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Se Khamenei celebra la Rivoluzione islamica con una copia del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Nulla da ridire a sinistra?

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Qualche giorno fa – in occasione delle celebrazioni per i quaranta anni dalla Rivoluzione islamica del 1979 – la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha pubblicato un messaggio dedicato alla cosiddetta “seconda fase della Rivoluzione”. Il testo del messaggio è, neanche a dirlo, dedicato ad una serie di elogi per quanto raggiunto dal 1979 ad oggi dalla Repubblica Islamica. Un elenco di successi in cui, chiaramente, non c’è spazio alcuno per un ragionamento critico, per una qualsiasi forma di pentimento (anche blanda) o per la consapevolezza di tutto quello che il popolo iraniano non ha avuto dal 1979 ad oggi.

Ciò su cui intendiamo soffermarci, stavolta, non è il testo, ma l’immagine che Khamenei ha deciso di mettere in alto alla sua dichiarazione: si vede la Guida Suprema davanti ad una pletora di persone, uomini e donne, dove gli uomini rappresentano tutte le fasce della popolazione (dai clerici ai lavoratori, passando per i pasdaran) e le donne sono tutte praticamente identiche, velatissime e sommesse. Chiaramente, chi ha fatto questo disegno si è ispirato al famoso quadro “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, conservato oggi a Milano al Museo del Novecento. Quel quadro, per il “divisionista” Pellizza, doveva rappresentare l’ascesa della classe dei lavoratori, emblema dell’ascesa del popolo e dei suoi diritti all’interno della vita politica italiana.

Ora, che un simile quadro sia d’ispirazione per qualsiasi cosa riguardi il regime iraniano, dovrebbe provocare la rabbia di tutto il mondo progressista occidentale. Che questo quadro ispiri un regime che opprime le donne, impicca i gay, soffoca i diritti delle minoranze etniche e religiose, finanzia il terrorismo internazionale e nega l’Olocausto, dovrebbe far gelare il sangue a tutti coloro che si dicono fieramente di sinistra. Purtroppo, al contrario, passa tutto in sordina. Non solo perché nessuno fa caso a questa immagine diffusa da Khamenei, ma anche perché se anche qualcuno a sinistra ci facesse caso, avrebbe probabilmente parole d’elogio per un regime che, negli ultimi anni, ha flirtato con tutto il mondo progressista occidentale (da Obama fino alla Mogherini, passando per le varie Bonino della situazione).

Una vergogna per tutto l’Occidente, una vergogna per tutto il mondo progressista, una vergogna per ogni persona che, liberamente, intende definirsi – oggi come ieri – di sinistra.

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