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Ci sono i liberali e poi ci sono i “liberal”, guai a confondere…

Mattia Sisti di Mattia Sisti, in Cultura, Quotidiano, del

Ci sono tanti termini per designare chi crede nel libero mercato in ambito economico ed è progressista per quanto riguarda tematiche etiche. Di gran lunga i due più usati sono quelli di liberale e liberal. Eppure, in maniera paradossale, questi due termini non indicano la stessa categoria di persone, come si è erroneamente portati a credere data la loro somiglianza.

I liberali vogliono meno ingerenze nelle loro scelte economiche e private; sono, dunque, favorevoli ad una minore tassazione (o nei casi più estremi all’eliminazione in toto delle tasse in quanto “lavori forzati” come sosteneva Robert Nozick), ad un stato più leggero e meno paternalistico che non dica ai cittadini come dovrebbero comportarsi, ma che lasci questa scelta alla sensibilità di ognuno di noi. I liberal hanno idee molto diverse. Essi vogliono più tasse, specialmente per i ricchi; e vogliono anche uno stato che intervenga attivamente nel libero mercato, ad esempio, tramite un sostegno economico ai più poveri in forma di assistenzialismo o welfare. I liberal la pensano diversamente dai liberali anche in materie etiche. I primi sono a favore di una tutela quasi fanatica delle minoranze ‘etiche’, quali transessuali, gay, lesbiche e religiose, come musulmani, indù etc. Come ho scritto precedentemente per Atlantico, i liberal utilizzano lo strumento del politicamente corretto per silenziare chi si oppone, su basi religiose e/o etiche, ad esempio, alla teoria gender. Anche i liberali sono favorevoli a tutelare le minoranze sia etniche che religiose sulla base del rispetto delle scelte personali e private. Ma essi non si sognerebbero mai di ridurre chi si oppone a queste scelte al silenzio, anche se pensano che questi siano nel torto. La ragione è che i liberali credono fermamente nella libertà di scelta di ognuno: chi vuole essere contro la teoria gender può e deve manifestare il suo dissenso, a patto che questo non interferisca nelle scelte altrui.

In sostanza, i liberali e i liberal divergono su un punto fondamentale per quanto riguarda le loro idee economiche ed etiche. I liberal sembrano essere fermamente convinti di sapere meglio di noi come la società nel suo complesso dovrebbe condurre l’economia e come i cittadini dovrebbero comportarsi nella propria sfera privata. Al contrario, i liberali non hanno questa pretesa di universalismo: lasciano che ognuno di noi sia libero di compiere le proprie scelte, giuste o sbagliate che siano, nella propria indipendenza. Per questo motivo, come credo molte persone di buon senso, sono portato ad indentificarmi come liberale piuttosto che come liberal. Ed è per lo stesso motivo che ogniqualvolta mi viene chiesto ad Oxford (dove studio) con quale schieramento politico mi identifico maggiormente rispondo sempre: free marketer but not liberal (“colui che crede nel libero mercato ma non è liberal“). In altre parole: liberale.

Mattia Sisti

Mattia Sisti

Difensore accanito del libero mercato in economia, libertario per quanto riguarda tematiche etiche e atlantista in politica estera; ma sono anche un grande amante della filosofia, in particolare di Platone e Nietzsche. Dopo una laurea in Filosofia all’Università Vita-Salute-San Raffaele di Milano e un master in Filosofia Antica presso l’Università di Durham in Inghilterra, mi sono trasferito in Cina, a Pechino, per uno stage di circa 6 mesi presso la Camera di Commercio Italiana. Attualmente sto svolgendo un Dottorato in Filosofia presso l’Università di Oxford.

6 risposte a “Ci sono i liberali e poi ci sono i “liberal”, guai a confondere…”

  1. Federico libero ha detto:

    Piccolo esempio di due comportamenti diversi davanti ad un problema banale.
    Il cattivo comportamento di rompere bicchieri o bottiglie di vetro fuori dai bar della movida.
    Il LIBERALE multa il singolo che si comporta male.
    Il LIBERAL proibisce l’uso di bicchieri e bottiglie di vetro a tutti.

  2. Pietro Di Muccio de Quattro ha detto:

    Ottimo esempio, caro Federico!

  3. Giulio ha detto:

    Il problema è che in USA e UK c’è solo la parola “liberal”, quindi come fanno i liberali a definirsi ? In USA liberal è praticamente una parolaccia, rischio di prendermi una torta in faccia.
    “free marketer but not liberal” è troppo lungo da dire, si potrebbe dire “Classical Liberal ?” In USA si potrebbe dire Libertarian, ma in Italia non è un sinonimo di Liberale (Milton Friedman mi risulta che si definisse liberal, ma non nel senso attuale). Forse liberal-conservative ? Right-liberal ? Neo-liberal invece mi fa orrore come termine.
    Per risolvere il problema, sarebbe meglio che i nemici della libertà la smettessero di definirsi “liberal”, e che si definissero per quello che sono: progressisti e socialisti.

    • Mattia Sisti Mattia Sisti ha detto:

      Caro Giulio,
      Sollevi una tematica molto interessante. Devo confessare che a parte free marketeer io non sono riuscito a pensare ad un altro termine. Magari è venuta l’ora di inventarlo!!

  4. Italo Santopietro ha detto:

    Giustissimo Giulio, più chiaro di così non si può,
    complimenti.

  5. Enzo ha detto:

    Libertarian si può usare per definire i liberali americani.

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