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Chi ѐ Brett Kavanaugh, il giudice scelto da Trump per la Corte Suprema

di Fabio van Loon, in Esteri, Quotidiano, del

Il nome di Brett Kavanaugh, il nuovo giudice scelto ieri dal presidente Trump per sostituire il giudice Kennedy, è sulle labbra di tutti. Il nuovo candidato per la Corte Suprema degli Stati Uniti è secondo molti rappresentativo di un avido strategismo legale da parte della Casa Bianca. Un conservatore dimostrato, Kavanaugh ha svolto un ruolo importante nella stesura della petizione per l’impeachment di Bill Clinton. Nel 2000 ha lavorato al processo legale per il riconteggio dei voti in Florida che ha assicurato la presidenza a George W. Bush. Nel 2001 inizia il suo lavoro come avvocato della Casa Bianca e diventa – poco dopo –  il chief of staff alla presidenza Bush.

DIFENSORE DELL’ESECUTIVO

Un forte difensore del potere esecutivo, la scelta di Kavanaugh accade in un momento cruciale per l’amministrazione Trump, tutt’ora coinvolta nell’indagine di Mueller. Il neo-giudice si è espresso nel 2009 dicendo:

“Credo sia cruciale che il Presidente si possa concentrare sui suoi infiniti compiti con il minimo delle distrazioni. La nazione vuole che il Presidente sia “uno di noi”, con le stesse responsabilità civili del cittadino. Credo che il Presidente debba essere scusato da alcuni oneri applicabili al cittadino durante il suo incarico… Non dovremmo oberare il Presidente con cause civili, indagini penali o azioni giudiziarie”, continua Kavanaugh. In un’altra occasione, Kavanaugh scrive, “I’imputazione e l’azione legale nei confronti di un presidente incombente indebolirebbe lo stato federale”.

Se per Kavanaugh attraccare la presidenza a cause civili rappresenta un indebolimento dello stato federale, Trump ha dimostrato astuzia nella sua scelta. Dopo le dimissioni di Justice Kennedy, considerato uno swing vote sulla corte, Kavanaugh consolida una maggioranza conservatrice, il cosiddetto conservative bloc, attualmente 5-4. Se confermato dal Senato, altamente probabile con la maggioranza repubblicana, il neo-giudice potrebbe diventare una figura davvero preoccupante per l’opposizione. Ipoteticamente, Kavanaugh potrebbe rappresentare un alleanza legale con le presidenze repubblicane, anche dopo Trump.

In un articolo pubblicato nel 2009 per il Minnesota Law Review, Kavanaugh dichiara:

“…Come molti americani all’epoca, credevo che il Presidente dovesse essere soggetto alle stesse responsabilità di qualsiasi altro cittadino. Ma questo mi pare un errore. Riguardando gli anni ‘90, per esempio, sarebbe stato meglio per la nazione se il Presidente Clinton si fosse potuto concentrare su Osama bin Laden senza essere distratto…”

POSIZIONI LEGALI

Le ultime due settimane dopo le dimissioni del Justice Kennedy sono state molto movimentate. Le dichiarazioni delle senatrici repubblicane moderate Susan Collins (R-Maine) e Lisa Murkowski (R-Alaska) sui candidati alla Corte Suprema hanno contribuito alla pressione interna all’amministrazione Trump. Con un maggioranza repubblicana ridotta (51-49) al Senato, Collins e Murkowski hanno esercitato pressione sulla presidenza per la scelta di un candidato moderato, dedicato al concetto di stare decisis nei confronti di Roe vs. Wade, la famosa sentenza della Corte Suprema che rese legale l’aborto nel 1973. Roe v. Wade, una legge sgradevole per l’attuale maggioranza ha spiazzato gran parte del partito, che ha storicamente caldeggiato la scelta di un candidato favorevole al rovesciamento della sentenza. Pur dichiarando di non voler procedere in questo senso nei confronti della storica sentenza,  numerosi politici del partito democratico lo considerano un oppositore ai diritti della donna dopo una decisione presa nel 2017, rendendo illegale l’aborto per minorenni non accompagnati.

Nel 2014, Kavanaugh ha dimostrato le sue posizioni forti sul terrorismo, nel suo sostegno per la condanna retroattiva per crimini di guerra. Secondo Kavanaugh la condanna retroattiva “non altera la definizione del crimine, le difese o la condanna”. La dichiarazione giunse in relazione al caso di al-Bahlul, un combattente yemenita giudicato da una commissione militare colpevole di reati non effettivamente riconosciuti al livello internazionale come crimini nel diritto bellico.

Kavanaugh, generalmente piace. Ai democratici preoccupa per il suo dichiarato sostegno dell’esecutivo, ma ai repubblicani non può dispiacere per le sue posizioni moderatamente conservatrici. Per ora è tutta speculazione, ma la scelta di Kavanaugh potrebbe diventare una scelta strategica per un presidente non ancora assolto dall’indagine di Mueller. L’idea di una Corte Suprema apolitica è un mito da tempo, sarà il caso a decidere quanto lo rimarrà con Kavanaugh.

Fabio van Loon


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