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Al-Rahi non si fa intimidire e rilancia: dialogo con Israele. Mentre da Teheran arrivano minacce

di Dorian Gray, in Esteri, Quotidiano, del

Il Patriarca maronita libanese Bechara al-Rahi torna a far parlare di sé. Due giorni fa vi avevamo raccontato della protesta dei militanti di Hezbollah contro al-Rahi per le sue coraggiose parole contro la corruzione e l’interferenza iraniana nel Paese, per una inchiesta autonoma sulle esplosioni al porto di Beirut e per una conferenza internazionale in grado di garantire la neutralità del Libano. Parole che hanno infiammato il gruppo terroristico Hezbollah, ormai sempre più in crisi di consenso nel Paese.

Ma al-Rahi non si è lasciato intimidire, anzi fa un coraggiosissimo passo in avanti: intervistato dal canale tv americano in lingua araba al-Hurra, il Patriarca maronita dichiara pubblicamente di sostenere il dialogo di pace con Israele, fondato sull’iniziativa araba del 2002, decisa proprio in un summit a Beirut. Non solo, dichiara anche di sostenere le politiche dei Paesi del Golfo verso Israele, ovvero i cosiddetti Accordi di Abramo (anche se non vengono menzionati direttamente). Infine, denuncia che questo dialogo con Israele oggi in Libano non è possibile ufficialmente, perché a decidere non è il governo libanese, ma un partito politico, Hezbollah, che è in realtà il solo in Libano a parlare di guerra contro lo Stato ebraico.

Mentre al-Rahi pronunciava queste parole di pace, dall’Iran arrivavano minacce in pieno stile mafioso. Intervistato da Russia Tv, l’ex ministro della difesa iraniano, il Pasdaran Ahmad Vahidi, minacciava i Paesi del Golfo, affermando che se Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain decidessero di creare una alleanza con “il nemico sionista”, questa causerebbe dei contraccolpi molto potenti, “che avrebbero per loro conseguenze catastrofiche”. Molto ora dipenderà dalla volontà della comunità internazionale di sostenere il processo degli Accordi di Abramo, avviato grazie all’iniziativa dell’ex presidente Usa Donald Trump.

Dorian Gray


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