La nonna Sabella di Dino Risi”.

Perché non ricominciare inaugurando in breve tempo un drive in con una proiezione dello storico film di Risi? Avendo cura di invitare al festeggiamento l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Lewis Eisenberg, per sottolineare il legame del Belpaese con l’America.

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Gianfranco Ferroni


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