• 26/09 @ 18:07, Dopo il Covid un’altra minaccia dalla Cina: la bolla immobiliare spaventa i mercati e il Partito comunista, di Mich… https://t.co/uZuWueZRxM
  • 26/09 @ 18:06, Draghi si presenta agli industriali con la sua vecchia ricetta: svalutazione interna, di Musso https://t.co/s2vPwWJqsy
  • 19/09 @ 16:23, Aukus, il nuovo patto anti-Cina: deterrente nucleare all’Australia e velleitarismo Ue smascherato, di Daniele Melon… https://t.co/eiiMaU7k2i
  • 19/09 @ 16:22, Un atto di forza bruta: il Super Green Pass fa strage di diritto e libertà, di Federico Punzi https://t.co/ZwYAGveKjX
  • 16/09 @ 16:04, Scandalo Lamorgese: “Poteva capitare ovunque”, la ministra Pilato se ne lava le mani, di Max Del Papa https://t.co/ji8FmMxJpy
  • 16/09 @ 16:03, Le due Leghe: come andrà a finire lo scontro (sempre più manifesto) tra LegaEuro e LegaSalvini? di Musso https://t.co/3PGIBUshtj

Altro che fuga post-Brexit! Dopo Nissan, anche Stellantis sceglie il Made in Uk per le sue auto elettriche

di Daniele Meloni, in Economia, Esteri, Quotidiano, del

Lo stabilimento della Vauxhall di Port Ellesmere non lascia, anzi, raddoppia. Il governo britannico ha infatti raggiunto un accordo con Stellantis – il quinto gruppo automobilistico al mondo – per la costruzione di van e veicoli elettrici lì dove nel 1964 fu prodotta la prima auto della casa britannica, la Vauxhall Viva.

L’investimento della multinazionale dell’auto, guidata dal ceo Carlos Tavares, sarà di 100 milioni e garantirà oltre mille posti di lavoro nell’azienda e nella supply chain nel Cheshire. Boris Johnson non ha perso tempo e ha esultato sui social definendo la mossa di Stellantis un “investimento e una mozione di fiducia nei confronti del nuovo Regno Unito post-Brexit e nelle sue politiche commerciali”. Anche il ministro per il business, Kwasi Kwarteng, ha rimarcato la “grande tradizione di Ellesmere Port nella produzione di automobili” e il “futuro roseo dell’industria dell’automotive britannica”.

Le auto prodotte dalla fabbrica saranno 8 e abbracceranno tutta la gamma di van e auto dei marchi di Opel, Peugeot, Citroen e, naturalmente, Vauxhall. Il governo Tory e Stellantis si sono ritrovati negli obiettivi: da una parte dare impulso alla Green Industrial Revolution lanciata da Johnson – e sostenuta dall’erede al trono, il Principe di Galles, Carlo – e, dall’altra, di giungere alla carbon neutrality entro il 2025.

Il contributo del governo alla transizione dello stabilimento dalla produzione di veicoli a benzina e diesel a quelli elettrici si aggirerebbe attorno ai 30 milioni di sterline, anche se lo stesso Kwarteng non è voluto scendere nei dettagli dei numeri forse per sminuire l’intervento degli aiuti di Stato e il relativo impegno di denaro pubblico a carico dei contribuenti.

Per l’industria dell’automotive britannica si tratta della seconda grande buona notizia nell’ultimo mese, dopo quella dello scorso 28 giugno riguardo l’espansione della Nissan a Sunderland. Nel nord-est del Paese, infatti, saranno creati 1,650 posti di lavoro a fronte di un investimento nelle auto elettriche di 1 miliardo di sterline e della nascita di un nuovo sito di produzione di batterie per il loro funzionamento, gestito da Envision EASC, partner dell’azienda nipponica. Johnson ha ribadito più volte che dal 2030 la vendita delle auto diesel e a benzina sarà proibita nel Regno Unito, anche se alcuni veicoli ibridi potranno comunque circolare. Se nel post-Brexit il presidente di Nissan, Ashwani Gupta, aveva messo in dubbio la permanenza del colosso automobilistico nel Regno Unito, lo stesso ha dichiarato giovedì scorso alla Bbc che “Nissan userà la Brexit come un’opportunità” e che “l’impegno del governo britannico per il mondo del business ha convinto l’azienda a investire in un business sostenibile e remunerativo”.

Daniele Meloni


Atlantico Quotidiano © 2021, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy