• 16/06 @ 10:11, L’ultima mossa di Salvini: “liberare” il denaro dicendo basta ai limiti al contante, di @Ferronix https://t.co/3IHlZmki6x
  • 16/06 @ 10:10, In Lombardia come a Roma: Lega e Movimento 5 Stelle non si filano, ma senza obblighi contrattuali se le danno di sa… https://t.co/8zZ5nncDy6
  • 15/06 @ 06:46, Usa-Cina, non si può pensare di non scegliere. La contesa è geopolitica, non solo tecnologica, di Ettore Lombardi https://t.co/ue9yMYCVh7
  • 14/06 @ 18:51, I candidati Tories si presentano: non solo Brexit nell’agenda del prossimo inquilino di Downing Street, di Dario Ma… https://t.co/7QA2UCY7NI
  • 14/06 @ 18:49, Un terzo partito al governo e Salvini al bivio: all-in o cottura a fuoco lento, di @jimmomo https://t.co/6vSDqBzLGM
  • 13/06 @ 06:04, Se la Storia non ha più insegnanti, di Franco Carinci https://t.co/iIxXC3pkra

Esteri


Xi prova a tirare la corda, ma Trump tiene duro: come Cina e Usa stanno giocando la partita del commercio

Federico Punzi di Federico Punzi, in Esteri, Quotidiano, del

La tattica negoziale cinese non è nuova, e in passato bisogna dire che ha funzionato più che discretamente: mettere sul tavolo aperture e concessioni per creare un clima di fiducia tra le parti, per alimentare ottimismo sul buon esito del negoziato per poi, proprio all’ultimo miglio, in dirittura d’arrivo, ritirarne una buona parte, o annacquarne…

Sri Lanka, Africa, Medio Oriente. L’identità e le più profonde motivazioni dei jihadisti

Avatar di Anna Bono, in Esteri, Quotidiano, del

Sappiamo che i jihadisti suicidi dello Sri Lanka appartenevano tutti a famiglie di ceto medio e alto. Alcuni avevano studiato all’estero. Abdul Latif Jamil Mohammed, ad esempio, aveva frequentato la facoltà di ingegneria aerospaziale della Kingstone University, in Gran Bretagna. Altri due, Inshaf e Ilham Ibrahim, erano figli di uno dei più ricchi mercanti di…

La nuova ascesa di Nigel Farage e i segreti del successo della sua ultima creatura: il “Brexit Party”

Avatar di Graziano Davoli, in Esteri, Quotidiano, del

I sondaggi, che ricordiamolo non sono oracoli, sembrano dare un quadro preciso sulle intenzioni di voto dei cittadini britannici in occasione delle prossime elezioni europee. Il Brexit Party, la nuova creatura di Nigel Farage, risulta essere il primo partito con un range di consensi tra il 27 ed il 28 per cento anche se, secondo…

Nella guerra tecnologica tra Cina e Occidente rotola la testa di Williamson: le grane di Londra e le preoccupazioni di Washington

Dario Mazzocchi di Dario Mazzocchi, in Esteri, Quotidiano, del

Tutto è cominciato la settimana scorsa quando il Daily Telegraph è uscito nelle edicole con la soffiata giunta dall’interno del governo britannico: il primo ministro Theresa May vuole affidare ai cinesi di Huawei un ruolo importante, seppure in ambiti “non cruciali” – così si assicura – nella costruzione della rete 5G nel Regno Unito. Una…

Venezuela, Guaidò rischia il tutto per tutto. Ecco cosa succede dietro le quinte mentre in Europa riparte la fiera dell’ipocrisia

Avatar di Enzo Reale, in Esteri, Quotidiano, del

Martedì scorso alle sei meno un quarto del mattino, nei pressi della base militare “La Carlota” (Caracas), Juan Guaidó, riconosciuto come presidente legittimo del Venezuela da circa 50 paesi tra cui tutte le principali democrazie occidentali, annunciava in un breve video amatoriale l’inizio dell’Operazione Libertà. Facendo appello alle forze armate e alla popolazione civile, lanciava…

Le sanzioni di Trump colpiscono molti interessi, ma gli iraniani conoscono bene la causa dei loro mali: il regime

Avatar di Dorian Gray, in Esteri, Media, Quotidiano, del

In Europa – e anche in Italia – in molti hanno preso male la decisione dell’amministrazione Trump di ritirarsi dall’accordo sul programma nucleare iraniano (JCPOA) e di approvare nuove sanzioni contro il regime, che ora colpiscono direttamente tutto il corpo delle Guardie Rivoluzionarie. In un mondo normale, le scelte di Trump avrebbero riscontrato unanimità incondizionata,…

Libia: l’Italia ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare

Avatar di Davide Ricciardi, in Esteri, Quotidiano, del

Dato per assunto che gli interventi in Libia del 2011 per deporre Gheddafi furono un errore, non per gli interventi in sé, ma in quanto non seguì alcuna strategia di Istitution Building post conflitto, si può serenamente affermare che l’Italia abbia sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare nella fondamentale partita libica. Negli ultimi tempi…

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