• 17/11 @ 09:19, Day by Day: gli Uffizi in trasferta negli Usa e il Vinòforum Class a Roma, di @Ferronix https://t.co/A5ez4KS2oY
  • 17/11 @ 07:04, Libia, il punto dopo la conferenza di Palermo: successo o fallimento? di Emilio Minniti https://t.co/9AL48bcxxR
  • 15/11 @ 17:44, Perché i migranti scappano dai Centri? Hawala è la parola “magica” che spiega (quasi) tutto, di Giuseppe Morabito https://t.co/hmngG9S26p
  • 15/11 @ 17:42, Il giornalismo ai tempi del governo a cinque stelle: tra francesismi e cadute di stile, di Max Del Papa https://t.co/tZ6VWljIEB
  • 15/11 @ 08:05, Il nazareno bis: un argine di cartone al populismo, di @martinoloiacono https://t.co/RHH6PfV3fr
  • 14/11 @ 16:59, Day by Day: ebraismo e Israele nel cinema e un altro importante traguardo per Palermo, di @Ferronix https://t.co/j1wzrQDgIW

Quando ci si sente un po’ stranieri in patria, tra piccole furbizie editoriali, chiusure mediatiche, e un ostinato, ottuso, tenace ostracismo contro le idee e le persone liberali

Nessuna malinconia, nessun’acredine, nessun risentimento. Siamo sufficientemente adulti, qui ad Atlantico, per conoscere alcune abitudini e attitudini italiane: della politica, dei media, degli editori, dei “potenti” di ogni ordine e grado. E per conservare, a dispetto di tutto, ottimismo, determinazione, volontà di far circolare idee (speriamo buone).

Qui, nel nostro piccolissimo, armati solo di qualche mozzicone di matita, ma forse con qualche strumento di lettura originale e non provinciale della realtà, abbiamo “visto prima” un po’ di cose in questi anni: da Brexit a Trump, dalle crisi bancarie alle fragilità europee, passando per le tensioni in Germania. Quando quasi tutto e quasi tutti sostenevano il contrario, con una sicumera indimenticabile.

Prima con una piccola newsletter personale, e poi con questa testata che è un’orchestra di voci (a partire dall’intelligenza e dalla profondità di analisi di Federico Punzi), ho e abbiamo cercato di fornire un punto di vista diverso, e proseguiremo a farlo. Letteralmente, “un punto di vista”: cioè un punto da cui vedere, o provare a scorgere, quello che a volte sfugge a chi ha chiavi di lettura diverse.

Personalmente, devo anche essere molto grato a due testate – La Verità e Italia Oggi – che mi hanno consentito di proseguire – e in qualche misura estendere – una ricerca, una riflessione, usando il più possibile sfumature e nuances liberali, pro mercato e atlantiste.

Su un altro piano – in questo caso da lettore – ho altrettanto motivo di gratitudine per un pugno di personalità, di commentatori, giovani e meno giovani, che a loro volta, dove e come possono, mi pare compiano un tentativo analogo, immagino con passione e fatica simili.

Eppure, di tanto in tanto, ti trovi ad avvertire un filo di sconforto. La grande stampa, il sistema radiotelevisivo, l’informazione mainstream e i loro editori di riferimento, pur disponendo di mezzi e risorse incredibili, di centinaia e centinaia di firme, di volti e di voci, sembrano incredibilmente chiusi alle persone e alle idee liberali.

Vedo in tv (e mi è simpatico, anzi forse meglio le sue improvvisazioni di molto altro e di molti altri…) l’ex senatore Razzi, con spazi addirittura quotidiani (?!?); vedo intrattenitori mediocri e inconsistenti, e fieri di quella inconsistenza, alla guida di rilevanti segmenti di informazione politica radiotelevisiva; vedo e leggo piccole furbizie editoriali; vedo ovunque le stesse facce di “esperti” che da anni non ne azzeccano una, ma sono sempre lì a pontificare; vedo e leggo direttori artisti della censura (forbici d’oro?), non appena si trovino a disporre di tribune rilevantissime; vedo e sento – in radio di tutti i tipi – propaganda furbetta, attitudine a escludere voci, a selezionare ciò che “può” e ciò che “non può” esser fatto circolare. In altre parole, avverto, con rare e preziose eccezioni, un ostracismo tenacissimo verso chi (e verso ciò) che è percepito come non omologato, come non classificabile, come liberale irregolare.

Ci si sente un po’ stranieri in patria, qualche volta. Ma non è una buona ragione per perdere sorriso, buona volontà, serenità di analisi, e costante desiderio di andare oltre schemi, schemini e pregiudizi. Proseguiremo a farlo.

Daniele Capezzone


4 risposte a “Quando ci si sente un po’ stranieri in patria, tra piccole furbizie editoriali, chiusure mediatiche, e un ostinato, ottuso, tenace ostracismo contro le idee e le persone liberali”

  1. Marco ha detto:

    Salve Daniele,
    sono cose che ben conosci dai tempi della militanza radicale. Purtroppo se non sei inserito all’interno di una componente più ampia sei destinato all’irrilevanza. Sono a conoscenza della presenza di ragioni molto profonde, anche personali, che ti portano ad escludere il tuo rientro all’interno di Forza Italia. Ma oggi mi sembra l’unico modo per tornare a dare luce alle idee liberali. Il partito è in difficoltà, rischia l’estinzione. Un innesto di idee, una visione “forte” per il rilancio delle idee liberali e liberiste, sarebbero fondamentali e, forse, oggi nella difficoltà, ancora più apprezzate.
    Grazie.
    Un saluto.

  2. Angelo Federico ha detto:

    Certo, bisogna essere coerenti con i punti fermi e corretti per una sana e sostenibile politica economica. Tutto il contrario di quanto hanno fatto i partiti tradizionali compreso Forza Italia da sempre sostenitori del deficit spending e debito infinito. Pagano costoro tutta la loro insipienza. Ed è giusto così. Forse gli elettori cominciano a rendersi consapevoli di quanto e fino a quanto sono tati buggerati. “Si frodare qualcuno forse indefinitamente, si può frodare tutti talvolta. Ma non si può frodare tutti per sempre”. Caro on. Capezzone tenga duro, sia coerente con i principi liberali e soprattutto razionali di una politica sana e sostenibile e vedrà che si accorgeranno tutti della differenza coi bifolchi politici del passato.

  3. Andreola Guasconi Baistrocchi ha detto:

    Solo grazie !

  4. gianluigi cimino ha detto:

    Carissimo Daniele, Non mollare…!
    Nemo propheta in partia, e’ un vaccino culturale che ti hanno dato I tuoi studi classici.
    Hai ragione, ci sisente stranieri in Italia se si cerca un po’ di nesta’ intelletuale e un minimo di giustizia.
    Ci sono gli impazienti come me che sono emigrati per poter respire meglio e gli eroi come te che trovano la forza di continuare a lottare. Ti ringrazio perche’ sei unno dei pochi che non mi fanno vergognare di essere italiano. Il primo dei commentatori di questo tuo sfogo ti suggerisce di esperire un tentative In FI, pensaci non vedo molto altro in giro di liberal compatibile. Inoltre la elezione di Carlo GIacometto a deputato mi permette di apprezzare almeno un altro uomo politico di livelllo in questa povera Italia. Siete giovani, siete portatori di speranza e di onesta’.
    Continuate a provarci! Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy