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Ammesso che per Dio non esistano stranieri, per “Cesare” esistono eccome: Bergoglio e la “coranizzazione” del cristianesimo

Avatar di Alfonso Piscitelli, in Cultura, Politica, Quotidiano, del

“Nessuno è straniero per Dio”, ha detto il Papa e la sua frase sembrerebbe trovare un immediato riscontro nell’affermazione di Paolo per cui “in Cristo non c’è più greco né ebreo”. In verità quella frase si riferiva al fatto che la fede dovesse essere predicata universalmente, oltre gli steccati nazionali (un’esigenza di base del cristianesimo che stride con l’assunto di Bergoglio che con gli altri bisogna solo “dialogare”, sempre col capo piegato e il cuore contrito, senza mai fare proseliti).

“Nessuno è straniero per Dio”: frase potente, di sapore tolstojano. E tuttavia, se con quella suggestiva espressione si vuole affermare un ideale di inclusività assoluta, il “detto di Bergoglio” rischia di sollevare problemi qualora si volessero cercare fonti bibliche ed evangeliche a supporto. 

Nell’Antico Testamento Dio ha un popolo, quindi marca nettamente la differenza tra “i suoi” e gli stranieri. Nel Nuovo Testamento il popolo storico si sublima in una comunità di fede. E per delimitare l’appartenenza a quel popolo vale un detto ben poco petaloso del Cristo: “Molti sono chiamati, pochi sono gli eletti”. D’altra parte, la Gerusalemme Celeste immagine del Paradiso che scende in terra alla fine dei tempi ha poderose mura, come ogni città che si rispetti.

Ma veniamo al punto, quando anche fosse vero (e non è vero) che “Per Dio non ci sono stranieri”, il punto è che per il Cesare gli stranieri ci sono, anzi la distinzione tra cittadino e straniero è fondativa della politica. Il confine erige la società civile e la distingue dalla giungla. Ovviamente il confine si apre e si chiude secondo principi di opportunità e qualche volta addirittura di equità, ma non lo si lascia mai sguarnito. Non lo si affida certo alle intenzioni della Carola di turno.

Il cristianesimo ha avuto uno straordinario impatto sulla evoluzione delle istituzioni politiche d’Occidente proprio per quella distinzione fondamentale: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Con quella frase Cristo pone il germe della laicità della politica. Dare a Dio quel che è di Dio significa che l’Imperatore non può essere divinizzato e che in generale il potere politico non può essere sacralizzato. Ma, a sua volta, Dare a Cesare quel che è di Cesare significa affermare che alla politica deve essere riconosciuta la sua autonomia; devono essere rispettate le realistiche esigenze del “fare Stato”. Questa è la base del realismo politico che è fortemente intriso di vero cristianesimo.

Chi non ha capito questa lezione ha cercato di imporre con inevitabile violenza il paradiso in terra, sognando purificazioni assolute e conseguenti stermini. La distinzione tra esigenze spirituali e temporali è uno dei grandi punti di separazione tra cristianesimo e islam. Nell’Islam vige la Sharia, ovvero l’ideale della congiunzione di legge religiosa e legge civile. In base a quella congiunzione però il peccato diventa reato, e si lapidano le adultere o i bevitori di alcool. Diciamolo chiaramente, Bergoglio attua una “coranizzazione” del cristianesimo mirando a trasformare comandamenti spirituali in decreti legge.

Ma l’amore per decreto legge non ha mai funzionato. Per questo sbaglia Bergoglio a voler imporre dallo scranno più alto di Santa Romana Chiesa quella che è una tentazione perpetua dei Gesuiti: politicizzare la religione e imporre alla vita politica una asfissiante cappa religiosa. Il rispetto del “Cesare” con il conseguente realismo politico è la via di un cristianesimo più riflessivo e diciamo pure più autentico. E quando anche per Dio non esistano stranieri, per il “Cesare” esistono eccome.

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Alfonso Piscitelli


12 risposte a “Ammesso che per Dio non esistano stranieri, per “Cesare” esistono eccome: Bergoglio e la “coranizzazione” del cristianesimo”

  1. Avatar Nuccio Viglietti ha detto:

    Frankie fatti no parole…vediamo possenti mura e portoni vaticani per niente incrinati da tuoi sproloqui…come conti correnti d’altronde…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  2. Avatar Federico libero ha detto:

    E se Bergoglio fosse l’Anticristo in terra?

  3. Avatar Andrea Fazzi ha detto:

    Eccellente articolo che mette i puntini sulle “i” e aiuta a fare chiarezza oggi,nel pieno della tempesta e del caos mediatico.”A Cesare quel che è di Cesare e a DIO quel che è di DIO” è la direttiva che promana direttamente dal Signore Gesù in un contesto molto particolare e cioè la guerra,in quella fase ancora silente e sotto traccia,che i farisei muovono al Maestro tentando di indurlo ad autorizzare il superamento della legge secolare sulla base della superiorità della legge morale e di coscienza così come Lui andava dimostrando e spiegando in modo che poi sarà definitivo.Ebbene,in tale circostanza,la grandezza di Gesù si manifesta clamorosamente ancora una volta,la trappola è disinnescata,e la superiorità della dimensione spirituale,interna,della coscienza non può mai essere invocata per rompere la legge degli uomini,ingenerare il caos,arbitrio,disobbedienza.Ricordo che anche Paolo di Tarso diceva che occorre rispettare sempre chi “porta la spada”,i rappresentanti cioè del potere nel senso più schietto:quello militar/poliziesco.Su un piano profano, ma comunque di altissima ispirazione morale, anche Platone ci ricorda che Socrate non volle sottrarsi ad una condanna ingiusta proprio per non “rompere” il sistema della legalità.L’argomentazione bergogliana invece sembra estrapolare dal contesto della dottrina religiosa un principio assolutamente sacrosanto:l’uguaglianza e la fratellanza di TUTTI gli uomini,senza distinzioni,in quanto tutti figli del PADRE-e utilizzare tale principio per superare le pastoie della legge secolare senza crearsi troppi grattacapi.Brigate Rosse e Nap giustificavano i loro crimini nello stesso modo,infatti se il capitalista borghese ha accumulato ricchezza in modo parassitario alle spese di chi guarda il mondo dal basso,allora i rappresentanti di quest ultimi potranno procedere all'”esproprio proletario”,anche violento, e se qualcuno ci lascia le penne poco male dato che il capitale attua continuamente veri e propri genocidi.Nel profondo della mia coscienza io so bene che nessuno è straniero e sono pronto ad aiutare chiunque abbia bisogno,tuttavia nella complicatissima instaurazione e regolazione dei rapporti tra individui ed entità di vario genere,politico,etnico,sociale,l’appartenenza o meno alle suddette entità è criterio cardinale ed imprescindibile……

  4. Avatar Giorgio ha detto:

    Essere cristiani significa per lo meno sapere tutto questo giusto Ma i cristiani che dicono di esserlo e invece servono solo Cesare finiscono di essere loro dei massuimani e ora di smetterla voi ipocriti di scagliarsi contro Bergoglio siate cristiani veramente e questo che esorta Bergoglio saluti

  5. Avatar Cristian ha detto:

    Ma se Dio è ovunque, nel tempo e nello spazio, come farebbero per lui ad esserci stranieri… È così semplice e logico da capire che per lui non possano esserci stranieri…. Il papa ha ragione… Basta usare la ragione.

  6. Avatar Carla ha detto:

    Il popolo eletto non è più eletto da quando è stato ucciso Gesù Cristo Gesù Cristo è stato dato a tutti Infatti dobbiamo andare in tutto il mondo o il mondo deve venire a contatto con il cristianesimo Siamo arrivati a quel punto

  7. Avatar Giovanna ha detto:

    Allora sarà bene che Salvini la smetta di baciare rosari e di invocare la benedizione della Madonna per assicurarsi la vittoria elettorale.

  8. Avatar Domenico Carlucci ha detto:

    Bell’articolo. Chiaro. Cominciamo a mettere i puntini sulle i. Brutto presagio quel “buonasera”….

  9. Avatar Dino ha detto:

    Quanta, quanta confusione! Povero Cristo! E quante “presunte dotte citazioni” spropositate!
    “AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO VI HO AMATI”, ovvero fino a dare la propria vita per la vita del fratello (fate “questo” in memoria di me), è l’unico “consiglio” che il Maestro, figlio del Dio vivente, ci ha lasciato. Ed è per tutti gli uomini!
    Ciascuno ne tragga per sé le conseguenze!
    Qui si che si puo dire, come qualcuno ha già scritto: “fatti, non parole”.

  10. Avatar Silvio Barbata ha detto:

    La frase di San Paolo di basa sul significato del battesimo…. dunque altro se non ci sono stranieri: la discriminante è la fratellanza in Cristo con il battesimo.

  11. Avatar alessandro ha detto:

    veramente difficile commentare una riflessione che mischia elementi veri sapientemente con falsità clamorose. L’affermazione del papa è più che corroborata basti citare “ero straniero e mi avete ospitato” (Mt 25). Non si può interpretare inclinandola politicamente a destra o a sinistra. Evocare una “coranizzazione” operata per giunta dal papa è quanto di più scorretto e fazioso si possa pensare.. addirittura scriverlo è indecente… vergogna

  12. Avatar Aldo ha detto:

    Quando il Pontefice dice che per Dio non esistono stranieri non fa altro che ribadire un concetto fondamentale del Cristianesimo e non si capisce perché si vuole far dire al Papa che gli stati,i confini,le leggi non esistono.Certo che esistono ma immaginare Dio che guarda al.mondo con una carta geografica è semplicemente ridicolo.

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