• 21/04 @ 17:11, Day by Day: i ritratti del passato, quando il bianco e nero premia la fotografia, di Gianfranco Ferroni https://t.co/SQHkTgfFPN
  • 20/04 @ 10:09, Il “paradosso” di Pilato: condannare un innocente per assolvere se stesso, di Giuseppe Portonera https://t.co/9YxLmxgbfe
  • 19/04 @ 17:02, SPECIALE ITALYGATE/1 – Tutte le strade del Russiagate che portano a Roma: i casi Mifsud e EyePyramid, di Federico P… https://t.co/Np4FwOGnWU
  • 19/04 @ 14:33, Conclusioni ed equivoci del rapporto Mueller: oltre la cortina fumogena degli inconsolabili Never Trumpers, d’oltre… https://t.co/tn6lzbBGeb
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  • 19/04 @ 07:38, Qualcuno avverta Negri: se le imprese non fanno affari con l’Iran non è per la Lega o la “lobby ebraica”, ma per il… https://t.co/oHoRdMoahH

Quotidiano


Israele ha scelto ancora Netanyahu, con buona pace di media liberal e sondaggisti

Avatar di Federico Rossi, in Esteri, Quotidiano, del

Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni legislative israeliane. Questa, stando ai racconti pre-voto di media e sondaggi, dovrebbe già essere la notizia. Bibi, come viene soprannominato il quattro (ormai cinque) volte premier d’Israele, ha quindi ribaltato il pronostico, o meglio, la speranza di media e giornali locali ed internazionali che spingevano per Benny Gantz. Il…

Di Martedì, emblema della tv a soglia di attenzione ultrabassa (e a pluralismo ultracompresso)

Avatar di Arturo Prosperi, in Media, Quotidiano, del

Non ce ne vogliano autori, curatori e conduttore, ma Di Martedì, l’approfondimento di Giovanni Floris su La7, ha ormai il valore di un prototipo e di un emblema: della tv a soglia di attenzione ultrabassa e a pluralismo ultracompresso. Cominciamo dagli aspetti formali, con almeno tre elementi che partono dall’assunzione che il pubblico televisivo sia…

Studiare il “Fenomeno Salvini”, evitando banalità e demonizzazione

Avatar di Martino Loiacono, in Media, Politica, Quotidiano, del

“Fenomeno Salvini” è un libro da leggere. È un libro da leggere perché analizza puntualmente l’ascesa del leader leghista e va a fondo delle dinamiche del suo successo. L’approccio scelto da Giovanni Diamanti e Lorenzo Pregliasco, cogliendo e descrivendo l’intima unità tra la strategia politica e la strategia comunicativa di Salvini, è particolarmente convincente. Il…

Integrazione: perché funziona meglio in Occidente

Avatar di Martino Pillitteri, in Cultura, Quotidiano, del

Italia, Inghilterra, Stati Uniti: chi per un verso chi per un altro sonoadditate come società non ospitali, isolazioniste, anti immigrati. La realtà è esattamente l’opposto: i nostri sistemi valoriali e le nostre dimensioni culturali sono la garanzia che l’integrazione dei migranti è a prova di discriminazione. Ammettiamolo: la nostra è una cultura individualista e competitiva….

Le forze che si contendono il futuro della Libia e come l’Italia si è condannata all’impotenza

Federico Punzi di Federico Punzi, in Esteri, Quotidiano, del

Il via libera e i soldi di Riad, Washington che toglie il freno a mano: i fatti nuovi – dopo la firma italiana del MoU con Pechino – che hanno innescato la marcia di Haftar verso Tripoli Proviamo a orientarci nella cortina fumogena delle dichiarazioni ufficiali sulla situazione in Libia, di nuovo incandescente dopo l’offensiva…

Cento anni fa nasceva Ian Douglas Smith, il ribelle rhodesiano

Avatar di Marco Faraci, in Esteri, Politica, Quotidiano, del

Cade oggi il centesimo anniversario della nascita di una delle figure più interessanti e controverse della politica conservatrice del ventesimo secolo, lo storico leader della Rhodesia Ian Douglas Smith. Rispetto ai più celebri leader conservatori, Smith ebbe la sfortuna di portare avanti le idee conservatrici, occidentaliste e di tradizione anglosassone nel più ostico degli scenari…

Moavero, Tria (e Cerretelli): se un pezzo di governo gioca per Bruxelles. Altro che cambiamento, c’è un subgoverno del commissariamento

Avatar di Ettore Lombardi, in Politica, Quotidiano, del

Non c’è da demonizzare, ma da capire, da decifrare quello che accade nella compagine gialloverde al governo. Dove, sin dal primo minuto della nascita del governo, i “partiti” in coalizione sono tre, non due. Oltre alla Lega e al M5S, c’è infatti un transpartito apertamente schierato con Bruxelles (e con il Colle), che segue le indicazioni…

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